Spesso si tratta di leggende popolari, talvolta, invece, sono vere e proprie testimonianze ad alimentare il mito di alcune dimore che finiscono per diventare “case infestate“. Con l’avvicinarsi della notte delle streghe, sono tanti gli appassionati di storie di fantasmi che si mettono alla ricerca di quelle più temibili, magari anche per farci un salto.

Sono tante le case infestate, per leggenda o per presunti avvistamenti, che popolano l’Italia. Ognuna di queste presenta una storia diversa, affascinante e al contempo da brividi. Dalle dimore storiche ai castelli, da ville signorili a monasteri, in questo articolo scopriremo alcune delle più famose, ma anche sperdute e spaventose del nostro paese.

Villa Magnoni

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Iniziamo il nostro tour nelle case infestate a Villa Magnoni. A Cona, un paesino in provincia Ferrara, immersa in un piccolo bosco e abbastanza distante da altre abitazioni si trova questo edificio residenziale, con stalle e giardino annesso. Si tratta di un edificio ormai abbandonato da tempo e conosciuto da tutti gli abitanti del luogo così come la leggenda che lo avvolge.

La leggenda narra che negli anni ’80 un gruppo di ragazzi, incuriositi dal sinistro edificio, si siano avventurati al suo interno. Dopo una perlustrazione del piano terra, rischiando anche di cadere da un buco delle scale, il gruppo si è avventurato al piano superiore. È qui che hanno sentito le urla di un bambino. Terrorizzati, i ragazzi sono allora tornati al piano inferiore, dove non hanno trovato alcun bambino. Una volta fuori, il gruppo si accorge di una presenza che li osserva dalla finestra: una vecchia che urla loro contro “andate via”. Consiglio che i ragazzi non si fanno ripetere una seconda volta.

Lungo la strada però, l’auto dei quattro ragazzi finisce fuori strada. Tre dei quattro muoiono sul colpo e solo uno riesce a salvarsi e a raccontare tutto alle autorità. Poco dopo, tutti gli ingressi della villa vengono murati eppure, qualche giorno una sola finestra appare inspiegabilmente libera: quella da cui si sarebbe affacciata la vecchia.

Ad oggi, di quel quarto ragazzo non si sa più nulla. Villa Magnoni rimane disabitata e molti hanno udito urla strazianti di bambini e la voce di una donna. Alcuni anni fa, un’imprenditoria locale tentò di acquistare la villa, ma non riuscì a trovare e contattare il proprietario in alcun modo.

Villa Pastore

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Sulle colline di Valenza, in provincia di Alessandria, si trova Villa Pastore, costruita negli anni ’30 dell’ottocento e oggi disabitata e in rovina. Si tratta di un luogo abbastanza isolato e immerso nel verde, che da anni è meta del pellegrinaggio di curiosi e impavidi che amano le storie di fantasmi e di case infestate.

La fama temibile di questo luogo nasce dalla storia dei primi proprietari: i Pastore. Entrambi i loro figli sono morti all’interno della dimora: la bimba più piccola a causa della tubercolosi; il figlio maggiore, invece, travolto da una parete mentre suonava al piano. All’esterno della struttura è infatti presente un cippo funerario dedicato alla piccola Elisa, morta a soli 2 anni. Nasce proprio da queste morti la leggenda che sulla villa ci sia una maledizione. Ad acuire questo pensiero sarebbe il fatto che, negli anni ’80, i nuovi proprietari di Villa Pastore abbiano dato il via ai lavori di ristrutturazione, interrotti a causa della morte di due operai caduti da un’impalcatura.

Da allora, la villa è stata abbandonata e in molti, aggirandosi in quel luogo di notte, hanno giurato di sentire lamenti o il suono dei tasti di un pianoforte. Eppure, ricerche più recenti, non solo smentirebbero la morte dei due operai, ma anche il fatto che la piccola Elisa sia realmente sepolta vicino alla villa.

Ca’ Dario

Il vero nome è Palazzo Dario ma per tutti è noto come Ca’ Dario, è un edificio in tipico stile veneziano. Si affaccia sul Canal Grande, a Venezia, nel sestiere di Dorsoduro, all’imbocco del Rio delle Torreselle. La fama di palazzo maledetto, Ca’ Dario l’ha conquistata nel corso di molti anni di morti inspiegabili. Infatti i proprietari della Casa verrebbero uccisi in modo brutale, per particolari cause accidentali o, addirittura, per suicidio.

