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Scelgo te! Così confuso da colpirsi da solo

5 min


Questo fine settimana, e solo questo fine settimana, uscirà nelle sale italiane Scelgo Te!, il più recente film dei Pokémon. In occasione dei vent’anni (vent’anni, ci pensate?) di vita del franchise, Nintendo, Games Freak e Pikachu Project hanno deciso di organizzare qualcosa di particolare, ovvero un ritorno alle origini della serie animata. 
Scelgo Te! è infatti una sorta di reboot, o remake, della prima stagione dell’anime: il film inizia con Ash Ketchum di Biancavilla (questa volta tutte le città hanno la nomenclatura italiana) che si sveglia in ritardo nel giorno del suo decimo compleanno, quando il Professor Oak distribuirà i pokémon ai ragazzi in partenza per il loro viaggio. E’ così che inizierà il profondo rapporto che lega Ash con Pikachu, dall’iniziale diffidenza alla costruzione di un legame che travalica l’amicizia. Proprio all’inizio della loro avventura i due vengono abbagliati da una visione destinata a cambiarli profondamente: Ho-Oh, il pokémon leggendario, attraversa il cielo proprio sopra le loro teste, e una singola piuma iridescente cade ai piedi di Ash. I due si promettono di riuscire a scoprire dove l’enorme uccello di fuoco si nasconda per incontrarlo di nuovo, e sarà questa decisione a portarli in giro per il continente di Kanto, a farli incontrare con persone e pokémon e ad accrescere la loro amicizia. Se avete visto la prima stagione dell’anime, anzi, basterebbe solo la prima puntata, tutto questo vi suonerà familiare. Dovrebbe, infatti: l’inizio di Scelgo Te! non è altro che la riscrittura, con davvero pochi dettagli modificati, di quello che succede all’inizio della serie. E’ proseguendo con il film che le due storie inizieranno a divergere, ed è proseguendo con questa anteprima che inizieranno gli spoiler. Cercheremo di mantenerli al minimo, ma consideratevi avvisati.
La storia dell’anime si concentra sulla carriera di Ash come allenatore: lo scontro con i vari capipalestra, la cattura dei pokémon e così via, fino all’arrivo alla Lega Pokémon. Nel film questo rimane sullo sfondo: la trama si concentra sulla ricerca di Ho-Oh, sul rapporto di Ash con Pikachu e sul classico tema del significato dell’essere un bravo allenatore. Non c’è Gary a sostenere il “partito” della potenza a tutti i costi, però, bensì Cruz, un personaggio concepito per essere detestabile (e che risulta un po’ macchietta). Non ci sono nemmeno Misty e Brock, sostituiti da un aspirante professore e una ragazza figlia di una famosa capopalestra di una regione lontana, talmente poco interessanti che ci siamo subito scordati i loro nomi.
Il film prova a proporre qualcosa di nuovo, a trovare una sua identità. Questo, secondo noi, è bene: molto meglio rispetto a una semplice minestra riscaldata di ciò che abbiamo già visto. Purtroppo, secondo noi, il film non va fino in fondo in questa filosofia, e quindi rimane un esperimento riuscito solo a metà.
Il problema di Scelgo Te! è che non sa che cosa vuol fare da grande. Da un lato cerca, come abbiamo detto, di raccontare una storia nuova partendo da premesse conosciute, di introdurre nuovi personaggi, nuovi avversari, nuove situazioni. Dall’altro, però, non riesce a lasciare andare l’eredità della serie, cercando comunque di ricalcarne i passi in maniera fedele, perfino troppo. Il risultato è una via di mezzo, figlia dell’idea di dare un colpo al cerchio e uno alla botte per cercare di accontentare tutti, che però finisce per non accontentare nessuno.
