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Shannara Chronicles: le prime due ore

3 min


Ormai è diventata pratica comune per i lettori accogliere gli adattamenti televisivi\cinematografici delle opere letterarie che li hanno appassionati con un nevrotico misto di speranza e timore. Quando la serie de Le pietre Magiche di Shannara è stata annunciata non abbiamo potuto che provare proprio queste sensazioni dissonanti, che ci hanno accompagnato lungo tutta l'attesa per questa premiere.
La notizia che Terry Brooks (l'autore dell'opera letteraria da cui è tratta la trasposizione) ha seguito da vicino la produzione dello show ci ha tranquillizzato e fatto sperare che lo spirito della storia narrata venisse preservato, nonostante i tagli e le modifiche spesso inevitabili quando una narrazione passa da un medium a un altro.
Così ci siamo avvicinati alle due ore di episodio pilota di The Shannara Chronicles: col passo cauto di chi ha iniziato a leggere Fantasy tanti anni fa proprio con i volumi di questa longeva serie, e che soffrirebbe molto nel veder bistrattato qualcosa che da tanti anni ha un posto speciale nei nostri ricordi di ragazzini.
La storia si apre con Amberle, principessa del popolo degli elfi, determinata a superare la prova che consentirà a sette giovani di diventare Eletti, coloro che si prendono cura dell'Albero sacro, l'Eterea. Questa grande pianta, dicono le leggende, è la magica barriera che protegge il mondo dalle forze oscure dei demoni, bandendoli nel Divieto. Contemporaneamente, Wil Ohmsford riceve dalla madre morente le tre Pietre Magiche, eredità lasciatagli dal padre.
Altro non aggiungeremo per non incorrere nell'ira di chi non ha letto i volumi.
C'è tanto da dire su questo nostro primo "secondo" incontro con l'avventura di Wil e Amberle, partiamo da ciò che si percepisce all'istante, cioè l'aspetto che i creatori hanno voluto dare al mondo: una Terra proiettata in un futuro lontano che porta ancora le cicatrici di una guerra devastante, ma che conserva ancora tracce della gloria di tempi ormai passati. Terry Brooks accenna a questo nei primi libri della sua serie più famosa e lo show pesca a piene mani da queste allusioni per poter avere un volto proprio, personale, distante da quanto visto in opere di grande successo come Il Trono di Spade o Il Signore degli Anelli. Noi abbiamo apprezzato la volontà di avere un'identità propria, subito riconoscibile a colpo d'occhio anche grazie al taglio più "High Fantasy" di ambienti e scenografie. Anche se nel caso del palazzo reale degli elfi si arrivi a toccare l'eccesso per cercare di ottenere più impatto.
La recitazione del cast è… divisa per età, possiamo dire: attori come Manu Bennet, James Remar e il veterano del Fantasy John Rhys-Davies regalano delle performance realistiche e all'altezza della situazione, mentre non possiamo sentirci del tutto soddisfatti delle prove dei tre più giovani membri del cast, che appaiono un po' rigidi in molti casi.
Non siamo dell'opinione che il Fantasy sia un genere che richieda esclusivamente un sottofondo orchestrale, tutt'altro. Capiamo bene il taglio moderno che i creatori hanno voluto dare all'opera, ma in questo caso proprio non ci siamo: non possiamo dire di aver apprezzato la colonna sonora moderna ed elettronica, che spesso dava l'impressione di cozzare con le emozioni delle scene, invece di ampliarle e accompagnarle.
E ora la patata bollente che ogni lettore si aspetta di discutere: le differenze con l'opera originale.
Se non avete letto i libri allora sentitevi liberi di godervi la serie di Mtv al meglio delle emozioni che saprà o meno suscitarvi, se invece siete fan di vecchia data (come noi) delle opere del vecchio Terry, allora… godetevela comunque. Esatto: ci sono alcune differenze cronologiche negli avvenimenti, e qualche licenza qui e là, ma non crediamo che questo vada a inficiare quello che sarà poi lo svolgimento della trama generale. La cosa importante riguardo ogni opera è il suo cuore e dobbiamo dire che il pilot di The Shannara Chronicles, nonostante non sia perfetto, ci ha trasmesso emozioni che battono all'unisono con quelle di quando eravamo ragazzini. Questo è l'importante.
Il resto lo vedremo settimana dopo settimana.

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4 Comments

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  1. Per me per ora la cosa peggiore è la colonna sonora, sulla quale concordo con te. Poi c’è il fatto che il taglio è per teenager, stile twilight o smallville. Ma questo non è un difetto, è solo che ha un target di riferimento che non è il mio. Anche i libri erano per ragazzi, ma di certo non strizzavano gli occhi alle dinamiche adolescenziali come appunto twilight e compagnia bella.
    Oppure questo è proprio un difetto, e non c’è ragione per cui una storia dovrebbe essere ritagliata sui desiderata dei “giovani”? Cioè ma da quando in qua un giovane deve vedere le cose smarmellate? Da giovane uno prima si leggeva Asimov o Stephen King.

  2. avendo letto i libri tanto tempo fa non me li ricordo benissimo e devo ancora finire di prenderli tutti. Sinceramente ero rimasto colpito. Ora, certamente non sarà perfetta, è vero, la sigla non sarà il massimo, sembra essere fatta per un pubblico giovane, o almeno abbastanza giovane, però sinceramente mi è piaciuta, speriamo solo che migliori 🙂

  3. ora ho visto qualche episodio in più. Devo dire che se si sopporta il taglio “teen”, da vecchio lettore dei libri posso dire che… è Shannara. Si può vedere, ci sono le tematiche di Brooks, ci sono i demoni che sembrano figure archetipiche. Si può vedere dai, approvato.

  4. Ok, sono arrivato fino al finale e non so con che stomaco sono riuscito a vederlo tutto. Livello bassissimo, salvo solo l’interpretazione di Manu Bennet che probabilmente ha sbagliato set, pensava di essere in Game of Thrones. Non ho nemmeno commenti da fare, non perdete tempo a vederlo e semmai leggete i libri.

carlovincenzi

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