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Ryuutama, un GdR “natural fantasy”
Dal Giappone arriva questo peculiare gioco di ruolo dove il viaggio e il mondo naturale sono i protagonisti

6 min


Ryuutama è un gioco di ruolo cartaceo proveniente dal Giappone, e pubblicato in italia da Isola Illyon Edizioni. L’autore è Okada Atsuhiro, e fin dalla copertina e dalle prime pagine l’atmosfera e lo stile richiamano molto da vicino quelli di un manga. Il titolo del gioco, Ryuutama, significa “l’uovo del drago”, e, come vedremo, è direttamente collegato alla premessa concettuale che muove il mondo e i protagonisti. Il sottotitolo, “gioco di ruolo natural fantasy”, vuole essere una breve sinossi di quello che vuole essere lo spirito di questo gioco, che è ben lontano dai giochi di ruolo più classici. Ma andiamo con ordine!

Ryuutama: il mondo

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Qualcosa che salta immediatamente all’occhio anche solo sfogliando il manuale e leggendo qualche pagina qua e là è come l’aspetto dell’ambientazione di Ryuutama sia strettamente, intrinsecamente collegato alle meccaniche del gioco. I personaggi che i giocatori muoveranno nella storia sono chiamati genericamente “viaggiatori“: è parte della cultura del mondo di Ryuutama che prima o poi, tutti, grandi e piccoli, ricchi e poveri, avventurieri e contadini, intraprenderanno un Viaggio durante la propria vita. Forse questo li porterà in luoghi nuovi e meravigliosi e decideranno di abbracciare una nuova vita, forse invece decideranno di tornare a casa. Questa tradizione è talmente integrata nel tessuto della società del mondo, a qualunque livello, che le comunità locali hanno la consuetudine di prendersi carico delle attività e delle proprietà dei viaggiatori in partenza, così che questi possano dedicarsi al loro pellegrinaggio serenamente. Allo stesso modo, il mondo è costellato di locande, serragli, negozi e ostelli pronti ad accogliere viaggiatori di passaggio. Non solo, ma tradizione vuole che questi viaggi vengano intrapresi in compagnia…possibilmente, in compagnia di persone provenienti da altri percorsi di vita, per incentivare gli scambi di esperienze. Ecco, in due parole, la premessa per la costituzione del party dei pg. Non c’è bisogno di “giustificare” una strana alleanza di persone che non hanno nulla da spartire, è l’ambientazione stessa a fornire una motivazione.

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C’è un motivo profondo per l’esistenza di questa strana tradizione: il motivo è che le divinità di questo mondo, i quattro draghi stagionali, traggono il proprio nutrimento dalle storie dei viaggiatori. Questa realtà metafisica si è persa nelle leggende, ma le persone tuttora proseguono con la tradizione del Viaggio, e così facendo coltivano la crescita dei draghi. Questo concetto è dietro all’altra intuizione geniale del gioco, ovvero il personaggio del Game Master. Il Game Master di Ryuutama aiuta, guida, prende per mano i giocatori esattamente come in ogni altro gioco di ruolo, ma la differenza è che in Ryuutama questo ruolo è riconosciuto, reale, palese. Il GM interpreta infatti un Ryuujinuno spirito guardiano che si pone ad un livello intermedio fra il mondo superno dei draghi e quello mondano degli uomini. Il compito dei Ryuujin è quello di assicurarsi che il nutrimento ricevuto dai draghi delle stagioni sia adeguato, quindi è responsabilità dei Ryuujin fare sì che il Viaggio dei pellegrini sia interessante e memorabile. Per farlo, essi mettono in campo diverse strategie: osservano i viaggiatori da lontano, vigilano sugli eventi che essi vivono, danno loro le necessarie risorse per superare gli ostacoli, oppure, in qualche caso, creano essi stessi degli ostacoli da superare. Qualunque sia il metodo, lo scopo è proprio quello di creare una storia avvincente assieme ai viaggiatori.

Ryuutama, allegoria del buon GdR

I binomi giocatore-viaggiatore e Game Master-Ryuujin hanno il sapore di due vere e proprie allegorie, o, se preferite, rappresentano due elementi di metagioco che sono in realtà presenti in ogni gioco di ruolo…ma in Ryuutama sono anche parte del mondo stesso. Tutti i giochi di ruolo, cioè, si fondano su un’alleanza fra il Master e i giocatori, con lo scopo, condiviso da tutti, di creare una storia avvincente. Questa alleanza, però, rimane sempre nascosta, implicita, quasi fosse un segreto ben custodito. I giocatori veterani la danno per scontata, mentre i novellini spesso la perdono di vista. Il grande merito di Ryuutama è quello di portare questo concetto in piena luce, rendere l’alleanza esplicita. I giocatori interpretano viaggiatori il cui fine ultimo è il Viaggio stesso: non è necessario creare complicate motivazioni personali o ragioni di conflitto da risolvere. Il Master interpreta una creatura mitica e onnipotente il cui scopo è proprio quello di rendere il Viaggio il più interessante possibile, nel bene e nel male. Non abbiamo mai visto una manifestazione più chiara delle funzioni dei ruoli di qualsiasi gioco di ruolo, e questo fa di Ryuutama un GdR perfetto per chiunque muova i suoi primi passi in questo mondo. Perfino lo “stile” dell’avventura può essere determinato a tavolino ed integrato in questo sistema, perché il GM deve scegliere quale Ryuujin interpretare, e ciascuno di quelli proposti ha una propria personalità e un proprio modo di rendere interessanti le storie. I giocatori desiderano un’esplorazione delle terre selvagge? Midori-Ryuu è lo spirito perfetto. I giocatori preferiscono qualcosa di più combattivo? Il GM sceglierà Kurenai-Ryuu. E così via: ciascun Ryuujin indirizzerà l’interpretazione del GM in un senso o nell’altro, e fornirà specifici poteri con cui il GM potrà direttamente influenzare le scene. Un sistema davvero elegante.

