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Rocketman – Più di un biopic | Recensione

Ecco cosa pensiamo dello "spettacolare" musical sulla vita di Elton John

Esce oggi nelle sale Rocketman, film dedicato alla vita di una leggenda della musica inglese, Sir. Elton Hercules John. Incentrata sulle vicende personali che hanno fatto del timido ed introverso Reginald Dwight  il cantante eccentrico e sopra le righe che tutti conoscono, la pellicola riesce anche a trasmettere alcuni importanti messaggi.

Rocketman, la forza del musical

Ma andiamo per gradi. La storia comincia in medias res: Elton John (Taron Egerton), con un costume di scena decisamente poco sobrio, entra in una clinica per la riabilitazione e, durante una seduta di alcolisti anonimi, inizia a raccontare gli episodi più significativi della sua vita. L’infanzia passata a cercare inutilmente le attenzioni e l’affetto dei genitori, l’incontro con la musica e la scoperta del suo talento passando per il suo periodo “buio”, in cui ha abusato di tutto ciò di cui si possa abusare per poi concludere con la sua rinascita. Insomma, con un semplice espediente il protagonista, narrando la sua storia al pubblico, ripercorre i suoi passi e capisce come rialzarsi dopo la caduta. Il classico percorso ascesa-caduta-redenzione di una stella.

Ciò che rende tutto quello che è stato descritto diverso rispetto ad altri titoli dello stesso genere è il modo in cui il regista, Dexter Fletcher, ha deciso di gestire questo racconto. Rocketman è stato infatti costruito come una splendida esibizione di musiche, costumi e coreografie. Il biopic è anche un musical e il musical è un vero e proprio spettacolo, in alcuni momenti anche molto crudo e schietto, della vita di Elton John, dell’artista per antonomasia ma anche dello stesso essere umano.

I capolavori musicali di Elton John sono usati nel modo più coerente e logico possibile e dal momento che stiamo parlando di musical, non si canta solo durante concerti o registrazioni, ma anche durante le liti, i momenti tristi, i successi e ogni qual volta sia necessario far dire alla musica quello che le parole non riescono ad esprimere.

Questa rappresentazione esibizionista, quasi esasperata, e l’atmosfera onirica che si respira durante l’intero film è sia il suo pregio che il difetto. Molto efficace sottolineare visivamente le emozioni in alcuni importanti momenti, ma in altri si sarebbe potuto lasciare più spazio all’immaginazione dello spettatore. Il musical crea empatia, e il voler mostrare troppo a volte può limitare o danneggiare la sua efficacia.

Taron Egerton è Rocketman

Ad amplificare il senso spettacolare della pellicola ci pensa l’attore protagonista, Taron Egerton, con la sua straordinaria performance attoriale e canora. Nonostante la responsabilità di interpretare una star vivente, che tra l’altro ha partecipato attivamente alla produzione del film, Egerton sembra completamente a suo agio nei panni di Elton John, forse grazie anche alla scelta di non modificare eccessivamente il suo aspetto per farlo assomigliare al cantante. Non è importante quanto Egerton sia fisicamente Elton, ma quanto efficacemente riesca a trasmettere le sue emozioni. E non ci è semplicemente riuscito, è stato ottimo.

Quello che va a rendere completa l’esibizione di Egerton è sicuramente la scelta di far cantare a lui la colonna sonora di capolavori di Elton John. Questo ha permesso al giovane attore gallese di fare suoi i sentimenti presenti nei testi delle canzoni, elaborarli e riproporli al pubblico con qualcosa di personale. Guardando il film non si assiste solamente allo show di Elton John, ma anche a quello di Taron Egerton, che avendo avuto la possibilità di trasformarsi in Elton pur mantenendo viva una parte di se riesce a centrare in pieno il suo ruolo.

I want love

Il filo conduttore tematico del film è sicuramente l’amore, o meglio, la sua mancanza. “Voglio amore, voglio essere amato” canta Elton John, che non vorrebbe altro che un abbraccio dal padre, una parola dolce dalla madre e qualcuno che lo ami per quello che è e non perché è una fonte di guadagni. Ma questo non gli è concesso, non nella parte della sua vita esplorata dal film, e questo lo distrugge. L’unico rapporto sano è quello con il suo migliore amico e paroliere Bernie Taupin, con cui dice di non aver mai litigato in vita sua e che è la persona che ha cercato di tenerlo a galla anche nei momenti in cui stava per affogare.

Ed è questo tema costante a toccare corde sensibili a tutti e a lanciare messaggi significativi. Perché è proprio il fondamentale e legittimo bisogno insoddisfatto d’amore del protagonista la causa di tutto ciò che gli succede, delle cose positive e di quelle negative. Elton John nasce grazie a questa mancanza e, nel momento peggiore della sua vita, è la consapevolezza che per essere amato da qualcuno nella maniera più pura e onesta possibile debba prima amare se stesso che lo rimette al mondo.

“I’m still standing better than i ever did, looking like a true survivor”

Elton John, attraverso Rocketman, ci racconta di come e soprattutto perché è un sopravvissuto, facendo la scelta coraggiosa di mostrarsi nelle sue debolezze senza addolcire troppo la pillola. Ci canta, arrivando fino a gridare per farsi sentire meglio, la sua verità: amati e accettati, solo così potrai essere amato e accettato. Un messaggio d’amore universale, sicuramente non particolarmente originale ma sincero, rassicurante ed innegabilmente necessario al giorno d’oggi.

Godetevi lo spettacolo

Insomma, che voi siate fan sfegatati di Elton John o che lo conosciate solo per nome, ritagliatevi un paio d’ore dai vostri impegni , accomodatevi nella sala del vostro cinema di fiducia e godetevi lo spettacolo. Secondo noi ne vale la pena, soprattutto se amate la buona musica e i vestiti glitterati.

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Eleonora Finassi

Eterna indecisa, timida, testarda. Amante di cinema, libri, serie TV e di tutto quello che può allontanarmi dalla vita quotidiana, anche se per breve tempo. Non nutro un semplice interesse per qualcosa, o ne sono ossessionata o niente, non esiste via di mezzo. Sto cercando il mio posto nel mondo.

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