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Umberto, fantascienza ed ecologia secondo Holdenaccio

Abbiamo intervistato l'autore del nuovo volume BAO Publishing

Quante volte abbiamo letto o visto storie in cui l’umanità è stata sull’orlo dell’estinzione a causa di una minaccia aliena? Indubbiamente troppe, sebbene proposte nelle più diverse sfaccettature e punti di vista. Ma cosa succederebbe se fosse l’uomo l’invasore di un altro pianeta del Sistema Solare?
Con questa premessa si apre Umberto, racconto d’esordio di Holdenaccio recentemente pubblicato da BAO Publishing.

Umberto è un alieno che vive sul pianeta Urano, una terra che a causa delle sue risorse naturali è stata assoggettata al controllo umano. Una popolazione schiavizzata, temuta e ghettizzata dagli uomini che tramite la Multiversale Urangas controlla l’economia di entrambi i pianeti.
Supportato dalla MUR, la Milizia Uraniana Ribelle, Umberto dovrà infiltrarsi sul nostro pianeta per sventare i piani del malvagio Dottor Bonucci, leader di Urangas, e salvare di fatto l’intero Sistema Solare.

Umberto, un alieno sulla terra

L’opera prima di Holdenaccio, all’anagrafe Antonio Rossetti, è un racconto ricolmo di positività e di chiari rimandi ai teen movie tanto in voga durante gli anni ‘80. Un’ambientazione tutta italiana farà da palcoscenico alle avventure di uno sbadatissimo alieno, che grazie all’aiuto di un gruppo di ragazzi terresti sarà però in grado di capire come ognuno di noi abbia la possibilità di fare la cosa giusta.

Un racconto in apparenza semplice che nasconde però una forte critica sociale verso l’emarginazione del diverso e la speculazione senza scrupoli votata al solo profitto. Un mondo, quello di Umberto, che abbiamo avuto l’opportunità di approfondire parlando direttamente con il suo creatore, Holdenaccio.

Ciao Holdenaccio e benvenuto sulle pagine di Orgoglio Nerd.
Iniziamo chiedendoti come hai creato la storia di Umberto e da dove nasce l’idea di portare l’umanità su Urano in cerca di risorse naturali.

Il classico immaginario cinematografico ci racconta di come gli alieni non vogliano conquistare la Terra ma soltanto gli Stati Uniti, alla fine va sempre così. Mi è piaciuto mostrare un approccio diverso in cui la civiltà terrestre ne incontra una nuova, non altrettanto avanzata, e decide quindi di sfruttarne le risorse. Volevo affrontare il tema dell’ecologia unendola al classico immaginario fantascientifico in cui però la popolazione più forte sia quella terrestre.

Un racconto che ha molto a che vedere anche con i movimenti ecologisti moderni quindi.

Esatto, la storia di Umberto collega l’attualità contemporanea, come i casi di Tav o Tap, a quella dell’ecologia spaziale. Basti pensare come lo Spazio sia un’enorme discarica proprio sopra le nostre teste. Mi piaceva affrontare la questione però anche in un’ottica quasi autobiografica per questo ho pensato anche al caso di Taranto, mia città natale.

Leggendo la storia di Umberto abbiamo subito pensato al fatto che chiunque possa fare la differenza, è davvero così?

Il messaggio è il fatto che ognuno di noi sia in grado di fare la differenza, anche se tremendamente inaffidabile come Umberto, del quale sin da subito capiamo i difetti e le fragilità. Parliamo di un personaggio a cui viene affidato un compito importantissimo e la prima cosa che fa una volta arrivato sulla Terra è dimenticare nel cruscotto della propria navetta il disco che doveva proteggere. Nonostante questo volevo trasmettere l’idea che anche il più scemo degli scemi può fare la differenza senza farsi travolgersi dagli avvenimenti in forma passiva.

Umberto il tuo esordio con un grande editore come BAO Publishing, com’è nata la vostra collaborazione?
Ho cominciato a fare fumetti a livello semi professionistico da circa quattro anni. Insieme a degli amici abbiamo fondato il nostro primo collettivo, gli Sbucciaginocchi, ma non mi sentivo abbastanza pronto per poter lavorare ad un fumetto di oltre 160 pagine. Ho preferito passare del tempo affinando la tecnica e la mia capacità di scrittura e di racconto per poi propormi seriamente ad un editore. La cosa che mi fa piacere è che quello di Umberto è stato il mio primo progetto mandato ad un editore. L’ho inviato a BAO e mi hanno risposto subito, ero stupito di come fosse subito piaciuto.

Per Umberto ho presentato un progetto breve di cui sono stati apprezzati sia l’universo narrativo che il titolo, un nome semplice ma immediato che rimanda alla questione di cui parlavamo prima, il fatto di come la semplicità possa fare la differenza.

Cosa ci possiamo aspettare nel futuro di Holdenaccio?
Dopo la pubblicazione di Umberto ho iniziato un tour di presentazione che mi ha portato in diverse città italiane. Dal punto di vista artistico sono al lavoro su un mio progetto autoprodotto, Quaderni Tarantini, attualmente al secondo volume e di cui conto di terminare il terzo entro qualche mese. Oltre a questo sono all’opera su una storia più grande da proporre ad un editore incentrata sulla figura del cantautore Elliot Smith. Non si tratterà però di una biografia, non mi piaceva affrontare subito il tema del suicidio dell’artista che è ancora avvolto nel mistero, ma ho preferito focalizzarmi su una semi biografia in cui usare diversi rimandi esterni.

Ringraziamo Holdenaccio e BAO Publishing per l’opportunità e vi ricordiamo che Umberto è attualmente disponibile in fumetteria e libreria. Una storia universale che saprà appassionare diverse tipologie di lettori, mostrando come chiunque di noi sia in grado di fare la differenza in questo pazzo mondo.

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Mattia De Poi

Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.

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