Il crunch: sistema e personaggi

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Passando agli aspetti concreti, Ryuutama è un gioco dal sistema relativamente semplice. Ogni personaggio sceglie una classe e un’attitudine: le classi non rappresentano tanto il tipo di avventuriero, quanto il mestiere svolto prima dell’inizio del Viaggio. La scelta quindi sarà fra occupazioni, anche piuttosto umili: il contadino, il cacciatore, l’artigiano, il menestrello. L’attitudine, invece, rappresenta il modo con cui ogni personaggio tende ad affrontare le difficoltà: lotta, magia e tecnica. Questi tre concetti sono sovrapponibili alle classi, e potremo quindi creare un contadino in grado di operare qualche incantesimo, un mercante abile con la spada e così via. Le caratteristiche sono 4, e più sono alte, maggiore sarà il dado che si potrà utilizzare per effettuare le relative prove. Un personaggio debole dovrà utilizzare il d4 o il d6 per effettuare prove di Forza, mentre un personaggio muscoloso farà lo stesso tiro utilizzando il d10 o il d12. Il risultato verrà confrontato con una classe difficoltà scelta dal Master, sulla base della quale la sfida verrà superata o meno. Tutto piuttosto lineare. Il combattimento, a sua volta, è piuttosto semplice da gestire, con l’unica peculiarità dei ranghi: come nei vecchi Final Fantasy, i giocatori dovranno decidere se posizionare il proprio personaggio sul fronte o sulla retroguardia, con le relative conseguenze su tiri per colpire e danni.

Non aspettatevi, comunque, che i combattimenti siano al centro del gioco. Tutt’altro: fin dalla copertina risulta lampante che Ryuutama non è quel tipo di esperienza. L’enfasi dell’intero gioco di ruolo è, l’abbiamo ripetuto ormai molte volte, il Viaggio, e questo influenza grandemente anche le sfide che si presentano di fronte ai personaggi e il respiro delle avventure, che sono molto lontane dai racconti epici dei giochi à la D&D. Le storie riguarderanno l’esplorazione delle terre selvagge, la scalata di una montagna altissima, la sopravvivenza in un deserto, oppure il viaggio pericoloso da un villaggio ad un altro attraverso una foresta buia. Non ci sarà da salvare un regno, né da forgiare un potente artefatto. Non vi troverete a sfidare gli dei o ad attraversare gli inferi. Le sfide saranno di natura molto più semplice: trovare rifugio da un temporale, scalare una montagna, procacciarsi il cibo in mezzo ad un bosco, scappare da un branco di lupi. L’ambientazione, volutamente lasciata del tutto alla iniziativa del Game Master, aiuta in questo senso: fatta salva la storia mitica dei draghi e la tradizione del Viaggio, null’altro è definito, per evitare che la campagna di gioco finisca per cercare di essere una grande pagina di eventi epocali, e si concentri invece sull’esperienza più pura dell’esplorazione.

In conclusione

Ryuutama è strapieno di ottime idee, molte delle quali davvero originali e sorprendenti. Affidare un personaggio al Game Master non è una meccanica inedita, ma in questo caso l’abbiamo trovata così ben integrata con il regolamento e così coerente con l’ambientazione da lasciarci davvero a bocca aperta. Lo stile grafico riflette lo stile di gioco: semplice, fresco, gioioso. L’esperienza proposta è quella di un gioco di ruolo puro, dove il regolamento è facile da imparare e tanto essenziale da non dare fastidio e dove l’ambientazione non richiede ore di fitta erudizione prima di potersi immedesimare nei protagonisti di una storia. Ryuutama è una proposta meravigliosa per i nuovi giocatori, che si troveranno amichevolmente presi per mano da un Game Master che non si deve nascondere dietro ad uno schermo, metaforicamente e letteralmente, e che potranno vivere una storia, anche semplice, per la pura gioia di farlo. È importante per il godimento di questo gioco che tutti i giocatori siano ben consapevoli di quale sia lo spirito, l’intento di Ryuutama. Non è un D&D con la grafica di Ragnarok Online, non vi permette di vivere storie epiche con il destino del mondo in palio, non offre un raffinato sistema di combattimento dove poter sfogare il proprio genio tattico. Se siete in cerca di questo tipo di esperienza, cercate altrove. Ma se vi interessa un’esperienza di ruolo viscerale ed essenziale, serena e liberatoria, date più di un’occhiata a Ryuutama.


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Gabriele Bianchi

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Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.
        






      





 
















 
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