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Avril et le monde truqué: l’animazione che ignorate

Cosa succederebbe se gli scienziati e gli ingegneri scomparissero nel nulla, e non ne nascessero di nuovi? Il mondo cambierebbe molto, sicuramente a tutti mancherebbero le battute tristi sulla scienza che soltanto loro capiscono, gli articoli lunghissimi per smontare i complotti che nessun complottista ha mai letto, e tutte quelle invenzioni buffe che si comprano su Amazon a 20 euro, e che nessuno sa a cosa servano. 
E poi c’è la questione del completo arresto del progresso tecnologico/scientifico, che porterebbe ad un inevitabile declino dell’umanità e all’estinzione della specie. 
Ecco, immaginate se questo fosse successo prima della scoperta dell’elettricità, prima dei combustibili fossili, quando ancora il mondo avanzava grazie a carbone e legna? Si direbbe che niente di buono possa venire fuori da questi presupposti, ma proprio queste sono le basi su cui si sviluppa la storia di April and the Extraordinary World (Avril et le monde truqué, in originale), un film di animazione che di buono ha moltissimo. 
Siamo in un passato alternativo steampunk, nel quale appunto tutti gli scienziati più importanti di fine '800 e primi del ‘900 (Einstein, Fermi, Tesla, Marie Curie…) sono scomparsi sotto cirostanze misteriose. Tutti quelli rimanenti, per lo più buoni a nulla, sono costretti a lavorare per l’Impero governato da uno dei discendenti di Napoleone. Sì, perché il grande generale francese, in questo universo, è morto prematuramente, e le scelte politiche meno guerrafondaie dei suoi successori hanno fatto sì che l’impero non crollasse. Alcuni scienziati tuttavia sono riusciti a rimanere nascosti, e proseguire le loro ricerche in segreto. Fra questi la famiglia Franklin: madre, padre, nonno e la piccola April, alla ricerca della formula perfetta per il siero dell’immortalità, che renderà le persone invulnerabili di fronte a qualsiasi tipo di malattia o trauma fisico. 
Finchè anche la famiglia di April scompare, e lei rimane sola. La incontriamo molti anni dopo, ormai una ragazza, affrontare le avversità per arrivare in fondo al mistero della scomparsa degli scienziati, e trovare la formula perfetta che i Franklin hanno sempre cercato. 
La prima cosa che ci ha colpiti di questa produzione è lo stile di animazione, curato dal fumettista Jacques Tardi e realizzato da Christian Desmares e Franck Ekinci, che si sposa benissimo con l’ambientazione steampunk. La storia è probabilmente pensata per un pubblico di ragazzi, ma apprezzabile da chiunque, spesso comica ma con picchi anche piuttosto drammatici.  Particolarmente ben ideato è il plot twist che avviene verso metà del film, quando inizia a delinearsi la risposta al mistero della scomparsa degli scienziati. Noi, forse un po’ ingenuamente, ci siamo stupiti. Gli scienziati in sé sono un aspetto particolarmente curato, se si conoscono i loro volti se ne possono riconoscere moltissimi fra quelli che compaiono, e non soltanto i più famosi. Ad esempio compare per qualche minuto Enrico Fermi, con tanto di buffo accento italiano.
Ci piacciono i film di animazione che parlano di scienza, anche in modo vago, cartonesco e alle volte buffo. Soprattutto perché è la protagonista stessa, una bambina come molti di coloro che avranno visto questo film, a diventare una scienziata per salvare la sua famiglia e i suoi amici, e per la passione trasmessale negli anni dell’infanzia. Fra l’altro, seppure anch’esso in chiave narrativa e camuffata, il tema della morale della scienza compare prepotentemente in April and The Extraordinary World. Cosa si può essere disposti a fare per il progresso? Cosa distingue un progetto scientifico da una follia? Anche i migliori possono sbagliare nel rispondere a queste domande.
Ah, se non foste ancora convinti di voler vedere questo film, sappiate che c’è un gatto. Un gatto parlante. Un gatto parlante a cui piacciono la letteratura e i lecca lecca. 

Giada Rossi

Laureata in Astronomia, aspirante Astrofisica. Curiosa di natura. Scrivo soprattutto di scienza, ma preferisco parlare di cani buffi.

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