borat subsequent moviefilm recensione
Courtesy of Amazon Studios

Borat: Subsequent Moviefilm, la maschera rivelatrice | Recensione
Sacha Baron Cohen torna nei panni di uno dei suoi personaggi più celebri per parlare del mondo moderno

3 min


Borat: Subsequent Moviefilm è il titolo (breve) del ritorno sugli schermi di uno dei personaggi più famosi di Sacha Baron Cohen. Il giornalista kazako torna negli Stati Uniti a quasi quindici anni dal suo primo iconico viaggio. E se all’epoca il gioco era quello di raccontare le reazioni delle persone davanti a una figura bizzarra e oltraggiosa, ora la prospettiva è diversa. Negli anni le cose sono cambiate e la realtà ha superato in parte la fantasia e il discorso si è fatto serio. Ma non meno esilarante, ve lo assicuriamo.

Di cosa parla Borat: Subsequent Moviefilm?

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Dopo gli eventi folli del primo film, Borat è caduto in disgrazia agli occhi del suo Paese. L’immagine del Kazakistan davanti al mondo è crollata e il giornalista ne ha pagato le conseguenze. Ha perso tutto e si trova ai lavori forzati, ma gli viene offerta un’occasione di redimersi. Dovrà tornare negli Stati Uniti per portare un omaggio al Governo americano, il cui Presidente sembra disposto a stringere amicizia con leader autoritari di ogni Paese ma non con quelli del Kazakistan.

Una volta arrivato in America però Borat scopre che sua figlia lo ha raggiunto clandestinamente, mettendo a rischio la sua missione. Dovrà quindi imparare a convivere con la ragazza seguendo le assurde credenze kazake sulle donne e insieme a lei trovare un modo per convincere il governo americano a stringere nuovi legami con il suo Paese. Il tutto con una pandemia globale sullo sfondo e la necessità di nascondersi dai fan della sua prima avventura negli Stati Uniti.

Rispetto al primo capitolo, questo nuovo film sembra mostrare innanzitutto una struttura di base molto più solida e coerente. Pur alternando nuovamente sequenze recitate da attori a momenti con protagonisti inconsapevoli, la nuova opera di Sacha Baron Cohen procede in maniera più lineare, con una storia concreta alla base, per quanto folle. Il tutto senza perdere un minimo in comicità, riuscendo a fare ridere sguaiatamente  e a più riprese.

Questo è merito anche dell’ottima complice di Sacha Baron Cohen. La giovane Maria Bakalova si rivela perfettamente a proprio agio nel suo ruolo, spalleggiando il ‘padre’ quando necessario, ma stando anche in prima linea. Il talento eccezionale di Baron Cohen è cosa nota, ma è proprio lei la rivelazione della pellicola.

La banalità del male

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Come si diceva in apertura però, c’è una differenza profonda tra questo Borat 2 e il suo predecessore. Nel 2006 il motore comico erano le reazioni negative o imbarazzate ai comportamenti del protagonista. Il giornalista kazako violava regole comportamentali a parole o con i fatti e si osservava la gente che in maniera più o meno pacata lo contrastava. In questo sequel (o subsequient moviefilm) invece si va alla scoperta di quanti sono disposti ad assecondarlo.

Forte dell’esperienza anche del recente Who Is America? (show televisivo che vi consigliamo vivamente di recuperare) Sacha Baron Cohen si avventura nelle profondità più buie dell’America. L’attore sfrutta le sue mille maschere per cercare di strappare quella delle persone che incontra. Le sue parole e le sue azioni riescono a generare tante reazioni differenti. Non manca chi lo contesta e chi addirittura (in una scena per certi versi toccante) cerca di fargli cambiare idea con la gentilezza. D’altro canto c’è anche chi ne condivide con entusiasmo le posizioni più estreme, ma soprattutto chi lo lascia fare senza battere ciglio.

Borat: Subsequent Moviefilm diventa un’opera estremamente attuale

La maggior parte delle ‘vittime’ di Baron Cohen in Borat: Subsequent Moviefilm appartiene probabilmente a quest’ultima categoria. Persone che davanti a un uomo che chiede loro una mano a rinchiudere la figlia in una scatola non si fanno troppi problemi ad obbedire. Un aspetto che non mancava nel primo film (si ricordi ad esempio la scena del rodeo) ma che qui torna con forza e frequenza maggiore.

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Certo, queste rappresentazioni non vanno prese in maniera acritica. Da una parte c’è sicuramente un lavoro di montaggio per presentarle in una luce specifica, dall’altra (con un peso ancora maggiore) c’è l’abilità manipolatoria di Baron Cohen, affinata nel corso degli anni. Ma il punto è anche questo: mostrare i limiti a cui si possono spingere le persone.

In questo senso, Borat: Subsequent Moviefilm diventa un’opera estremamente attuale. La nuova avventura del giornalista kazako non ironizza sulle generiche imposizioni e regole della società in senso lato, ma sulle caratteristiche del mondo in cui viviamo ora.

Borat: Subsequent Moviefilm è esattamente quello che si sperava

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Il nuovo lavoro di Sacha Baron Cohen quindi mostra come uno dei suoi personaggi più celebri abbia ancora moltissimo da raccontare. Borat: Subsequent Moviefilm è una pellicola esilarante, che si incastra perfettamente nel percorso del comico inglese regalando ancora una volta risate taglienti e momenti memorabili. Una sequenza nel finale in particolare porterà a molte discussioni oltreoceano (partite già prima della release) e sarà interessante scoprirne gli sviluppi.

Borat: Subsequent Moviefilm è disponibile a partire da oggi su Amazon Prime Video.

Borat
  • Anderson, Pamela, Baron Cohen, Sacha, Davitian, Ken (Actors)
  • Charles, Larry (Director)

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.
        




      
















 
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