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The Hollow: il bello della diretta

3 min


Attenzione: questa prima parte è spoiler free, ma nella seconda parte ci saranno degli spoiler, che tuttavia sono così ovvi da esser compresi nella prima puntata. 

La nuova serie animata scritta da Vito Viscomi (sceneggiatore dell’improbabile Andy Dick Show) e diretta da Josh Mephan e Greg Sullivan, è approdata su Netflix pochi giorni fa, senza molto rumore intorno. 
I dieci episodi della serie canadese non hanno grossi nomi al suo interno, Adrian Petriw, Ashleigh Ball, Connor Parnall sono gli artisti di punta, non certo alle prime armi ma senza immensi titoli alle spalle.
La narrazione parte direttamente all'interno di una stanza dalle alte pareti, composta solo di mattoni grigi; tre ragazzi si risvegliano e nessuno di loro ricorda chi sia né ha idea di dove sia. 
A disposizione, solo una macchina da scrivere.
I primi attimi trascorrono tra ansia e confusione, anche nello spettatore. 
Non si sa se i protagonisti siano vivi o morti, se siano in una specie di aldilà, non si capisce chi li abbia messi lì. 
Un foglietto di carta nelle loro tasche li istruisce sul loro nome, anch’esso dimenticato: Mira, Kai e Adam. Risolto il primo enigma, escono dalla stanza e la trama prende la direzione di thriller; man mano che i tre ragazzi si conoscono, e gli sceneggiatori si rilassano, i dialoghi diventano sempre più divertenti e le puntate prendono un piglio decisamente comico, almeno nelle intenzioni. 
Ben presto i tre scoprono di avere dei superpoteri che li aiutano a superare varie difficoltà che capitano sul loro percorso; dopo un po’ di esplorazione iniziale, si rendono conto di volere e dovere tornare verso casa, pur non sapendo verso dove né che cosa significhi esattamente, dal momento che non hanno memorie. 
Ogni episodio si sussegue in un alternarsi di mitologia, citazioni, luoghi e personaggi fantastici senza un apparente filo logico, e la cosa può risultare un po’ irritante perché la sensazione è quella che le scene non abbiano semplicemente senso. 
Sull’accidentata strada verso casa, i ragazzi incontrano (o invocano) di tanto in tanto un Tizio Strambo che dà loro un “Aiuto” e risolve situazioni altrimenti bloccate o irrisolvibili; la sua presenza scatena ogni volta un fastidioso prurito di avere un deus ex machina messo lì a risolvere non solo i loro problemi, ma anche una trama che non saprebbe come altro proseguire. 
Nel complesso siamo davanti a un classico prodotto per bambini e adolescenti, battute semplici e vorremmo dire efficaci, ma non sempre lo sono.
L’animazione non ci ha fatto innamorare ma ci si abitua e soprattutto, trova giustificazione così come la maggior parte della trama, negli episodi finali, ma proprio per questo risulta complesso proseguire senza fornire alcune chiavi interpretative che però sarebbero spoiler; mancando queste, è altrettanto difficile far intendere che tutto prenderà una piega diversa se visto sotto nuova prospettiva. 
Insomma, se non volete proseguire nella lettura per evitare anticipazioni, sappiate solo che se l’inizio non vi convincerà, varrà la pena arrivare ugualmente al termine. 
SECONDA PARTE – SPOILER ALERT
Se non volete assolutamente scoprire in anticipo alcunché, vi suggeriamo di terminare qui la lettura.
Per i coraggiosi, la prima indicazione fondamentale è che ci troviamo all’interno di un videogioco
I protagonisti scoprono la verità molto più tardi dello spettatore, a cui vengono forniti infiniti hint fin dal primo episodio, con la mappa del luogo che prende forma man mano, per esempio. 
Una volta scoperta anche da parte dei ragazzi la vera natura della sfida, le cose non si semplificano: fanno fatica a credere sia vero, si imbattono in altri giocatori come loro e si creano dinamiche competitive che rendono tutto più solido e credibile. 
Anche l’apparente accozzaglia di citazioni e mondi prende senso: vengono infatti coperti tutti gli stereotipi pop del videogame, dalla fantascienza al fantasy, dal puzzle game ai classici livelli sott’acqua. 
Rimane la sensazione che siano un po’ troppo generici e semplicistici, ma almeno prendono un significato in questa prospettiva. 
L’unica cosa che davvero salva e mette in una luce diversa tutto quanto è il plot twist finale: non solo ci troviamo in un videogioco, ma negli ultimissimi minuti dell’ultima puntata, conosciamo anche la modalità “reale”. 
Non viene spiegato troppo (e ci piace), ma si intende che The Hollow è sì un videogame ma anche uno show, con tanto di pubblico presente, nel quale due squadre si affrontano virtualmente per cinque ore, collegandosi direttamente al proprio personaggio, creato con abilità specifiche da loro stessi scelte, accettando di non aver memoria della propria vita reale, finché uno dei due team non riesca ad uscire dalla realtà virtuale. 
Nel complesso è questo colpo di scena a risollevare l'intero prodotto, perché fa sperare che l'eventuale seguito tratti nuovamente del gioco e non banalmente delle avventure dei protagonisti
Tuttavia nelle ultimissime scene si intravede un glitch nell'occhio di una degli antagonisti, nella realtà, e questo invece ci fa temere che la storia potrebbe proseguire fuori dal gioco, restando focalizzata sui ragazzi e potenzialmente smettendo di essere così una serie animata.
Non è stata ancora annunciata una nuova stagione quindi sospendiamo il giudizio e nel frattempo vi consigliamo comunque di dedicare qualche ora del vostro tempo a questa serie. Fateci sapere cosa ne pensate!

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5 Comments

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  1. Che scandalo ragazzi, io l’ho vista tutta in inglese, è una delle serie piu belle che abbia mai visto, è praticamente un opera d’arte. Questi cattobigotti sono davvero dei buffoni!

  2. Non posso ché dire… il classico tipo da ‘Porta a porta’.
    Cambia canale la prossima volta che lo trasmettono.
    Grazie mille MEDIASET, fantastica serie tv.

  3. Non vorrei virare sulla politica…ma il tizio si rende conto che il padrone di quelle tv che trasmettono questo show tanto orribile è lo stesso politico che probabilmente votano da 20 anni?
    Qui chiudo, anche perchè dubito li scelga lui i palinsesti…era solo per sottolineare che, generalmente, fra certe associazioni la coerenza non è di casa.
    Detto questo: 1- fra trash e horror c’è una bella differenza di genere, a volte si confondono, ma non mi sembra questo il caso.
    2- C’è sempre la possibilità di cambiare canale e osservare piacevoli reality e talk show…quelli sì che sono educativi e non trash!
    3- Il giorno in cui si renderanno conto che questa meravigliosa serie l’hanno già vista praticamente tutti in streaming, lanceranno la loro crociata contro internet…i miei migliori auguri (ma anche no)!

  4. Cattobigotti, voi non siete orrendi che in base ad un Dio che non ha prove di esistenza discriminate chi vi pare, nono, voi siete perfetti! °A°

  5. Grazie italia uno che invece della solita m…. di smallville , c.s.i. che hanno rotto !!…mandi in onda una bella serie tv!!! hannibal top !!!!

alessandrazanetti

        






      





 
















 
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