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Perché George R.R. Martin non finisce The Winds of Winter? | GoTWeek

Game of Thrones, la serie TV targata HBO, è già arrivata alla sua stagione finale mentre la serie letteraria a cui è ispirata, A Song of Ice and Fire, non vede alcuna conclusione all’orizzonte. Ma perché il suo pluripremiato autore, George R.R. Martin, non finisce questa maledetta serie? Ce lo stiamo chiedendo tutti. Da anni. Spesso la risposta a questa domanda è corredata da insulti al povero Martin. Insulti dai quali cercheremo di esimerci mentre vi raccontiamo le vicende di questo libro che, a quanto pare… non s’ha da fare.

State seguendo la nostra GoT Week? 7 giorni di articoli a tema Game of Thrones per prepararci al debutto dell‘ottava e conclusiva stagione! Trovate tutti gli articoli pubblicati finora qui!

The Winds of Winter: una storia lunga otto anni…

Quando la prima stagione di Game of Thrones è andata in onda, ad aprile 2011, ben quattro libri della serie erano già usciti, e pochi mesi dopo vi si è aggiunto il quinto, A Dance With Dragons. Quest’ultimo ha richiesto quasi sei anni di gestazione, e il precedente cinque. Giusto per fare le doverose premesse sul fatto che Martin non è mai stato uno scrittore veloce.
Tuttavia le cose sembravano procedere bene quando a Natale di quell’anno ha regalato ai suoi fan la preview del primo capitolo, e ha dichiarato in un’intervista che avrebbe cominciato seriamente a scrivere il libro ad inizio 2012. Nel 2013 poi, è arrivata la rassicurazione che un quarto di esso era completato.

Flash forward ai primi mesi del 2016 quando, in un post sinceramente struggente sul suo blog, Martin ha raccontato ai fan che le cose con The Winds of Winter non andavano bene per niente. Nell’anno precedente aveva mancato due volte la consegna impostagli dal suo editore, e ormai era certo che la serie avrebbe superato gli avvenimenti dei libri con l’uscita della sesta stagione.

Se siete delusi non siete gli unici.”, scriveva nel post, “I miei editori sono delusi, la HBO è delusa, i miei agenti e editori all’estero e traduttori sono delusi. Ma nessuno potrebbe essere più deluso di me… Mentre il sospetto di non farcela cresceva, una tristezza si è stabilita in me, e mi sono trovato sempre più in difficoltà. Meno giorni avevo a disposizione, più aumentava lo stress, e più la mia scrittura diventava lenta.

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Poche settimane dopo, in un disperato tentativo di costringersi a finire questo libro, Martin ha annunciato che non avrebbe più pubblicato altro, di alcun genere, fino al suo completamento.
E la clausura sembrava aver avuto successo quando ad inizio 2017 lo scrittore ha dichiarato: “Non ho finito, ma ho fatto dei progressi. Non tanti quanti avrei sperato un anno fa, quando pensavo che a quest’ora avrei finito. Penso che uscirà quest’anno. (Ma hey, ho pensato lo stesso lo scorso anno).

Beh, le cose sembravano migliorare, ma siccome siamo ad aprile 2019 e io sono qui a scrivere questo articolo…è evidente che il buon George si sbagliava. Pochissimi mesi dopo, infatti, ha mandato all’aria la promessa di non scrivere altro prima di aver The Winds of Winter, e ha annunciato il primo volume di Fire and Blood, un’altra saga, rassicurando però che nel 2018 sarebbe uscito almeno uno dei due libri, questo o The Winds of Winter. E ha mantenuto la sua promessa. A novembre 2018 è uscito effettivamente…Fire and Blood, un tomo di 736 pagine. Sigh.

Perchè tutta questa attesa?

