Kids with Guns: pistole, dinosauri e stregoneria!
Con il terzo capitolo, "Coda", si conclude l'opera prima di Capitan Artiglio. Ecco la recensione!

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Kids with Guns è il primo fumetto di Julien Cittadino, in arte Capitan Artiglio, pubblicato da BAO Publishing. È da poco disponibile il terzo volume, Kids with Guns 3: Coda, che conclude l’epopea dei fratelli Doolin e della bambina senza nome, in un crescendo di piombo, adrenalina e tamarraggine. Più o meno esattamente un anno fa, in occasione dell’uscita di Kids with Guns 2: Tribe, abbiamo avuto il piacere di fare una densa chiacchierata con Capitan Artiglio, che ci ha raccontato la genesi e lo sviluppo del progetto. Oggi, a saga conclusa, vi proponiamo invece una recensione di tutti e tre i volumi. C’è tanto da dire, quindi iniziamo subito!

Sci-fi-western fantasy supereroistico. Con i dinosauri.

Il punto più complicato di qualsiasi articolo che parli di Kids with Guns è proprio l’inizio. Come dare l’idea di quello che aspetta il lettore? Il compito è ingrato, ma ci proviamo. Kids with Guns è ambientato in quello che sembra essere un lontano pianeta di cui si conosce molto poco. Gli umani, e le altre razze umanoidi che lo popolano, non sono nativi, ma l’hanno colonizzato, portando all’estinzione la specie originaria degli Xyantu, gli antichi padroni di casa. Col trascorrere dei decenni gli umani hanno in qualche modo domato questo pianeta ostile, fondando città e tentando faticosamente di stabilire una civiltà funzionante. Il risultato è una società e una cultura estremamente simile a quella della frontiera americana: gli sceriffi e i tutori dell’ordine hanno esattamente tanto potere quanto ne riescono a dimostrare, gli individui più scaltri affidano la propria fortuna all’abilità con le pistole e bande di briganti e brutti ceffi la fanno da padrone. L’atmosfera che si respira è la stessa di un Trigun o di un Firefly, con le dovute differenze…

kids with guns

…fra cui la presenza, per nulla periferica, di una nutrita fauna di enormi dinosauri colorati. Questi sauri sono originari del pianeta, e i coloni hanno scoperto, con loro grande sollievo, che si tratta di bestie ben più intelligenti della media, e con cui è possibile stringere dei rapporti molto profondi. I dinosauri sono utilizzati in agricoltura ma anche come mezzi di trasporto…e i pistoleri più audaci riescono anche ad addestrarli come utili cavalcature, in totale assenza di cavalli. Non solo: un’altra peculiarità di questo mondo, che è anche uno degli elementi più importanti della trama, per cui vi diremo giusto l’indispensabile, riguarda l’esistenza di una misteriosa magia, originariamente intessuta dagli antichi sciamani Xyantu e ora rinchiusa in uno sparuto numero di teschi di Moloch, una estinta bestia considerata sacra. Chi possiede questi teschi e riesce a “leggerli” ne riceve strane facoltà, poteri magici che vanno dall’immortalità alla capacità di variare il peso degli oggetti, dal controllo di fuoco e fiamme al potere di spalancare portali su altri mondi. Questo ci ha invece ricordato molto da vicino il mondo di One Piece.

Ora, leggendo quanto abbiamo scritto qui sopra potreste legittimamente pensare che Kids with Guns sia un minestrone di roba senza capo né coda, un misto di elementi presi qua e là e incollati insieme con lo sputo. Lasciate che vi rassicuriamo subito: non è affatto così. Miracolosamente, Capitan Artiglio è riuscito ad amalgamare tutti questi elementi non solo all’apparenza totalmente alieni fra loro, e trarne un universo coerente, credibile e soprattutto davvero unico. Nella nostra intervista, Julien non ha fatto mistero delle sue molte influenze, da Toriyama a Tokyo Tribe a Takeshi Kitano. Quel che però emerge dalla lettura non è per nulla un sentore di scopiazzatura, di già visto, ma anzi qualcosa di nuovo, di molto superiore alla somma delle sue parti, nel quale le molte citazioni (ci torniamo) assumono davvero il sapore di gioco con il lettore.

