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Thor: The Dark World

3 min


Martello, Metrò, Marvel.
Inutile chiedere cosa unisca le tre cose, la risposta è la più semplice possibile: THOR.

Il principe di Asgard è di nuovo tra noi, pronto a salvare l’universo da un’antica minaccia, e Orgoglio Nerd è ovviamente con lui, pronti a tuffarci tra 3D, esplosioni, astronavi, ed architetture fantastiche.
Il secondo capitolo dedicato al semidio, ed al suo fidato martello, prende subito fin dall’inizio. Lo fa nel più classico dei modi, raccontandoci una storia, ma che storia, e che personaggi, avrete modo di scoprirlo anche voi, presto (20 Novembre). Il Vendicatore viene chiamato di nuovo alle armi per riordinare i Nove Regni  dalla minaccia proveniente da una perduta dinastia, su cui domina il potente Malekith (Christopher Eccleston). Un’antica reliquia può far precipitare l’universo nell’oscurità, e solo Thor potrà trovare la forza di opporsi ad un nemico contro cui nemmeno Odino ed Asgard sembrano poter nulla. La trama scorre veloce, a braccetto con l’azione e gli immensi effetti speciali, che vengono arrestati solo dall’immancabile humor che pervade le serie Marvel (cameo del buon Stan Lee incluso, ovviamente) e che hanno fatto parecchio ridere tutta la sala in molte occasioni.

Il livello tecnico resta come sempre impeccabile, dalle scenografie ai costumi, si vede l’impegno nel voler dare spessore al mondo ispirato alle leggende degli dei nordici. Asgard è più sfavillante che mai, le architetture degli imponenti palazzi, ed il vestiario dei suo abitanti, contribuiscono a creare identità, e danno un miglior senso di immersione nell’ambientazione. Tutto è estremamente “nordico” ed al contempo fantastico, dando la sensazione di essere in una civiltà più complessa, di un semplice sfondo davanti al quale fare a botte tra protagonisti. Dialoghi, accessori, riti, spingono molto nella direzione classica delle leggende, ma vanno di pari passo con la magia, e le architetture quasi impossibili della città degli dei. Il 3D si sposa molto bene sia con l’azione vera e propria, sia con gli ambienti che si prestano in questo caso ai suggestivi effetti “buca-schermo” cui ci stiamo nostro malgrado abituando. Rimane a volte l’effetto dei libri “pop up”,  ma meno invasivo e più riuscito. Ci è voluto un po’ ad abituarci all’inizio della pellicola, perché la partenza è in grande stile, ma l’occhio forse vuole ancora il suo tempo prima di potersi lanciare nel pieno dell’azione stando dietro alle diverse messe a fuoco.

 La storia è il giusto seguito del primo capitolo, e lascia diverse porte aperte al resto della serie, trovando il proprio posto all’interno del vasto universo cinematografico che Marvel ci ha fatto felicemente esplorare in questi ultimi anni. Il dio del tuono continua il suo percorso evolutivo, confrontandosi col padre, con i propri doveri, l’amore, la battaglia, ed i malvagi nemici che vogliono il solo ritorno dell’oscurità. Prosegue l’iter di maturità iniziato nel primo capitolo, indagando più a fondo il rapporto con la famiglia, e con la realtà di essere l’erede al trono di Asgard. Il rapporto burrascoso col fratello, e il continuo contendersi tra lealtà al regno, e l’amore lontano sulla terra, vengono ulteriormente esplorati, rivelando i nuovi lati del dannato Loki e della bella Jane. E’ un Thor più completo quello che ne esce, i personaggi sono presi in modo da essere visti in modo più introspettivo, facendo emergere le loro storie, i loro pensieri, i loro sogni, ed il necessario doversi confrontare con quello che è il mondo. Certamente, nel loro si vola su gondole d’assalto, e possono teletrasportarsi nei vari Regni, ma l’occasione di un secondo capitolo ha dato la possibilità di prendersi il giusto tempo per concentrarsi di più su coloro i quali ci accompagnano in queste fantastiche avventure. Il rapporto tra fratelli, e con i genitori, fa da cardine intorno cui ruotano le scelte del biondo martellatore, che a tutto può rinunciare tranne che ai suoi valori più profondi, lealtà e amore, per la famiglia, il regno, e la piccola scienziata terrestre.

Sorge quindi spontanea la domanda: la Terra in tutto questo dove si posiziona? E soprattutto, cosa centra?
Ma è ovvio amici, come nella migliore tradizione dei mostri che attaccavano Tokio, dove potrà essere il punto focale di un allineamento universale di Piani di esistenza che nemmeno Heimdall ricorda di aver visto? C’è giusto quel piccolo pianeta del sistema solare… (si proprio quello, coi robottoni, e Nick Fury).
Tutto questo ci porterà ad un entusiasmante scontro finale, tra martellate, universi, macchine che volano, Londra, e risoluti stagisti.
Doppio bonus a fine film, quindi non lasciate la sala !

Avevamo detto Metrò a inizio articolo ?
SPOILER

Nelle sale il 20 Novembre


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5 Comments

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  1. Tranquillo Giorgio, il primo é di gran lunga piú importante del secondo… anche se non sono riuscito a capirne del tutto il senso (chi l’ha visto saprá di cosa parlo…).

  2. Questo è diventato il mio film Marvel preferito, al pari col primo Iron Man. Era da un pezzo che non uscivo tanto soddisfatta dalla sala.

marcopirola

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