Facciamo qualche esempio. Vi ricordate il ciclo di episodi dedicato a Butterfree? Ash cattura un Caterpie all’inizio della sua carriera di allenatore, che si evolve prima in Metapod e poi in Butterfree. Il farfallone diventa in breve tempo uno dei lottatori più potenti a disposizione del protagonista, nonché, com'è nella natura delle cose, uno dei suoi migliori amici. Insieme affrontano mille avventure, vincono medaglie, sconfiggono i cattivi…poi, sul finire della stagione, c’è un episodio tutto dedicato al “benedetto abbandono”: Butterfree incontra un grande gruppo di suoi simili pronti a migrare per completare il loro rituale di accoppiamento, si invaghisce di una graziosa Butterfree rosa e, dopo una lunga e tormentata mezz’ora fatta di lacrime, ricordi commoventi e emozioni, Ash decide di lasciare libero il suo amico di seguire lo sciame, la sua nuova casa. Per quanto semplice, questo racconto funziona, sia sul piano narrativo che, soprattutto, su quello emotivo. Questo perché il legame fra Ash e il suo pokémon ha avuto tempo di svilupparsi, e noi, come spettatori, ci sentiamo coinvolti. Bene, in Scelgo Te! c’è l’intera epopea di Butterfree, dalla cattura all’addio, ma condensata in probabilmente non più di 15 minuti. E’ limpido come gli sceneggiatori volessero riciclare uno dei momenti più celebri e riusciti dell’anime, ma la verità è che, inserito di fretta in un lungometraggio che parla di tutt’altro, non solo fallisce totalmente nel generare qualsiasi emozione nello spettatore, ma anzi diventa una distrazione, un corpo estraneo inserito a forza in una trama che non c’entra assolutamente nulla.
Lo stesso discorso, purtroppo, è applicabile al dinamico trio del Team Rocket, presente nel film…ma senza alcuna reale funzione da svolgere. Li vediamo nascosti in un Centro Pokémon, dove si fanno ingolosire dai racconti sui pokémon leggendari e decidono di mettersi a caccia dei protagonisti. Bene, pensiamo: Jessie, James e Meowth sono dei personaggi che amiamo, che funzionano, e che già diverse volte sono stati utilizzati con grande successo anche in ruoli non banali. Purtroppo nulla di tutto questo avviene nel film: vediamo il trio forse tre volte, impegnato in scalate ed inseguimenti improbabili, che falliscono prima ancora di incominciare. Non aggiungono assolutamente nulla alla storia, basti dire che non interagiscono mai con i protagonisti, che con ogni probabilità non sono nemmeno al corrente della loro esistenza. Sembra, putrtoppo, che siano stati inseriti per puro e semplice fanservice, al pari di Butterfree.
In realtà non saremmo nemmeno necessariamente contrari al fanservice in un prodotto del genere, se fatto bene. Ma è proprio questo il problema: com’è in questo film, il fanservice finisce per non soddisfare il target a cui è rivolto, e a diventare un ingombro che impedisce al film di approfondire i temi che cerca di portare avanti con la sua trama originale, la quale pure risulta indebolita e non pienamente soddisfacente. 
Ci sono molte altre scelte che non funzionano: gli episodi strappalacrime si sprecano, e proprio per questo risultano troppi e perdono totalmente di efficacia. Se all’inizio Ash che protegge il suo Pikachu dall’attacco dello stormo di Spearow è intenso ed emozionante, ora della fine vi troverete del tutto assuefatti ed insensibili di fronte a momenti anche più drammatici. I personaggi, come abbiamo accennato, sono insipidi e poco interessanti. Gli incontri di lotta, ben realizzati, dinamici e interessanti, hanno però come protagonisti gli stessi due o tre pokémon per più o meno tutto il film, quando avremmo voluto vedere molti più mostriciattoli al lavoro. Da ultimo, c’è un momento nel finale a cui va il dubbio onore di essere probabilmente la scena più cringeworthy a cui abbiamo mai assistito. Non ve la spoileriamo.
Insomma, Scelgo Te! è un po’ una mezza delusione. Non è da bocciare in tutto, assolutamente, ma sappiamo che dai film dei pokémon possiamo aspettarci molto di più. Siamo molto lontani dai fasti del primo lungometraggio, che era epico, emozionante, commovente, tematicamente coerente. L’indecisione e l’ambiguità esistenziale di Scelgo Te!, e molte scelte discutibili lo rendono un grazioso film per i più piccoli, ma gli impediscono di catturare il pubblico di ventenni e trentenni a cui chiaramente si rivolgeva.

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Gabriele Bianchi

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Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.
        






      





 
















 
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