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Perché il reintegro di James Gunn è una bella notizia per tutti

Parliamo dell'importanza di saper perdonare come società.

Ieri sera è arrivata una notizia che ha sconvolto tutta la community di appassionati del Marvel Cinematic Universe: James Gunn è stato reintegrato nel ruolo di regista di Guardiani della Galassia Vol. 3. The Walt Disney Company aveva licenziato l’autore in seguito alla diffusione di alcuni tweet del suo passato, che hanno creato scandalo questa estate. La decisione di tornare sui propri passi è importantissima ed è una notizia davvero rilevante e positiva. E non lo è solo per i fan del Marvel Cinematic Universe, ma per tutta la società.

James Gunn: un caso diverso da tanti altri

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Fin dall’annuncio del licenziamento, si è capito che il caso di James Gunn era diverso dai tanti scandali simili che abbiamo visto negli ultimi anni. Da subito, il regista ha ricevuto il supporto di tantissime persone in tutto il mondo. E non si trattava solamente di fan del Marvel Cinematic Universe, ma anche di personalità di peso dell’ambiente, a partire dagli interpreti dei Guardiani della Galassia sul grande schermo (in particolare Dave Bautista). A combattere per lui dietro le quinte, pare ci fosse anche il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige.

Al di là di chi ha sostenuto Gunn però, quello che è davvero importante (e differente) è il come. Perché al contrario di quanto abbiamo visto in casi simili, non si è cercato di sminuire le colpe di Gunn. Nessuna vuota invocazione della libertà di parola, nessuna lamentela verso il maledetto politically correct, nessun “Eh, ma allora non si può più dire niente”. O meglio, probabilmente qualcuno lo ha fatto, ma non è stata questa la linea generale.

Quello che Gunn ha sostenuto in quelli che per lungo tempo sono stati gli ultimi tweet presenti sul suo profilo è che non si riconosceva più nella persona che faceva certe dichiarazioni. Negli anni la sua personalità si è evoluta, è cambiato e ha capito di aver sbagliato. Senza arroganza, senza cercare di difendere i suoi comportamenti passati. Una pura e semplice ammissione di colpe. E per questo il suo reintegro è davvero importante: ci ha insegnato che si può perdonare.

La potenza del chiedere scusa

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Ne abbiamo parlato anche nel nostro articolo sull’affaire Kevin Hart: la nostra società sta cambiando a ritmi sostenuti. Ed è una cosa bellissima perché, nonostante alcune terrificanti oscillazioni verso il basso, stiamo andando verso un mondo sempre più attento al rispetto di tutti.

Parallelamente a questa evoluzione, esistono i social network. Questi, per chi li usa attivamente come nel caso di un personaggio pubblico, congelano nel tempo i vari momenti della crescita. Non solo, ma li espongono a chiunque voglia avervi accesso. Una finestra sempre aperta sul tempo, che mostra al mondo la persona che eravamo ieri, due anni fa o dieci anni fa. Una persona che spesso è molto diversa da quella che siamo oggi. Provate a pensarci: oggi siete uguali a come eravate negli anni del liceo? O delle scuole medie? O dell’università?

E così la decisione presa da The Walt Disney Company diventa fondamentale per la società tutta. Perché crea un precedente, certificando che sì, le persone possono cambiare. Perché lancia il segnale che chiedere scusa e pentirsi dei propri comportamenti passati non è un atto senza significato o valore. Perché ha dimostrato a chi ha cercato di distruggere la carriera di una persona per motivi politici che non si può fare. Perché, soprattutto, ha insegnato che la nostra società è capace di perdonare.

Il che non vuol dire dimenticare, sia chiaro, ma riconoscere che ciascuno di noi può fare errori e può pentirsene. Cose che sicuramente ognuno di noi sa, ma che è difficile mettere in pratica. Soprattutto quando bisogna farlo tutti insieme.

Al di là di Marvel e DC Comics

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Poi ci sarà modo nei prossimi giorni di capire e scoprire tutti gli sviluppi ‘operativi’ di questa decisione. Come, quando e con chi riprenderà la produzione di Guardiani della Galassia Vol. 3? James Gunn riprenderà il suo ruolo da supervisore del lato cosmico del MCU? Cosa succederà a The Suicide Squad, che fine farà quel progetto?

Allo stesso tempo prenderanno il via tutte le dietrologie del caso. Qualcuno darà il merito di tutto questo alle pressioni di Kevin Feige o alla potenza di Dave Bautista. Altri indicheranno il supporto di gran parte della comunità cinematografica o le difficoltà che The Walt Disney Company ha avuto a trovare un sostituto per James Gunn. Qualcuno suggerirà che sia stato proprio il sopracitato The Suicide Squad a dare la spinta definitiva e qualcuno riterrà valida la versione ufficiale secondo cui è stato proprio il comportamento di Gunn negli ultimi mesi, tra mille e mille colloqui e discussioni a convincere la dirigenza Disney.

Tutto questo non importa oggi. E probabilmente non lo farà neanche domani. Quello che emerge davvero da questa vicenda è un precedente fondamentale: un colosso come Disney, una compagnia con un’attenzione incredibile ai propri valori, ha scelto di tornare sui propri passi e perdonare. Comunque vada il mondo dei cinecomics, questo lascerà un segno indelebile sulla nostra società. E questa volta è un segno positivo.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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