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Thanos Rising: distruttore per amore

Dietro ogni grande uomo, c'è una grande donna. E dietro ogni grande villain, c'è un grande trauma infantile. Poco ma – e la storia di Loki ce lo insegna – sicuro. E in Thanos Rising, ennesimo albo (a puntate) di Marvel Now, di Jason Aaron e di Simone Bianchi, ci viene detto proprio questo: la prova del nove del fatto che, se da bambino qualcuno prova ad ucciderti, alla fine diventi un sociopatico (e nel peggiore dei casi: un sociopatico intergalattico). Di – diciamo così – super, in questa serie di due volumi c'è veramente poco. Non è il Thanos che spazza via popoli interi con uno sguardo; non è il Thanos che mette sistematicamente KO i Vendicatori e che trama alle spalle di tutto e tutti, semi-dio, titano, mente dietro a decine e decine di genocidi e guerre. È il Thanos che ricorda la sua infanzia, com'è diventato quello che è.

Pretesto di tutta la storia è – senza mezzi termini – l'amore. Perché Thanos, se non lo sapevate, ama: e ama anche ossessivamente, come sono abituati a fare certi uomini violenti, che pur di ottenere quello che vogliono sono pronti a tutto. Pure ad uccidere la propria famiglia e a distruggere il proprio pianeta. Nascere blu in un posto dove tutti sono perfetti e bianchi come il latte, è già di per sé (vedi Loki) una discriminante piuttosto forte. Qualcosa che metterebbe a dura prova la sanità mentale di chiunque. Ma se poi a questo ci aggiungete una madre impazzita, che solo a vederti il giorno della tua nascita ha provato a ucciderti, e una mente capace di ricordare perfettamente quel momento (lei, i bisturi, le urla), allora capirete da voi che Thanos non è solo il frutto di una volontà superiore – perché così doveva andare. Ma anche una vittima – in un certo senso – del mondo, del genere (non)umano.

Punto di forza di questo albo a fumetti (in italiano L'Ascesa di Thanos, edito dalla Panini Comics) sono i disengi di Simone Bianchi, che riesce a dare spessore – pur, intendiamoci, diminuendolo praticamente, con tratti più veloci e sottili, quasi sfumati – ai personaggi, a Thanos in primis. Pure i dialoghi, nella loro prevedibilità, sono una colonna portante di questa serie: non quanto però ci si aspetterebbe. Alcuni giri, alcuni meccanicisimi appesantiscono la dialettica e la lettura, e si fanno preferire di gran lunga alle tavole – ai colori.

In definitiva, Thanos Rising è un buon fumetto. Un prequel. Un dietro le quinte che, in vista specialmente di nuovi film e di nuove serie targate Marvel Now, serviva: quanto meno per conoscere chi è veramente questo Titano, e perché agisce così.

Testi di Gianmaria Tammaro

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