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Remothered: Tormented Fathers, l’inizio dell’incubo

Il panorama dell'horror attuale, cinematografico e videoludico, è purtroppo un po' piatto. Trame basate tutte sugli stessi stereotipi, uso smodato degli effetti splatter per compensare le mancanze a livello di sceneggiatura… trovare qualcosa di valido è, purtroppo, difficile.
Fortunatamente, cercando a dovere è ancora possibile trovare qualche perla: in passato vi abbiamo parlato, ad esempio, di quel gioiellino che è Little Nightmares.
Oggi, invece, tocca a Remothered: Tormented Fathers, titolo per PC e PlayStation 4 creato da Darril Arts e dagli italiani di Stormind Games.
La trama è la seguente: Rosemary è una detective che si sta occupando del caso riguardante Celeste, una bambina scomparsa in circostanze misteriose. Proseguendo con le proprie indagini si reca presso la villa del notaio Felton, padre della bambina. Con una scusa cerca di scoprire di più, ma il signor Felton, una volta capite le reali intenzioni della donna, dà in escandescenze e la fa accompagnare alla porta in modo non proprio amichevole.
Presa coscienza di non avere a che fare con un individuo propriamente equilibrato, Rosemary fa ciò che farebbe qualunque protagonista di storia dell'orrore che si rispetti: durante la notte, mentre infuria un temporale, si introduce di nascosto nella villa per proseguire con le proprie indagini. Di lì a poco avrà ulteriore conferma del temperamento del signor Felton, quando quest'ultimo, resosi conto della presenza di un'intrusa nella propria dimora, inizierà ad inseguirla armato di falcetto.
E basta, non vi spoileriamo altro.
Un plauso va fatto alla resa per quanto riguarda la questione horror. Come ben sanno gli appassionati del genere e come accennavamo in apertura, per molti produttori, sceneggiatori, autori e quant'altro, "horror" non è altro che sinonimo di jumpscares e scene splatter a ripetizione, con molta poca trama e soprattutto molta poca atmosfera.
In Remothered, fortunatamente, non è così. Ci troviamo a vagare in un ambiente chiuso, alternandoci tra stanze e corridoi molto grandi e dispersivi e spazi molto piccoli, con la sicurezza di avere, a poca distanza, il malintenzionato di turno pronto a farci molto molto male.
In questo modo Stormind Games riesce a ricreare non solo il senso di smarrimento della protagonista, braccata e in cerca di una via di fuga all'interno di un ambiente che non conosce, ma anche a fornire al giocatore un continuo senso di angoscia, pronto a scattare verso un nascondiglio non appena le cose precipiteranno.
Oltre a trarre ispirazione dai classici dell'horror cinematografico (non a caso la protagonista si chiama Rosemary: da Rosemary's Baby), Remothered: Tormented Fathers è anche largamente ispirato alla serie Clock Tower, tra i primissimi survival horror mai creati.
Si distingueva per il fatto che i protagonisti sono generalmente inermi, ben diversi da personaggi quali i "classici" soldati e marines, in grado di utilizzare (e trovare) armi e oggetti per difendersi. Anche in Remothered, infatti, abbiamo una protagonista che dovrà fare di tutto pur di evitare lo scontro con i suoi inseguitori, o stalker. Venire acchiappata significherà morte quasi certa: gli stalker infatti sono pù veloci, più forti e più resistenti di lei. Ciò non vuol dire che una volta presi sarà game over automaticamente, ma starà all'abilità del giocatore riuscire a divincolarsi e fuggire, impresa particolarmente complicata ma non impossibile.
Le atmosfere contribuiscono nel creare un gioco particolarmente ansiogeno e claustrofobico: gli stalker staranno costantemente alle nostre calcagna, e tutto quello che potremo fare per liberarcene temporaneamente sarà nasconderci dentro gli armadi o sotto i tavoli, oppure usare degli oggetti per ferirli (molto blandamente) o distrarli mentre svolgiamo le azioni o imbocchiamo la porta che ci interessa guadagnando secondi preziosi.
Un ulteriore punto a favore del titolo va fatto per quanto riguarda la storia, curata nei minimi dettagli e per niente banale. Per capirla a fondo il giocatore dovrà non solo completare le varie missioni obbligatorie, ma anche spendere ulteriore tempo all'interno della villa – col costante rischio di essere scoperto -, per raccogliere dei collezionabili facoltativi ed esaminare oggetti che vanno ad aggiungere, tassello dopo tassello, nuove informazioni alla trama.
Come di consueto, però, è necessario analizzare anche i difetti.
Tenendo comunque conto del fatto che Stormind Games non possedeva certo un budget alto come quello di altre case produttrici per la realizzazione di Remothered, i modelli dei personaggi tendono ad essere un po' poco espressivi e legnosi, il che, considerando gli "standard" cui ormai siamo abituati, potrebbe far storcere un po' il naso.
Ma il vero e proprio difetto del gioco, a nostro parere, è uno: la resa delle scritte. Intendiamoci, Remothered è stato inizialmente pensato per giocare su PC, e dunque prevedendo che tra lo schermo e gli occhi del giocatore vi fosse, di norma, una distanza di non più di 40-50 cm.
Le scritte sulla versione per PS4, quindi, sono… piccole. Troppo piccole, considerando che la distanza media alla quale si gioca su console è più elevata. Ci si trova spesso a strizzare gli occhi, ad avvicinarsi per leggere i menù, i sottotitoli, le informazioni dei vari oggetti. Fastidioso, c'è poco da dire, sarebbe bastato poter customizzare almeno la dimensione del font.
Al netto di ciò, Remothered: Tormented Father è comunque un piccolo faro nel buio per quanto riguarda il panorama horror videoludico, l'inizio di un'ideale trilogia che speriamo veda la luce al più presto.

Francesca Menta

Nella vita legge fumetti, guarda cartoni e fa altre cose noiose e banali che non vale la pena menzionare. Allenatrice di Pokémon dal 1999. A quanto pare adesso recensisce anche videogiochi, coronando il sogno di una vita: poter gridare con fare oltraggiato "Lo sto facendo per LAVORO" ogni qualvolta viene trovata di fronte ad una console.

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