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The LEGO Movie: è meraviglioso!

E' chiaro che, approssimativamente qualche anno fa, in Lego abbiano fatto delle assunzioni particolarmente azzeccate. E' da una decina d'anni, infatti, che l'azienda sta sfornando una serie apparentemente inesauribile di ottimi prodotti nati da ottime idee, furbe da un punto di vista commerciale ed estremamente creative: dagli ottimi videogiochi (quelli della Traveller's Tales, intendiamo) ai nuovi giochi in scatola fatti di mattoncini, dai set Lego su licenza (Star Wars, Harry Potter, Marvel, DC, Pirati dei Caraibi, le Tartarughe Ninja…) alle nuove ambientazioni originali (in particolare Ninjago, l'ultima incarnazione dell'ambientazione ninja, che si è rivelata uno dei prodotti più redditizi e di successo della storia della compagnia), dalle geniali bustine collezionabili contenenti minifig a quello di cui parleremo oggi, ovvero…The LEGO Movie.
Il film dei Lego è uno di quei film di cui vedi il trailer e ti piace un sacco, poi ti informi sul cast e sulle persone coinvolte e ti rendi conto che le premesse ci sono tutte, poi scopri che ci sono le featurette e i filmati promozionali e che fanno tutti morire dal ridere…insomma, è uno di quei film che speri, con tutte le tue forze, che sia tanto figo quanto ti abbiano indotto a credere, che non sia una delusione, come invece purtroppo molto spesso accade.
E' con questo travagliato e ansioso stato d'animo che ci siamo seduti a vedere il film in anteprima. Ebbene, fughiamo ogni dubbio fin da subito: il film dei Lego non è soltanto un gran bel film, è proprio un capolavoro. Di quelli che ti fanno uscire dalla sala con gli occhi che brillano e un sorriso soddisfatto, e con in mente soltanto quanto il film sia stato spettacolare. Anzi, meraviglioso.
Diamo qualche coordinata: il film, da oggi nelle sale italiane distribuito dalla Warner Bros., è scritto (e co-diretto, assieme a Chris McCay) da Phil Lord e Christopher Miller, le menti dietro a Piovono Polpette, a partire dal soggetto dei fratelli Dan e Kevin Hageman, sceneggiatori relativamente debuttanti, famosi per aver scritto Hotel Transylvania. Lo staff del film è riuscito a mettere insieme un'ora e mezza di azione letteralmente non stop: le gag sono a fuoco rapido, tanto da non dare allo spettatore quasi nemmeno il tempo di assimilare e sghignazzare per la prima, prima di venire colpito da un'altra scena demenziale ed esilarante. L'inizio della pellicola è particolarmente potente, e ci siamo letteralmente trovati ad asciugarci le lacrime dal ridere, ma il ritmo frenetico viene incredibilmente mantenuto dall'inizio alla fine della pellicola, senza alcun momento moscio. 
La trama è opportunamente molto meta: il cattivo della situazione, Lord Business, doppiato da Will Ferrell (Pino Insegno è la voce italiana) odia il caos e domina sull'intero universo come dittatore assoluto, imponendo alle varie ambientazioni Lego di rimanere assolutamente separate, e a tutti gli abitanti di seguire le istruzioni in ogni momento della propria vita. C'è chi non ci sta: un gruppo di maestri costruttori, provenienti da ogni parte dell'universo Lego, sono in grado di “vedere la matrice” e di combinare fra loro i pezzi seguendo nient'altro che la propria creatività. Viaggiando attraverso le ambientazioni e mischiandole fra loro, essi si oppongono alla dittatura. Fra questi Vitruvius, un mago/veggente/spirito guida, doppiato da un Morgan Freeman che scimmiotta tutte le sue apparizioni cinematografiche in veste di mentore, Wyldstyle (Elizabeth Banks), una ragazza energetica ed esperta, la action hero della situazione, il capitano Barbacciaio, uno spettacolare pirata robot con due cannoni su un braccio e un cacchio di squalo sull'altro, e…Batman. Già, Batman. Si potrebbero dire talmente tante belle cose sul Batman di questo film che non sappiamo proprio da dove incominciare: si vede che gli autori si sono decisamente divertiti, facendone una fonte infinita di gag esilaranti. Molte le avrete già viste nel trailer ma non temete: questo non è decisamente uno di quei casi in cui tutte le scene belle sono state messe nel trailer e nel film non restano che briciole. Al contrario! Avrete di che spanciarvi, fra giochi di parole (o bat-tute, haha) e strizzate d'occhio alla storia del personaggio, dall'inizio alla fine. 
Insomma, questi maestri costruttori sanno che Business ha con se un'arma segreta, della cui natura non vi diciamo nulla perchè l'idea che ci sta dietro è davvero geniale, ma che minaccia di porre fine alla creatività in tutto l'universo. Una profezia dice che “quello speciale” è destinato a palesarsi e a salvare il mondo, e “quello speciale” salta fuori essere Emmet (Chris Pratt), la persona meno speciale immaginabile, che ha sempre vissuto la sua vita seguendo le istruzioni e che mai si sognerebbe di avere un'idea tutta sua. Inizia così la sua avventura, attraversando i mondi più diversi ed incontrando tutti i personaggi, originali e non, mai apparsi in un set Lego (tecnicamente, tra l'altro, questo è il primo film della Justice League!).
Non lasciatevi ingannare, però: questa trama, che suona così banale, è soltanto un pretesto per raccontare molto di più. Il film, oltre ad essere un'irresistibile ed inesauribile fonte di scene demenziali e divertentissime, si rivela inaspettatamente profondo, emotivo, perfino poetico. Il colpo di scena finale non è del tutto imprevedibile, forse, ma è straordinario che gli autori abbiano scelto di andare in quella direzione, quando avrebbero tranquillamente potuto scegliere la via più semplice e comoda e mantenersi sullo stesso registro fino alla fine. Il finale, così rischioso ed ambizioso, è perfettamente riuscito…e non è detto saranno solo le risate dell'inizio ad inumidirvi gli occhi.
Siamo consapevoli di stare parlando con enigmi, ma non possiamo dirvi di più o vi rovineremmo la sorpresa…una sorpresa che vale decisamente la pena vedere di persona.
Insomma, l'avete capito: il film ci è piaciuto un sacco. Eravamo titubanti all'inizio e ne siamo usciti entusiasti, ci aspettavamo un film demenziale e divertente e ci siamo ritrovati per le mani una perla veramente inaspettata, che va ben al di là delle nostre più sfrenate fantasie: non solo pieno di ottime idee, ma con anche qualcosa da dire. Trattandosi di un film che vi invita letteralmente a non seguire le istruzioni, quello che stiamo per dire ha il sapore del paradosso, ma concedeteci di essere espliciti: andate a vedere questo film, non ve ne pentirete!

Gabriele Bianchi

Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.

2 Commenti

  1. L’ho visto oggi e devo dire che visivamente parlando è uno dei film d’animazione più originali e belli che abbia mai visto. Dal lato narrativo invece non sono del tutto soddisfatto. La prima parte è strepitosa e non ho praticamente mai smesso di ridere, ma il finale rallenta improvvisamente e prende una piega a mio parere quasi fuori luogo, è vero che un film “per bambini” deve avere una morale, ma mi è sembrata quasi forzata, o comunque non del tutto legata al resto del film.

    Ad ogni modo lo consiglio, saprà divertire e stupire chiunque!

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