È con la morte di un’intera famiglia (tra omicidi e suicidi) alla fine del 1400 che ha il via la terribile fama di questa Casa. Ma è nel 1800 che si verificano una serie di fatti spaventosi. Si inizia con Alessandro Barbaro membro dell’ultimo Consiglio dei Dieci della Repubblica di Venezia e Consigliere Aulico del Tribunale Supremo di Verona. Poco dopo l’acquisto del Palazzo, infatti, la sua attività fallisce e lui muore. Segue lo studioso inglese Radon Brown, trovato poi misteriosamente morto nel palazzo assieme al suo compagno. Ancora Charles Briggs, che dopo aver acquistato Ca’ Dario si suicida assieme al suo compagno. Le morti continuano e arrivano al 1900, con una grandissima percentuale di suicidi.

Ad oggi questo palazzo non è abitato ed è di proprietà di una multinazionale americana.

Castello di Montebello

Gli appassionati di leggende di fantasmi sicuramente conosceranno il Castello di Montebello e la storia che questo porta con sé da anni. Meglio noto come il Castello di Azzurrina, questa dimora negli anni è diventata una delle più visitate d’Italia. Tutto nasce da una storia vera che riguarda proprio Azzurrina, una bambina scomparsa e mai più ritrovata.

Guendalina era figlia di un certo Ugolinuccio o Uguccione, feudatario di Montebello nel 1375. Era il 21 giugno di quell’anno quando, nel nevaio della vecchia Fortezza, la bimba scomparve e non venne mai più ritrovata. Azzurrina – chiamata poi così negli anni successivi perché, secondo una descrizione del tempo, “aveva gli occhi color del cielo e i capelli chiari coi riflessi azzurrini” – scomparve dunque misteriosamente nei sotterranei, senza lasciare alcuna traccia.

Si narra che, allo scadere del solstizio estivo di ogni lustro, dal sotterraneo in cui la bambina scomparve si sentano voci di bambina. In molti, infatti, giurano e testimoniano di aver sentito quella che sarebbe la voce di Azzurrina. Eventi che hanno fatto del Castello di Montebello una meta turistica ambitissima soprattutto per curiosi e appassionati del paranormale.

Monastero maledetto dei Monaci del Diavolo

Ci spostiamo a Salerno, in un Monastero il cui già nome ci fa supporre il peggio. La struttura risale al 1600 ma, stando alla leggenda, tutto ha inizio nel 1700, quando uno dei monaci avrebbe compiuto atrocità tali da dare al Monastero l’appellativo di monastero dei monaci del diavolo.

La storia narra di un viandante accolto e sfamato dai monaci del monastero. Quest’ultimo rimane nella struttura e decidere di diventare monaco a sua volta. Qualche tempo dopo, però, si innamora di una donna del paese vicino e con lei inizia una storia. I monaci scoprono i due amanti e imprigionano lui, mentre lei viene torturata sino alla morte, accusata di essere una strega tentatrice del demonio. Quando l’uomo viene liberato e conosce la sorte della sua amata, iniziano a verificarsi strane morti, sia nel monastero che nel villaggio vicino. Tra queste spicca la morte di una coppia di passaggio con una carrozza. Questi chiesero riparo al monastero e non fecero mai più ritorno a casa: lei scomparve, lui fu ritrovato all’interno della carrozza, ucciso brutalmente.

Questo episodio portò il re a dare il via alle indagini che portarono allo scoperto il monaco, che fu infine impiccato ad una quercia, proprio dinanzi all’edificio. Alcuni testimoni raccontano di un uomo incappucciato che si aggira intorno al monastero.

 

Villa Clara

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Castel Maggiore, nella frazione di Trebbo di Reno, è protagonista di una leggenda grazie ad una vecchia e antica villa. Si narra infatti che Carlo Cesare Malvasia, uno storiografo d’arte e scrittore vissuto tra il 1611 e il 1693, passava in questa villa di campagna l’estate. La casa, che si trova al civico 449 di via Zanardi, fino alla seconda metà dell’Ottocento fu della famiglia Malvasia. In seguito ci furono diversi cambi di proprietà ed oggi è conosciuta come Villa Clara. Proprio intorno a Clara nasce la leggenda.

