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Una pianta è germogliata sulla Luna

Il primo passo per la costruzione di basi lunari?

Per la prima volta nella storia, una pianta è germogliata sulla Luna. La notizia, riportata in un primo momento dai media cinesi, rivela un successo del primo esperimento biologico mai svoltosi su un corpo celeste diverso dalla Terra.

Il germoglio appena nato è di una pianta del cotone (Gossypium sp.) e si trova a bordo del lander cinese Chang’e-4. Questo lander, il primo ad essere atterrato sulla faccia nascosta della Luna (qui alcune delle foto che ci ha inviato), ha portato con sé un cilindro in alluminio a tenuta stagna contenente tutto ciò che in teoria potrebbe generare una mini-biosfera.

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L’esperimento

Nel cilindro (alto 198mm con diametro di 173mm e peso complessivo di 2,6 Kg), oltre ad aria, suolo, acqua e ovviamente semi di cotone, sono stati inseriti anche semi di colza, di patata e di Arabidopsis (pianta molto utilizzata nei laboratori di genetica), lieviti e persino uova di Drosophila, il comune moscerino della frutta.  Il micro-ambiente è monitorato da sensori e due telecamere e viene mantenuto a temperatura costante di 25°C da un compatto ma complesso sistema di controllo della temperatura. Un condotto (light-tube) devia la luce naturale esterna all’interno del cilindro, permettendo alle piante di ricevere luce.

L’esperimento ha avuto ufficialmente inizio il 3 gennaio, dopo l’allunaggio del lander, giorno in cui i semi sono stati innaffiati per la prima volta.

Perchè proprio questi organismi?

Un ecosistema ha bisogno teoricamente solamente di energia solare e di 3 tipi di organismi (produttori, consumatori e decompositori) per autosostenersi. Le piante sono i produttori, emettendo ossigeno e formando molecole organiche grazie alla fotosintesi. Questi due prodotti sono consumati dai moscerini della frutta, e i lieviti, oltre alla funzione di decompositori (e quindi regolatori dei livelli di anidride carbonica nel cilindro), processano gli scarti dei moscerini e delle parti morte delle piante per formare una fonte di cibo addizionale per gli insetti. Le sei specie sono state scelte anche per le loro dimensioni ridotte e per la facilità di crescita. Le patate (come ben sa chi ha visto The Martian) potrebbero essere la maggiore fonte di cibo per i futuri astronauti, il cotone potrebbe essere utilizzato come fibra per tessuti, e la colza come fonte di olio. Il ciclo vitale di Arabidopsis infine è breve e facile da osservare.

Per ora le telecamere hanno mostrato solo la germinazione dei semi di cotone, ma è ancora presto per dire che il resto del micro-ecosistema non si svilupperà.

“Stiamo iniziando a considerare la futura sopravvivenza nello spazio: conoscere la crescita di queste piante in un ambiente a bassa gravità ci consentirà di gettare le basi per futuri insediamenti di basi spaziali“, ha affermato il professor Xie Gengxin, scienziato a capo dell’esperimento, secondo il The South China Morning Post.

 

Via
IFLScience
Fonte
Xinhuanet.com
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Matteo Ruzzon

Naturalista dalla nascita e di professione. Se in questo momento non sta provando un gioco da tavolo, probabilmente sta leggendone le regole.

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