Intrattenimento

The Atticus Institute: un finto, vero documentario

Il primo luglio è uscito in DVD un documentario che racconta di un caso insabbiato dal governo degli Stati Uniti. Questo filmato è stato girato da Chris Sparling, il quale ha gettato luce sui terribili fatti accaduti alla fine degli anni ’60 in un piccolo laboratorio preposto a svolgere indagini su telecinesi, chiaroveggenza e altri supposti fenomeni paranormali.
Sparling è stato così gentile da fare quattro chiacchiere con noi per raccontarci del suo ultimo lavoro.
Ma vediamo di cosa si tratta. Dal 1966 l’Atticus Institute si è occupato di studiare e testare diversi soggetti che in teoria possedevano capacità paranormali. Uno di questi soggetti, Judith Winstead, si era distinta per il livello sconvolgente delle sue capacità.
Dopo centinaia di soggetti visionati improvvisamente con Judith le cose si sono fatte decisamente diverse e interessanti. Tanto che dopo dieci anni di attività semi-ignorate, il governo degli Stati Uniti è intervenuto, chiudendo (senza disturbarsi a dare spiegazioni) l’istituto.
The Atticus Institute, rifacendosi a foto e video ritrovati dal team di ricerca, ricrea i fatti accaduti al centro, riportando le testimonianze di chi al tempo lavorava lì.
Quello che è successo a Judith sarebbe l’unico caso mai riconosciuto semi-ufficialmente di possessione da parte del governo americano.
Sparling si dimostra subito davvero orgoglioso della sua “creatura”, è davvero esaltato e ne parla come se si trattasse del suo bambino, d’altra parte si tratta del suo debutto alla regia.
Ovviamente viene distribuito in qualità di film horror: ci sono degli (ottimi) attori che ricreano le scene al massimo dell’inquietudine.

Perché i demoni ci fanno così tanta paura? “Perché nessuno è veramente certo che non esistano, non è possibile saperlo. Io non lo so…per primo non me la sento proprio di assicurare che non esistano e che non si sia mai verificata una possessione demoniaca. Ecco perché ci fanno così tanta paura, perché è qualcosa che non possiamo davvero conoscere… quello che ci terrorizza veramente nel profondo è ciò che non possiamo conoscere”.

Chris si infervora ancora di più quando ci racconta di come non riesca a credere che il governo possa ignorare l’esistenza di persone con tali capacità sovrannaturali.
"Ci sono sì delle scene che non ho potuto inserire, anche se mi è dispiaciuto molto. Erano le interviste a un’impiegata del centro. Non era una ricercatrice. Era semplicemente presente quando tutto questo stava succedendo e la sua testimonianza aveva un carattere unico, che avrebbe contribuito a dare una luce più vera a quello che ho raccontato. Ma ho deciso di tenere solo le testimonianze dei ricercatori…alla fine è normale che sarebbero risultati più autorevoli.”
"Io non credo che il governo non si sia mai stato interessato al paranormale. Le potenzialità sarebbero infinite. Esistono persone che fanno cose incredibili, pazzesche. E se qualcuno di questi facesse del male al presidente? Non riesco a credere che il governo non interverrebbe in un caso del genere.”
Chris ci ha veramente raccontato queste cose, è stata una chiacchierata davvero amabile e inquietante, perché ha la capacità di giocare tenendosi sul filo della finzione e del brivido.
Noi non sappiamo se sia mai nemmeno esistito un istituto Atticus. Noi apprezziamo un buon film horror e più in là non andiamo.
The Atticus Institute è stato definito come un mockumentary, un finto documentario naturalmente
È un film horror, prendetelo come tale e divertitevi!
Mentre Chris è impegnato già in molti altri progetti, tra cui l’adattamento del romanzo di Jo Nesbo Blood on Snow che coinvolgerà Leonardo Di Caprio e The Sea of Trees con Naomi Watts. 
Ci salutiamo con un commento sul futuro del genere horror, che secondo Chris sarà sempre variegato, visto quanto i gusti del pubblico possano prendere vie diversissime; ci sono persone più o meno impressionabili che cercano stimoli diversi, dal più gore al meno splatter.
Non si scompone sulla definizione di mockumentary, di sicuro la trova calzante e molto più adatta rispetto a un fan documentary per il suo Atticus Institute.

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