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Spider-Man: Un nuovo universo, intervista a Sara Pichelli

In occasione della presentazione della versione home video di Spider-Man: Un nuovo universo, Universal Pictures Home Entertainment Italia ha organizzato alcuni incontri con ospite Sara Pichelli. L’artista marchigiana è infatti la creatrice, insieme a Brian Michael Bendis, del personaggio di Miles Morales, assoluto protagonista del lungometraggio.

In occasione della tappa milanese del tour abbiamo avuto il piacere di intervistare Sara Pichelli, approfondendo il suo rapporto con Miles. Un viaggio iniziato nel lontano 2008, quando per la prima volta approda in Marvel; da quel momento iniziò un percorso di successi fatto di premi, nel 2011 l’Eagle Award come miglior artista emergente e nel 2012 l’Harvey Awards come Miglior artista emergente e due Stan Lee Awards.

Ad essi si aggiunge l’approvazione del pubblico nei confronti di Miles, fino al recente lungometraggio animato, di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo, capace di far risplendere anche sul grande schermo il personaggio di Spider-Man. Una produzione molto apprezzata dalla stessa Pichelli, estasiata dalla capacità dell’intero team di trasporre in un medium differente tutte le caratteristiche e le peculiarità del ragazzo di New York.

Dopo il suo approdo in Marvel nel 2011, Miles Morales sta ottenendo un grande successo anche nel nostro Paese. Come stai vivendo questa seconda notorietà?
Per me è il celebrare nuovamente un personaggio e un successo già ottenuto negli USA. Quando avviene in patria è una soddisfazione ancora maggiore perché non ci sono abituata. Ne sono molto felice.

Come ti sei sentita quando hai ricevuto la proposta di lavorare su una nuova versione di Spider-Man?
Quando mi è stato chiesto di collaborare insieme a Brian Michael Bendis non potevo immaginare come sarebbe andata. C’era l’incognita di quello che poteva succedere, coltivavo la grande speranza che potesse essere ben accettato dal pubblico. D’altra parte sentivo la responsabilità e la pressione psicologica di lavorare su un’icona come Spider-Man, seppur nella sua versione Ultimate e non sull’originale. Il pubblico si è inizialmente diviso, per poi ricongiungersi in favore di Miles. Alla luce di tutto quello che è stato scritto e dell’incredibile successo che ha ottenuto posso finalmente godermi i risultati di tanta ansia accumulata (Ride).

Come vedi il percorso che ha intrapreso Miles?
E’ partito come personaggio unico nell’universo Ultimate, è entrato a far parte degli Avengers e dei Champions per poi essere celebrato come eroe nell’universo regolare in qualità Spider-Man a tutti gli effetti. Un grandissimo traguardo. Infine proprio quest’anno è arrivato l’Oscar come Miglior Lungometraggio Animato per Spider-Man: Un nuovo universo. Ha fatto un bel percorso il ragazzino, c’è un certo orgoglio nel vederlo crescere in questo modo.

Sapevi che il tuo nome sarebbe apparso sul telefono di Miles durante Spider-Man: Un nuovo universo?
In tutta onestà no. Quando vidi la scena al cinema mi accorsi solamente del nome di Bendis fra la rubrica dei contatti di Miles. Sono stati i miei amici in sala a farmi notare la cosa. Dici che è per questo che poco dopo così tanti giornalisti hanno iniziato a telefonarmi? (Ride).

Dopo quest’esperienza sei tornata a lavorare con Bendis per l’attesissimo ritorno dei Fantastici 4.
In realtà è stato un lavoro abbastanza breve, sono già passata ad altro. I lettori quando vedono il mio nome si aspettano che muoia qualche eroe o che ci sia il ritorno di un personaggio noto. Sono un po’ la donna dei rilanci, ma a me piace questa definizione. È un modo per mettere del mio anche su personaggi classici. Sono addirittura passata dal ragazzo multiculturale di New York alla famiglia tradizionale per eccellenza: un cambiamento drastico ma molto soddisfacente.

Attualmente continui anche la tua attività di insegnante presso la Scuola Internazionale di Comics di Roma. Qual’è la raccomandazione che fai più spesso ai tuoi studenti?

Prima di tutto di ricordarsi che si stanno facendo fumetti. Mi spiego meglio: molto spesso i ragazzi si concentrano su un bel disegno, che è molto importante, dimenticandosi però della narrazione. Per questo motivo sprono sempre alla lettura, continuamente, perché non bisogna solo saper disegnare ma bisogna essere in grado di raccontare attraverso i propri disegni. Questa è la cosa a cui tengo di più in assoluto.

Negli ultimi anni sempre più artisti italiani vengono apprezzati da sceneggiatori e pubblico americano. Quale pensi sia l’elemento che più di tutti ci contraddistingua?

Ogni disegnatore ha la sua personalità e il suo stile, però direi la professionalità. La capacità di rispettare le scadenze e tenere alto il livello qualitativo anche sotto pressione. Nulla togliere agli altri professionisti, chi lavora ad alti livelli non lo fa certo per caso. Rimane comunque il mistero di questa ricetta tutta italiana, un po’ come quella della vera matriciana (Ride).

Ringraziamo Sara Pichelli e Universal Pictures Home Entertainment Italia per l’opportunità di intervistare una fra le eccellenze del panorama fumettistico italiano. Dallo scorso 10 aprile è già disponibile la versione home video di Spider-man: Un nuovo universo, proposto in Dvd, Blu-ray, Blu-ray 3D, 4k Ultra HD e Digital HD.

Se invece volete approfondire le origini e le avventure di Miles Morales il consiglio è quello di immergervi nella lettura dei vari racconti pubblicati da Panini Comics.
Siete pronti a compiere un nuovo atto di fede?

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Mattia De Poi

Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.

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