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Robot: nati per soffrire o meritevoli di rispetto?

2 min


In occasione della Fiera Robotica, presso la Fortezza da Basso di Firenze, faremo una breve discussione sui robot e sulla robotica in generale. Però, prima di cominciare ricordiamo brevemente che cos'è un robot! Intanto, il termine robot, come molti di voi già sapranno, ha origine slava e può voler significare lavoro pesante e tutt'oggi è utilizzato per descrivere un qualsiasi tipo di macchina in grado di svolgere determinate azioni in base a comandi che gli vengono dati, con o senza la supervisione dell'uomo.
La parola robot, usata per descrivere una macchina antropomorfa che svolge funzioni utili all'uomo, è stata utilizzata per la prima volta, indovinate un po', da Isaac Asimov nel suo racconto Bugiardo! e ha contribuito a formare l'immagine di robot descritta come un ibrido fra i cyborg di Terminator e C-3PO. Ve lo immaginate!?
Quello che però è fuorviante, nella maggior parte dei casi, è la parte "antropomorfa" della descrizione, invero, volendone una più precisa e più tecnica i robot sono di fatto dei sistemi ibridi complessi costituiti da una parte hardware elettronica opportunamente programmata tramite software dedicati che permettono di controllare e regolare i componenti meccanici del sistema. Essendo questa definizione molto più ampia permette di catalogare come robot tutte quelle macchine, o macchinari, che permettono di facilitare, o sostituire, il lavoro umano nella fabbricazione, costruzione e manipolazione di materiali pesanti e/o pericolosi e in mansioni da svolgere in ambienti proibitivi o, ancora, pericolosi. Perciò l'utilizzo di robot per coadiuvare l'essere umano nel suo lavoro è, per dirne una, largamente diffuso nell'industria metalmeccanica. Ebbene sì, la vostra Panda è stata costruita da robot!! Pensate quindi a quante altre macchine, che vedete tutti i giorni, sono considerate dei robot!
Esistono quindi robot industriali, robot musicisti, robot giocattoli, robot sportivi, robot volanti, robot inservienti e così via. Ma il punto è un altro. Basta essere antropomorfi per meritare rispetto? Perché un robot a forma di braccio dovrebbe essere trattato diversamente da uno con un corpo, un volto e la capacità di camminare?

Per chiudere il cerchio ritorniamo a noi e alla Fiera Robotica di Firenze, dove di robot antropomorfi ce ne erano veramente pochi.
In primis, se vi piaciono i robot "classici", quelli dei cartoni animati giapponesi per intenderci, allora sarete interessati ai prodotti del CybererDyne Robotics Lab, che si occupa di progettare e sviluppare anche componenti per robot antropomorfi e sono, tra le altre cose, i principali importatori, direttamente dalla Corea, dei robot Robotis Darwin e Mini-Darwin.

Li vedremo usati per il lavoro pesante? Dopotutto sembrano nati per soffrire. Ma è giusto?

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damianozanardi

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