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Lucca 2015, Q&A con Steven Moffat e Jamie Mathieson

4 min


Il Lucca Comics & Games si è appena concluso, e quest’anno abbiamo avuto il piacere di partecipare a una sessione esclusiva di domande/risposte con Steven Moffat, produttore esecutivo di Doctor Who e creatore di Sherlock BBC, e Jamie Mathieson, sceneggiatore di episodi di Doctor Who come Flatline e Mummy on the Orient Express. Ecco le risposte più interessanti!
Domanda: Quando vedremo un crossover Doctor Who/Sherlock?
SM: Non vedrete mai un crossover fra Sherlock e Doctor Who, non succederà mai. Non potremmo mai pagare gli stipendi, non succederà mai.
Domanda:Qual è il vostro episodio preferito, scritto da qualcun altro?
SM: Flatline o Mummy on The Orient Express.
JM: Li ho scritti entrambi io, grazie Steven. Per me sicuramente Blink, so che è un cliché, ma Blink. Ovviamente lui è il mio capo quindi sembra che io stia facendo il ruffiano, ma è uno di quelli episodi che funzionano come un orologio svizzero: ogni elemento è perfetto, i cattivi sono fantastici e il personaggio di Sally Sparrow è perfettamente caratterizzato. Ogni volta che lo vedo mi chiedo perché non l’ho scritto io.
Domanda: Secondo voi qual è il motivo per cui Doctor Who merita di essere visto?
JM: Credo che la cosa bella sia che Doctor Who non ha limiti, il Dottore può andare dove vuole. Dal punto di vista dello sceneggiatore ogni puntata può essere ambientata letteralmente ovunque e in ogni momento. Immaginalo. Inoltre la sua astronave è fantastica, il Dottore cambia faccia, insomma ci sono un sacco di motivi per cui le persone ne sono attratte senza nemmeno parlare delle storie, che ovviamente sono fantastiche. Basta far vedere a qualcuno Blink, so che molte persone usano questa puntata come un primo approccio a Doctor Who, e ciò è parecchio strano perché il Dottore si vede a malapena, ma credo che funzioni davvero.
SM: è tutto vero, e c’è un altro aspetto molto semplice: puoi iniziare da qualsiasi puntata, ogni episodio è il primo. Devi solo sapere che lui può viaggiare nel tempo e nello spazio, tutto qua. Inoltre ci sono più cose nuove in un episodio di Doctor Who che in un episodio di qualsiasi altra serie: ogni puntata è un nuovo posto, un nuovo cast e un nuovo genere, non sai mai cosa avrai, è tutta la televisione in un’unica serie, più divertente e spaventosa. 
Domanda: Com’è stato adattare all’età vittoriana dei personaggi che a loro volta erano stati adattati all’età moderna dall’età vittoriana? Per un autore sembra una sfida notevole. 
SM: è stato davvero divertente. Sia io che Mark [Gatiss] siamo grandi fan di Sherlock Holmes quindi, per quanto adoriamo l’eresia di aggiornarlo all’età moderna, abbiamo provato un sano e giusto fervore da fanboy nel mettere le cose a posto e riportare Holmes all’epoca corretta. Abbiamo visto l’opportunità e l’abbiamo colta, perché è ciò che si dovrebbe fare con le opportunità. Vedi l’occasione? Cogli quella dannata occasione e non lasciare che nessuno te lo impedisca.
Domanda: Sarebbe possibile avere una rigenerazione al femminile del Dottore?
SM: Potete trovarmi su Youtube mentre rispondo a questa domanda in diverse versioni, basta cercarmi. Non vi serve sentirlo da questa vecchia faccia, potete sentire me stesso rispondere a questa domanda da più giovane. Comunque rispondo di nuovo, più vecchio e un po’ più scorbutico: sì, potrebbe e probabilmente un giorno dovrebbe succedere, ma non per forza. Dipende da chi è la persona più adatta al ruolo. Non mi stancherò mai di rispondere a questa domanda.
Domanda: Perché è stata fatta la scelta di dare a Capaldi un carattere più oscuro rispetto ai dottori che lo hanno preceduto?
SM: è divertente perché stando alle sceneggiature il Dottore di Matt è molto più scorbutico di quello che si pensa, solo che interpretato da Matt Smith diventa più amabile, mentre le sopracciglia del terrore [di Capaldi] lo fanno sembrare più arrabbiato. È vero però che non volevamo rendere il Dodicesimo Dottore immediatamente accessibile, immediatamente comprensibile allo spettatore. Volevamo invece enfatizzare una cosa che è presente in ogni Dottore: non gli interessa più di tanto di piacere agli altri, non gli è mai interessato. Potrebbe usare il suo fascino per dare l’impressione contraria, ma in realtà non gli interessa perché è il Dottore e deve solo vincere. 
Domanda: Ci sono personaggi (Jack Harkness, la figlia del Dottore…) che sono richiamati a gran voce nello show, torneranno mai? C’è un personaggio che vorreste riportare? E ci sono già idee su chi interpreterà il prossimo Dottore?
SM: Riguardo all’ultima domanda Peter Capaldi rimane per sempre, punto. Riguardo alle altre beh, tutto dipende dalla storia, ogni personaggio può tornare, ma lo riportiamo solo se abbiamo una buona idea per quel personaggio. Semplicemente riportare un personaggio senza avere una buona idea non funziona, ci sono molti esempi di questo errore, anche in Doctor Who. Con mia grande sorpresa (l’ho deciso io e mi sono sopreso da solo) a Natale riportiamo River Song, non ce lo aspettavamo ma abbiamo avuto una buona idea. 
JM: Inoltre secondo me alcuni personaggi sono “di proprietà” di chi li ha scritti, come ad esempio River e Jack, per cui dovrei avere un’idea davvero fantastica per andare a chiedere a Steven se posso riportarli, e ancora non è successo. È vero anche per i cattivi. Ad esempio non ho ancora avuto un’idea davvero buona per i Dalek, ho scritto cose dove c’erano i Dalek ma non li ho mai usati davvero bene. Il fatto è che esistono da talmente tanto che sono stati visti da ogni angolazione quindi ogni volta che vengono scritti in modo da vederli sotto un nuovo punto di vista la cosa mi affascina.
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One Comment

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  1. Ottime risposte, grazie del resoconto! (e basta con sta storia dei crossover, come on)

    Con Doctor Who in effetti non sai mai cosa ti aspetta la prossima puntata, è una meraviglia. La curiosità è regina indiscussa. E ci aggiungerei sempre quella prospettiva straniante di fondo, che è la magia che attornia il personaggio.
    Io son contenta col carattere che han dato a Capaldi. Forse trovo più felici le scelte in merito nella stagione corrente ma ci voleva quel brusco cambiamento per ricordare con chi si ha a che fare (non un amabile amicone ma un potente e piuttosto randagio Time Lord – precisando che comunque ho amato la gioia e la vitalità di Matt Smith)
    Allons-y!

Giada Rossi

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Laureata in Astronomia, aspirante Astrofisica. Curiosa di natura. Scrivo soprattutto di scienza, ma preferisco parlare di cani buffi.
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