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The Dark Crystal: una meravigliosa fiaba dark da riscoprire

Esce oggi su Netflix la serie prequel del film del 1982

The Dark Crystal è uno dei primi film diretti da Jim Henson, il poliedrico creatore dei Muppets e di tanti personaggi di Sesame Street. Un’opera incredibilmente ambiziosa che ci trascina in un mondo fantasy totalmente nuovo, caratterizzato da elementi affascinanti. Soprattutto, al contrario di altre pellicole di Henson, è interamente realizzata tramite l’uso di burattini e animatronics, senza la comparsa di alcuna figura umana come succedeva ad esempio in Labyrinth – Dove tutto è possibile. Oggi arriva su Netflix la serie prequel Dark Crystal: La resistenza ed è quindi il momento perfetto per (ri)scoprire questa piccola perla.

Un mondo alla sua fine… o al suo inizio?

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The Dark Crystal ci porta per mano sul pianeta Thra, una terra abitata da creature fantastiche. Il cristallo oscuro del titolo è un uno strumento potentissimo, che gli Skeksis sfruttano per mantenere il proprio dominio sul mondo. Questa razza, dall’aspetto terrificante, è nata mille anni prima, quando l’allineamento dei tre soli di Thra ha causato una frattura nella pietra. Insieme agli Skeskis hanno avuto origine anche i Mystics, creature intrinsecamente buone e pacifiche.

Questo mondo però è sulla soglia di una nuova era. L’Imperatore Skeksis è morto, così come il più saggio dei Mystics e un nuovo allineamento dei soli si sta avvicinando. Questo evento avrà effetti imprevedibili sul cristallo e solamente Jen, ultimo superstite della razza dei Gelfling, può fare in modo che gli eventi si risolvano in maniera positiva. Per questo motivo prima di morire il saggio Mystic che lo ha allevato lo manda in missione, per un viaggio che lo porterà alla scoperta di Thra.

Sotto alcuni punti di vista The Dark Crystal ricalca degli archetipi classici delle storie fantasy: il dominio dei malvagi, l’eroe che intraprende un viaggio per salvare il mondo, l’antica profezia da realizzare… Gli stessi Gelfling condividono molti tratti con i classici folletti o elfi dei boschi, anche visivamente.

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Tuttavia a questo si contrappongono elementi più interessanti e meno scontati, soprattutto in progetti (almeno in parte) destinati ai più piccoli. La rappresentazione degli Skeksis come simboli puri del male è incredibilmente efficace. La loro ossessione per il potere, il loro disprezzo per la vita delle altre creature, la discordia che guida i loro rapporti interni è resa in maniera superba.

“Impossibile non rimanere impressionati nella scena di tortura…”

Questo è particolarmente evidente nei momenti successivi alla morte del loro Imperatore. Le lotte di potere che animano i villain di The Dark Crystal ci mostrano il lato peggiore di Thra. Altrettanto dure sono le scene che coinvolgono i Podlings, una razza schiavizzata dagli Skeksis. Impossibile non rimanere impressionati nella scena di tortura a uno di loro, adulti o bambini che siate.

Contraltare perfettamente speculare degli Skeksis sono i Mystics. Fin dai primi momenti si capisce come questi incarnino la bontà più pura, la pace dei sensi. È affascinante notare come questi personaggi procedano lentamente, ma inesorabilmente verso il proprio destino lungo il film (regalando peraltro scorci panoramici eccezionali).

La lotta tra il bene e il male su Thra è analizzabile quindi sotto una nuova luce. Da una parte i malvagi che cercano in maniera tormentata e disordinata una strada per cambiare il corso delle vicende. Dall’altra i buoni e pacifici Mystics che procedono verso il proprio percorso, imperturbabili.

The Dark Crystal: Master of Puppets

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E veniamo ora a quello che è uno degli aspetti tecnici che più colpisce di The Dark Crystal: l’assenza di attori umani. Creare una storia del genere, un’epica fantasy interamente con burattini e animatronics è un’impresa altamente impegnativa che solo dei Master of Puppets (non ce ne vogliano i Metallica per la citazione fuori contesto) come Jim Henson e Frank Oz potevano portare a termine.

Ammettiamolo, a rivederlo oggi e in età adulta, in alcune sequenze si notano movimenti più legnosi del normale dei vari protagonisti. Queste però scompaiono completamente paragonate al numero di volte in cui ci ritroviamo perfettamente immersi nel film. Fatta eccezione per i sopracitati brevi momenti, per il resto della pellicola ci dimenticheremo in toto di stare osservando dei pupazzi. I loro movimenti sono eccezionali, anche e spesso, nelle sequenze più concitate.

Al di là poi del movimento, l’eccezionalità artistica del team di The Dark Crystal si rivela anche nel design dei personaggi. Se i Gelfling appaiono necessariamente più semplici nei lineamenti, il lavoro fatto su Skeksis e Mystics è impressionante. Le due razze chiave dell’opera sono caratterizzate perfettamente anche solo dal punto di vista visivo.

Tanto sono immediatamente terrificanti e orribili i malvagi, con la loro pelle ruvida, gli occhi piccoli e iniettati di sangue, questo aspetto a metà tra rettile e uccello, quanto le loro controparti sono fin da subito tranquillizzanti. Il loro calmo sorriso, lo sguardo dolce, la posizione ricurva trasmettono benissimo quanto siano in pace con il mondo e con il suo destino.

The Dark Crystal, se non l’avete visto è giunto il momento

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Se non conoscevate o non avete mai visto The Dark Crystal, quindi, è il caso di porre rimedio. Pur non avendo forse avuto un impatto sulla cultura pop quanto il successivo Labyrinth, resta una piccola perla della filmografia di un genio come Jim Henson, che merita di essere riscoperta. Sarà un’avventura curiosa, ma che saprà lasciare il segno.

Noi poi ci risentiamo tra qualche giorno, per parlare della serie Netflix. Restate in ascolto!

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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