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What the Fake!? Leggende Metropolitane

2 min


Ti racconto questa. C'è una sera, in città, una serie di tizie che si dà appuntamento per cena e – prenditi una sedia e magari un cuscino da stringere e dei fazzoletti, perchè è roba che fa paura. 
In realtà è, indorata la pillola, quello che sappiamo delle Truckers – collettivo di otto artiste romane che annovera Sara Pichelli (alla ribalta per il nuovo Spiderman e per metà creativa dietro la locandina dell'ultimo Lucca Comics), Elena Casagrande, EloElo Art, Giovanna Niro, Claudia Balboni, Claudia SG1, Azzurra Florean ed Arianna Florean. Oltre al loro primo lavoro e biglietto da visita: l'artbook What the Fake!?, che in quanto a nerderia d'assalto non scherza affatto.
Parliamo di leggende metropolitane. Di quelle che ci si passa tra adolescenti per spaventarsi di notte, o i sempreverdi come la morte di Paul McCartney e successiva sostituzione nei Beatles da parte di un sosia. Inoltre parliamo di locandine di film immaginari, ognuno tratto da una di queste leggende. Parliamo poi di testi (in doppia versione, in italiano ed inglese) che fanno come una didascalia, un trailer testuale, alle immagini. Parliamo insomma di un artbook ambizioso, inventivo, che porta freschezza e incuriosisce.
La leggenda metropolitana, in fondo, possiamo vederla come un parente moderno dei racconti popolari. Qualcosa che non è mai troppo sotto i riflettori ma ispira, si muove, lancia recuperi (innumerevoi thriller e horror), discussioni, farse (chi non ha avuto l'infanzia/adolescenza/età adulta segnata da 'Mio cugino' degli Elii?) e così via. E quando si leva da storie assurde capitate a gente comune, entra negli angoli scuri degli idoli delle masse: una delle parti più interessanti di What the Fake!? è proprio quella legata alle leggende su gente famosa, come il film in cui Marilyn è una spia russa o Black Dog, dove i Led Zeppelin vengono visitati da un cane nero durante le registrazioni del quarto album a  (il ciondolo ZoSo appeso al collo della bestia è una chicca) e da lui apprendono misteri di cui nessuno dovrebbe sapere. O David Bowie e i suoi trucchi, o meglio le sue scelte di vita, per mantenere il proprio fascino quasi innaturale. O la chiara faccia di Maggie Smith (se non sapete chi è correte a cercarla, almeno almeno da Harry Potter ma è il minimo) sulla storia di un uomo invischiato nel peccato che la madre fantasma cerca di salvare.
Non di sole citazioni rock o cinematografiche vive l'albo, certo, per quanto quelle siano preziose. Si va da leggende metropolitane classiche (coccodrilli, autostoppisti pericolosi, killer al telefono) a cose che almeno questo redattore non conosceva, come la pioggia che uccide. E se molte delle storie rievocate sono inquietanti, ed ispirano locandine di chiaro richiamo thriller/slasher/horror, altre vanno più sul divertito. Come Truth or Dare, che dietro la locandina inquietante parla dei metodi paradossali usati dalla giustizia. O le storie che coinvolgono cani e gatti, sempre macabre comunque.
C'è comunque divertimento da tutti i pori, lo si vede, da parte delle autrici; voglia di citazione e un sorriso sulle labbra anche a parlare di mostri nel proprio corpo o attorno a noi.
E sembra questa la ragione per cui interessarsi a What the Fake!? E' un divertissement e una mostra di bravura, certo: nulla di più ma si potrebbe dire nulla di meno. Le illustratrici sono ognuna votata al proprio stile particolare, rendendo il libro eterogeneo (tanto il filo rosso c'è già) e chissà che un po' di creatività non venga stimolata da questa ventina di film in cerca d'autore.

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fabiosucci

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