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Vice – L’uomo nell’ombra: la storia di Dick Cheney | Recensione

Nelle sale è arrivato il film dedicato alla figura del più potente vicepresidente degli Stati Uniti della storia. Ecco cosa ne pensiamo.

Dopo aver colpito il pubblico e l’Academy con La grande scommessa, Adam McKay è tornato in questi giorni nelle sale italiane. Anche questa volta si tratta di un racconto di una parte della storia recente degli Stati Uniti, ma non c’entra la crisi economica. Vice – L’uomo nell’ombra è infatti incentrato sulla figura di Dick Cheney, che nell’amministrazione di George W. Bush è diventato il vicepresidente più potente di sempre. Diamo quindi il via alla recensione di Vice – L’uomo nell’ombra.

La Vicepresidenza è una carica simbolica?

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Dick Cheney si avvicina al mondo della politica alla fine degli anni ’60, quando dopo aver superato i suoi problemi con gli alcolici, diventa uno stagista alla Casa Bianca durante la presidenza Nixon. Guidato da Donald “Rummy” Rumsfeld con cui stringe subito un forte legame, fa rapidamente carriera e assume incarichi rilevanti nei governi successivi, diventando Segretario della Difesa sotto George H. W. Bush. Accarezza anche l’idea di correre per la Presidenza, ma rinuncia per motivi familiari ed entra nel settore privato.

Anni dopo però un nuovo Bush, il figlio dell’ex.Presidente, verrà a cercare Cheney, chiedendogli di candidarsi alle elezioni come suo vice. Dopo una prima esitazione, Dick accetterà, ponendo però delle forti condizioni che, insieme alla sua abilità politica, a ‘creative’ interpretazioni della Costituzione e alla paura che si è diffusa nel paese in seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001, gli permetteranno di acquisire un potere quasi illimitato.

La vicenda raccontata da Vice – L’uomo nell’ombra è quindi una pagina importantissima della storia recente non solo degli Stati Uniti, ma del mondo intero. L’inlfuenza di Dick Cheney sulle vicende del primo decennio del XXI secolo è stato fortissima, in particolare per quanto riguarda l’entrata in guerra contro l’Iraq. Tra i momenti più terrificanti per la loro fredda lucidità ci sono sicuramente i focus group utilizzati per decidere la terminologia da usare per spostare l’opinione pubblica.

McKay non risparmia nessun colpo a Cheney. La sua figura è attaccata da ogni fronte, mostrandone i lati più viscidi e oscuri, creando il ritratto di un uomo davvero senza scrupoli, pronto davvero a tutto per ottenere il potere. Dall’altra parte George W. Bush, apparentemente un completo inetto, che viene facilmente raggirato dalle parole di Cheney. Una rappresentazione non certo imparziale, ma è chiaro che non sia mai stato questo l’obiettivo di McKay.

La nuova scommessa di Vice – L’uomo nell’ombra

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Rispetto a tanti altri biopic, questo film presenta un passo molto particolare. Il ritmo della pellicola è infatti incostante, con accelerate e frenate brusche, con un narratore che compare e scompare e diversi cambi di tono. Un approccio originale, simile nello spirito a quello de La grande scommessa, che aveva conquistato il pubblico con i suoi ‘inserti didattici’.

In questo caso purtroppo tutto funziona meno fluidamente rispetto al film precedente e Vice – L’uomo nell’ombra procede in maniera forse un po’ più confusa. Non aiuta sicuramente la distanza culturale, che rende il film più difficile da comprendere a pieno per chi non conosce la storia e i meccanismi della politica a stelle e strisce. Non è comunque una difficoltà insormontabile e resta una pellicola accessibile anche al grande pubblico, compreso quello italiano.

A renderlo godibile anche un’ottima gestione del lato comico del film. Vice – L’uomo nell’ombra riesce a fare davvero ridere lo spettatore, anche quando le vicende a schermo sono davvero terrificanti. Un ottimo bilanciamento del tono, che rende unica questa pellicola.

Tra i punti di forza del film c’è ovviamente l’interpretazione del protagonista Christian Bale. L’attore, premiato recentemente anche con un Golden Globe per la sua performance, scompare letteralmente nella parte convincendo a pieno lo spettatore. Molto solido anche il cast secondario, in particolare Amy Adams, Steve Carell e Sam Rockwell, interpreti rispettivamente di Lynne Cheney, Donald Rumsfeld e George W. Bush.

Pareri finali

Vice – L’uomo nell’ombra è un film che, seppure con qualche difetto, è capace di coinvolgere e divertire. A prescindere dal suo valore artistico, è una pellicola che, sebbene di parte, merita la visione per scoprire di più su una figura che dall’ombra ha cambiato il mondo.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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