Gli anziani hanno sempre sostenuto che si trattava di una giovane, figliastra di uno dei padroni di casa. Una scoperta sulla ragazza, ovvero quella di una passione nata per un ‘sottoposto’, le costò cara. Clara fu infatti costretta a vivere per sempre tra le mura di casa, privata totalmente della sua libertà. La leggenda vuole che la giovane non abbia trovato più pace e che, dopo la morte, si diventata il fantasma che ancora oggi è presente nella villa attraverso pianti e lamenti.

In realtà su questa storia c’è anche un racconto diverso. Secondo alcuni Clara è stata una bambina con poteri di chiaroveggenza, nata agli inizi del ‘900. Il padre, spaventato da queste capacità soprannaturali, avrebbe deciso di farla murare viva all’interno della villa. Una storia che, scavando dagli archivi, sembra però non avere alcuna conferma visto che Clara era il nome di una delle ultime proprietarie della villa, ma che nulla della sua vita ha mai ricondotto a queste storie.

Villa Cerri – La Villa degli amanti maledetti

Villa cerri case infestate

Nella serie delle case infestate italiane non può mancare La villa degli amanti maledetti di Lomello, in provincia di Pavia. Questa è protagonista di una storia davvero particolare. Pietro Cerri, proprietario terriero locale, fece costruire la casa alla fine degli anni Venti e la battezzò, appunto, Villa Cerri. I Cerri sono state una delle famiglie più in vista di tutta la Lomellina e la la verità sulla leggenda che aleggia su questa villa sembra nascosta in una cartolina del 1931.

Secondo la leggenda, in quella villa costruita poco fuori Lomello fra campi e risaie, sarebbe accaduto un grave fatto di sangue. Parliamo un duplice omicidio per gelosia seguito dal suicidio dell’assassino. Dopo questo episodio sulla tenuta sarebbe calata una vera e propria maledizione che avrebbe condizionato anche i successivi abitanti della dimora. A Lomello si racconta che un brutto giorno di fine estate del 1912 il proprietario di questa tenuta eretta in mezzo ai campi di riso tornò da una battuta di caccia. All’arrivo trovò la giovane moglie, sposata da poco, all’ultimo piano della torretta della villa in compagnia di un giovane stalliere. Il proprietario lavò nel sangue il tradimento con due colpi di fucile, più un terzo per se stesso.

Gian Franco Magenta, 82 anni, scrittore e appassionato di storia locale, è bastata una foto per smentire tutte le leggende. La prova è infatti una cartolina ingiallita datata 1931, che mostra la villa poco dopo la sua costruzione. Il Magenta infatti, a Il Corriere, racconta meglio il tutto dimostrando come le date non coincidano. Queste le sue parole. “Questa la spedì la famiglia Cerri (si riferisce alla cartolina) a mio padre per gli auguri di Pasqua”. La data infatti risale a prima della costruzione. “Era il 1931 e la cartolina fu fatta per celebrarne la costruzione”. Si deduce quindi che nel 1912 la villa non esisteva ancora. Ma c’è anche un altro particolare. “Sulla porta, in piedi, si vede chiaramente il padrone. O è veramente un fantasma oppure c’è qualcosa che non torna con le date”.

La villa della contessa di Costa Rei

Continua il tour nelle case infestate a Costa Rei, comune di Muravera. È uno dei tratti di costa più affascinanti della Sardegna sud-orientale. Qui, su un promontorio, si affaccia sulla costa una vecchia villa abbandonata che viene considerata la prima abitazione costruita in Costa Rei nota da tutti come “la Casa della Contessa”. Abbandonata oramai da decenni, è avvolta da una misteriosa leggenda.

