Ogni tanto fa bene rispolverare i propri incubi infantili. Proprio per questo, qualche settimana fa su Dunge-ON vi ho chiesto quali, secondo voi, fossero i cattivi più spaventosi comparsi in Leone il Cane Fifone, una delle punte di diamante del Cartoon Network old school. Quali vi (ci) avessero causato più incubi, e perché.
Ne è uscito un bel confronto, quindi perché non approfondire la questione in una top dedicata? E quale occasione migliore, se non uno special per Halloween?
Ecco quindi quelli che sono i cinque (più uno) villain di Leone il Cane Fifone che ci hanno tolto il sonno per più di qualche notte.
Attenzione. Sicuramente qualcuno di quelli che più vi hanno terrorizzato non è stato inserito. I cattivoni tra cui scegliere erano veramente tanti, e spesso la paura è soggettiva. Quello che colpisce una persona può non colpire qualcun altro. È normale. La sezione commenti è per voi: scatenatevi.
{Il Fantasma del Plenilunio (The Spirit of the Harvest Moon)}
Okay, alzi la mano chi da bambino non è rimasto pietrificato dalla paura alla vista di questo capoccione bianco. La cosa più impressionante del Fantasma del Plenilunio è proprio il suo aspetto: si tratta infatti di una testa vera di un attore vero: Peter Fernandez, il quale, tra le altre cose, doppiava svariati personaggi minori. L'effetto, nel complesso dello stile grafico del cartoon, era particolarmente straniante e ansiogeno. In realtà non è un cattivo nel vero senso del termine: vuole punire Marilù e Giustino (in particolare quest'ultimo) per non aver rispettato le terre che circondano la loro fattoria. Tuttavia, gli dà la possibilità di rimediare. Ciò non toglie che il testone luminoso con gli occhi neri e le campane a morto che iniziavano a suonare ad un certo punto dell'episodio facevano decisamente il proprio lavoro.
{Gatti (Katz)}
Gatti è uno dei villain principali presenti in Leone il Cane Fifone: difatti, comparirà in diversi episodi, pilota compreso. 
Durante il corso della serie sarà il proprietario di diverse attività apparentemente normali, ciascuna delle quali celerà qualche segreto oscuro: un motel i cui ospiti vengono usati per nutrire un allevamento di ragni giganti, una fabbrica di dolciumi, e così via.
A spaventare, di Gatti, è la sua natura fredda e sadica, oltre alla ferocia ingiustificata con la quale persiste nel perseguitare Marilù, Giustino e Leone, per il quale nutre un odio profondo e viscerale. La calma glaciale del felino, confrontata con l'ansia e il terrore del protagonista, riusciva a creare delle puntate da tachicardia assicurata.
{Jean Bon}
Jean Bon è un maiale antropomorfo dall'aspetto tutt'altro che rassicurante, proprietario di una piccola hamburgeria. La puntata a lui dedicata (Heads of Beef) si svolge tutta attorno a quelle che sono le paranoie di Leone, convinto che Jean Bon conduca gli avventori all'interno di una stanzetta per poi trasformarli, appunto, in hamburger
Alla fine (spoiler!) si scopre che il tutto non era altro che, appunto, una paranoia di Leone: in realtà Jean Bon fa sì accomodare i propri ospiti in uno scantinato… ma solamente perché la moglie ha come hobby la creazione di statue di carne con le fattezze di persone reali, e utilizza gli ospiti come modelli. Particolare, certo, ma niente di spaventoso. Perché inserirlo nella Top, allora? Per via della storia del vero Jean Bon
Il personaggio è infatti ispirato a Joe Metheny, un serial killer statunitense, proprietario di un chiosco di hamburger, il quale utilizzava la carne delle proprie vittime per imbottire i panini che poi vendeva agli ignari clienti. Sarà una frase fatta, ma è innegabile che spesso la realtà sia ben più spaventosa della fantasia.
{Il Grande Fusilli (The Great Fusilli)}
Si tratta di un alligatore, proprietario e direttore di un teatro ambulante. Fusilli recluta le persone che incontra, formalmente impiegandole come attori, ma in realtà trasformandole in marionette. Giustino e Marilù, ovviamente, subiranno la stessa sorte. Quello che rende Fusilli uno dei migliori villain è il fatto di essere, letteralmente, l'unico a riuscire nei propri intenti. Difatti, sebbene alla fine venga sconfitto, il suo è l'unico episodio nel quale Leone non riesce a salvare Marilù e Giustino: la puntata si conclude con il cagnolino che, appunto, li manovra come marionette, simulando una parvenza di normalità. "Cosa non si fa per amore…"
{Fred lo Strambo (Freaky Fred)}
Sarà stato a causa della nenia che accompagnava l’intera puntata, sarà stato il parlare in rima, sarà stato il continuo sorrisone a trentadue denti, la puntata di Freaky Fred è a detta di molti una delle più spaventose mai andate in onda.
Il personaggio di Fred è ispirato ovviamente al barbiere-serial killer Sweeney Todd, e soffre di trichotemnomania, un disturbo che lo porta a radere ossessivamente peli e capelli di chiunque lo circondi. In effetti Fred, alla fine dei conti sembrerebbe essere ben poco spaventoso rispetto agli altri villain: in fondo, a parte tentare di radere completamente a zero Leone, cosa fa di così terribile? Se non che… ascoltando attentamente il suo monologo, specialmente in lingua originale, si può dedurre che forse quello che fa non è altro che una metafora per simboleggiare qualcosa di ben più violento.
{Bonus: La ragazza con il violino}
Ehi, non si tratta di un villain… ma è il primo screamer con cui molti di noi hanno avuto a che fare – probabilmente il primo di una lunga serie: grazie Internet, e grazie amici pseudo-spiritosi. Chi ha visto questa scena da piccolo, difficilmente se la sarà dimenticata. Immaginate di essere bambini e di avere la pessima abitudine di guardare la televisione stando ad un metro scarso dallo schermo…

Like it? Share with your friends!

Condividi la tua reazione

Amore Amore
0
Amore
Confusione Confusione
0
Confusione
Felicità Felicità
0
Felicità
Paura Paura
0
Paura
Rabbia Rabbia
0
Rabbia
Tristezza Tristezza
0
Tristezza
Wow Wow
0
Wow
WTF WTF
0
WTF

0 Comments

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Francesca Menta

author-publish-post-icon
Nella vita legge fumetti, guarda cartoni e fa altre cose noiose e banali che non vale la pena menzionare. Allenatrice di Pokémon dal 1999. A quanto pare adesso recensisce anche videogiochi, coronando il sogno di una vita: poter gridare con fare oltraggiato "Lo sto facendo per LAVORO" ogni qualvolta viene trovata di fronte ad una console.