Una delle raccomandazioni che mi hanno fatto quando sono andata in Giappone, è stata quella di stare attenta ai maniaci sui mezzi di trasporto e a non appendere la biancheria dove potesse essere facilmente raggiunta da un potenziale ladro.
A queste parole è venuto a tutti in mente il vecchio Happosai, personaggio dell'opera di Rumiko Takahashi. Ma si sa che molti giapponesi hanno dichiaratamente un feticcio per le mutandine ed è certo che questa passione non venga lasciata insoddisfatta.
Già era noto che esistessero distributori automatici di slip femminili usati e che in alcuni negozi era possibile ottenere la suddetta biancheria direttamente dalle mani della proprietaria, così da poter vedere in volto l'ex portatrice del pezzo di stoffa.
Non c'è bisogno che io sia ambigua o che nasconda i significati di tutto ciò, siete quasi tutti grandi e vaccinati e potete ben immaginare cosa ne sarà di quegli acquisti.
Certo è che i giapponesi non si danno dei limiti, quando c'è da inventare qualche nuova assurdità per cui ultimamente sta girando libro di fotografie che lancia un'ipotetica nuova moda: il kaopan かおぱん.
Parola che viene direttamente dall'unione di kao 顔  (volto) e pantsu パンツ(mutandine), non è difficile dedurre di cosa si tratti, ovvero giovani studentesse e modelle, che indossano sulla faccia slip colorati in contesti assolutamente normali, come a scuola, in piscina e camminando per le strade di giorno o cantando al karaoke.
E non stupisce che questo photo-book vada a ruba.
All'inizio degli anni '90 sul Weekly Shōnen Jump veniva pubblicato lo shōnen: Kyūkyoku!! Hentai Kamen 究極!!変態仮面. 
Il manga racconta di un giovane, Kyōsuke Shikijō, che  per salvare una ragazza da alcuni bulli senza essere riconosciuto, indossa per sbaglio un paio di mutandine invece di una maschera. Il caso vuole che questa mossa gli permetta di risvegliare il suo vero potenziale, latente nei geni trasmessi dalla madre pervertita.
Il manga è ora stato trasformato in un film diretto da Fukuda Yūichi, ed è uscito nelle sale giapponesi proprio all'inizio di aprile. La pellicola è talmente trash che quasi non si può evitare di vederla, perfetta per una serata con gli amici (infatti dovete almeno guardarne il trailer, con a portata di mano il cucchiaio per il gelato…  giusto nel caso vogliate asportarvi gli occhi).
 
Così è nato Hentai Kamen, supereroe mascherato….
Allo stesso modo, che si dica essere ispirata ad esso o meno, è ora nata questa “moda” del kaopan.
La frustrazione sessuale raggiunge nuovi livelli che, se da una parte inquietano molto per la loro stranezza, dall'altro fanno riflettere su quanta follia e fantasia ci vogliono per partorire certe idee.
Non per nulla sono varie e disparate le invenzioni, sia erotiche sia non, che una mente semplice non avrebbe potuto concepire. Ci fanno ridere, ci fanno voltare il capo dall'altra parte con espressione schifata, ma quello cui dovremmo pensare è il perché si arriva a certe soluzioni. La storia ci insegna che il popolo giapponese ha sempre avuto un rapporto positivo con la propria sessualità, vi è sempre stata una grande libertà in questo ambito.. Almeno fino a quando sono arrivati gli americani, scandalizzati dai comportamenti così libertini dei giapponesi.
Come si reagisce nel momento in cui un paese molto potente, venuto a dettar legge nelle tue terre, comincia a farti sentire in colpa per quello che tu hai sempre considerato la normalità? Si cambia ingoiando tanti rospi, ma sopprimere, a volte, non fa che aumentare la frustrazione.
In una società paradossale, cresciuta sul consumismo e basata su antiche tradizioni e regole di comportamento molto severe, ogni desiderio nascosto ha un'eco che riverbera all'infinito creando risposte che sfociano nell'eccesso. 

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monicafumagalli

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