La Contessa che visse lì fu una non precisata giovane e bella nobildonna originaria del Nord Italia che arrivò in questo luogo con l’unico figlio dopo essere rimasta vedova. La donna fu protagonista, suo malgrado, di un secondo gravissimo lutto. Parliamo della tragica morte del ragazzo dopo annegamento nella stessa piscina. Un’altra versione racconta anche di una scomparsa dopo incidente stradale. La nobildonna, colpita duramente da questo gravissimo lutto e rimasta sola, volle andarsene per sempre dalla villa e dall’Isola. Di lei non si seppe più nulla visto che scomparve misteriosamente.

Si racconta che nell’edificio in cui aveva abitato, dimori ancora oggi il suo fantasma, che molti avrebbero visto e sentito. Tutta questa situazione ha portato vari ghosthunters a verificare la veridicità delle notizie. Molti di loro hanno affermato di aver sentito delle presenze. Ricordiamo che Costa Rei è nel comune di Muravera, Provincia del Sud Sardegna. La villa si trova nel punto più alto del promontorio che sovrasta la costa.

Il Castello della Dama Rossa

Il Castello Medievale di Castellammare è avvolto da una delle leggende più affascinati nell’ambito delle case infestate d’Italia. Si narra infatti che vaghi da secoli all’interno del castello il fantasma di una donna vestita di rosso, morta suicida molti anni prima.

Tutto nasce molto tempo fa, nel 1459, durante il regno di Ferrante I d’Aragona. Tra le mura del castello viveva una castellana, il cui nome è andato disperso nel tempo, che si innamorò perdutamente di uno dei soldati delle truppe di Giovanni d’Angiò, figlio di Renato, che miravano ad invadere e conquistare il castello. L’uomo, che comprese i sentimenti della castellana, la corteggiò a lungo ma solo per arrivare al suo scopo: quello di farla cadere in trappola e farle giocare un ruolo importantissimo nell’assalto al castello. Accecata dall’amore e inconsapevole delle reali intenzioni del suo amato soldato, la castellana aprì le porte del castello a lui ma anche a tutto l’esercito nemico. Ne conseguì un massacro ai danni de residenti nel castello.

Rifiutata e ingannata in amore ed evitata ormai da tutti a causa del suo vile tradimento, la castellana decise di togliersi la vita avvelenandosi. Varie testimonianze giunte nel corso degli anni successivi parlano di una donna vestita di rosso che si aggirerebbe nel castello. Anche se è soprattutto nella camera da letto, conosciuta come “la camera degli angeli”, che avverrebbero i fatti più inquietanti. Si dice che qui si avverta una forza maligna e misteriosa, che porterebbe inquietudine e disagio a chi vi entra.

 

Villa De Vecchi – La Casa Rossa

Chiudiamo in bellezza il nostro tour nelle case infestate italiane in una delle più famose e spaventose del paese. Ci troviamo in Valsassina, in un luogo molto noto agli appassionati del paranormale. La costruzione dell’edificio risale alla fine del ‘800: il proprietario decise di costruirla per dare alla figlia malata un ambiente più salubre. Ma un giorno l’uomo tornò a casa e trovò non solo la moglie morta per cause sconosciute e col volto sfigurato, ma anche la figlia misteriosamente scomparsa.

Le ricerche per la bambina durarono settimane ma questa non fu mai più ritrovata. Distrutto dal dolore per la perdita di moglie e figlia, alla fine l’uomo si tolse la vita. La casa da allora fu abbandonata e vive da quel giorno un progressivo degrado che dura ancora oggi. Ma le incursioni nella villa negli anni non sono mancate. Secondo molte testimoniante, la dimora è stata sede di riunioni di satanisti, come si potrebbe dedurre dai numerosi graffiti sui muri dell’edificio. Inoltre sarebbero stati rilevati forti campi magnetici ed elettromagnetici nella zona circostante. I ricercatori avrebbero inoltre udito rumori di passi nella dimora mentre, durante le notti del solstizio d’estate o d’inverno, si sentirebbero lamenti di donna provenire dall’interno. Tutto questo la rende una delle case infestate più famose del paese.

 

E ora che avete scoperto le 10 case infestate più paurose d’Italia, in quale di queste entrereste?

 

 

 


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Anna Montesano

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Scrittrice da quando ne ho memoria, dai diari al web. Viaggiatrice incallita e malata di serie tv, appassionata di tv e cinema. Nella vita un solo motto: "Perché rimandare a domani quando puoi vederlo oggi?"