Kids with Guns: una storia che parla di famiglia

E insomma, quale sarà mai la storia che viene raccontata in questa assurda ambientazione? Kids with Guns racconta dei fratelli Doolin, Dan, Dave e Duke, dei fuorilegge che tirano a campare. Sono figli del leggendario Bill “la morte” Doolin, un gangster a capo della più temuta banda criminale del pianeta, il mucchio selvaggio. Ben presto i tre si vedono coinvolti in un gioco molto più grande di loro, la cui posta riguarda il destino dell’intero mondo. A tirare le fila c’è proprio loro padre Bill, che ha dedicato l’intera sua esistenza a scoprire il mistero dei teschi di Moloch, e ad imbrigliarne il potere. L’altra protagonista della storia è Senza Nome, una misteriosa bambina che Dave Doolin ha adottato come figlia. La bambina è muta, senza memoria e, appunto, senza nome…ma, come si conviene per la figlia di un pistolero fuorilegge, ha un’ottima mira e una straordinaria affinità con le armi da fuoco, il che le permetterà di diventare una protagonista nella guerra fra bande che viene combattuta durante tutta la saga.

kids with guns

Non vogliamo svelarvi di più, perché la storia di Kids with Guns è narrata molto bene ed è davvero un piacere da scoprire. Capitan Artiglio fa un sapiente uso di molti cliché provenienti dai molti generi che si sommano e si intrecciano nella sua opera, e per quanto non ci siano dei veri e propri colpi di scena in grado di sorprendere il lettore, vi diremo che non se ne sente davvero il bisogno: quella di Kids with Guns è una storia interessante e lineare al punto giusto, i personaggi sono simpatici e carismatici, sebbene non tutti approfonditi in egual misura, e il tutto funziona alla grande perché permette al vero protagonista della trilogia, ovvero il setting stesso, di emergere in tutto il suo assurdo splendore.

Kids with Guns è, nella sua essenza, un romanzo di formazione. Parla di crescita, di legami, di famiglia, di priorità. Parla di come sia importante e difficile comprendere cosa ci sia di veramente fondamentale nella vita, e della maturità necessaria per scaricare tutto il resto. Per quanto pagina dopo pagina, Kids with Guns ci offre sparatorie, fughe rocambolesche, cowboy con i superpoteri che si lanciano contro edifici e tirannosauri con la sella, niente di tutto questo è mai fine a sé stesso. I personaggi hanno degli archi narrativi, forse essenziali ma molto riusciti, e il finale, per quanto telefonato, è una chiusura soddisfacente.

Easter egg…easter egg ovunque!

Chiudiamo questa recensione esplicitando, nel caso non si sia capito, che Kids with Guns ci è piaciuto un sacco ed è una lettura consigliatissima. Ancora di più, ci siamo divertiti a cercare i mille easter egg che Capitan Artiglio ha infilato nelle tantissime splash page di tutti i tre volumi: peluche a forma di Polywhirl o Gengar, Yoda e Jar Jar Binks, un bar chiamato “Yoshi City” e uno spettacolo dei Daft Punk…e ancora una action figure di Goku, una di Majin Bu, King Kong e Godzilla alla televisione, una scimmietta di Ape Escape…e chissà quante che non abbiamo saputo cogliere. Oltretutto, sia Kids with Guns, titolo di un album dei Gorillaz, sia Capitan Artiglio, protagonista di un vecchio videogame anni Novanta, sono a loro volta delle citazioni. Fra autore e lettore si forma un vero e proprio gioco di riferimenti, e funziona: ogni pagina, già splendida di suo, è arricchita da un senso di scoperta e meraviglia. Pollice alto su tutti i fronti!


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Gabriele Bianchi

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Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.
        






      





 
















 
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