E quindi siamo qua, un miliardo di dichiarazioni (ottimistiche, pessimistiche, contrastanti…) dopo. Un miliardo di meme (più o meno offensivi) dopo, a chiederci se Martin farà uscire questo volume che ormai è così atteso e così promesso che è diventato quasi uno scherzo. Sicuramente proprio questo procrastinarlo ha reso il compito più difficile. Più è passato il tempo e cresciuta la fama della serie televisiva, più le aspettative sono aumentate, e più Martin è parso attorcigliarsi nei propri dubbi e nella propria delusione. Scrivere con tutti quegli occhi addosso è sicuramente una grande pressione e responsabilità, e nonostante fosse già da anni un autore famoso e di successo, è innegabile che la serie HBO abbia ampliato il suo pubblico a dismisura. Un altro aspetto fondamentale che emerge dalle sue dichiarazioni è infatti la sua apparente, e comprensibile, difficoltà nel metabolizzare le critiche che sono fisiologiche quando si ha un pubblico così vasto. Spesso sul blog e nelle interviste parla della sua difficoltà nell’accontentare tutti: rilascio anteprime dei capitoli o spoilero troppo? Posto aggiornamenti sull’andamento della scrittura o è soltanto frustrante per i lettori?

E riguardo alla possibilità che muoia prima di finire la serie le sue risposte sono sempre, naturalmente, state piuttosto indignate: “Fan***o chi lo dice, spero di vivere altri trent’anni e scrivere altri trenta libri”.
A tutto questo aggiungete il fatto che Martin non scrive su laptop o in giro per il mondo, ma soltanto a casa sua da un editor di testo per MS-DOS (se non sapete di cosa si tratta vi lascio il piacere di googlare “DOS Word processor” e impallidire), e non risulta così difficile spiegare perché questo libro non è ancora uscito.

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Insomma, il mio scopo non è di certo “scusare” George R.R.Martin, ma forse un po’ sfatare un mito. Il mito di un autore che fa di tutto invece di scrivere il suo attesissimo libro (blog, eventi, storie, romanzi…) perché tutto sommato sta nuotando nei soldi e non gliene frega niente. Non c’è dubbio sul fatto che stia nuotando nei soldi, ma dalle sue interviste e dichiarazioni varie emerge invece una persona piuttosto frustrata dal proprio “blocco dello scrittore”, delusa dalla propria procrastinazione, e irritata dalle critiche feroci che riceve in merito.

Quindi, questo benedetto libro quando esce? La risposta è che semplicemente non si sa. L’ultimo aggiornamento da parte del buon George arriva dal red carpet della stagione finale di GoT, e per una volta non è né pessimista né ottimista.

Sarà finito quando sarà finito

I capitoli già usciti

Nel frattempo, se volete leggere i capitoli che sono usciti in anteprima di seguito vi lasciamo i link. I primi sette sono stati pubblicati nella loro interezza da Martin stesso, i successivi quattro li ha letti durante eventi e convention varie, quindi tutto ciò che abbiamo sono riassunti/trascrizioni fatte dai fan.

  1. Theon Greyjoy: qui
  2. Arya Stark (“Mercy”): qui
  3. Sansa Stark (“Alayne”): qui 
  4. Arianne Martell 1: qui
  5. Arianne Martell 2: qui
  6. Barristan Selmy: presente al termine del volume “A Dance with Dragons”
  7. Tyrion Lannister: si trova gratuitamente sull’app World of Ice and Fire
  8. Tyrion Lannister: riassunto qui
  9. Barristan Selmy: riassunto qui
  10. Victarion Greyjoy chapter: qui ne trovate un video
  11. Aeron “Damphair” Greyjoy (“The Forsaken”): riassunto qui
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Giada Rossi

Laureata in Astronomia, aspirante Astrofisica. Curiosa di natura. Scrivo soprattutto di scienza, ma preferisco parlare di cani buffi.

3 Commenti

  1. Semplicemente, battute su colesterolo e diabete a parte, è anziano e non essendo mai stato un genio o un “grande scrittore” non ha più né idee né energie.

    La carta del “cari nerd non avete capito nulla” per poi riscrivere grossomodo tutto l’ha già giocata quando i suoi lettori capirono (quasi subito) di chi poteva essere figlio Jon Snow e chi fossero le 3 teste del drago. Guardate le date di uscita dei libri e capire quand’è che Martin ha riscritto tutto infarcendo i libri di fuffa pur di sviare l’attenzione dei lettori.

    Inoltre, l’editore non penso abbia digerito il fatto che la serie abbia spoilerato alcune cosette ed è facile immaginare come Martin sia obbligato a pubblicare altro come risarcimento. Anche qui a ben vedere, quanto pubblicato attorno a alla saga non è altro che una serie di raccolte di bozze e appunti.

    Parlando sul profilo personale, ho iniziato a leggere questa serie 20 anni fa. Mi sono anche un po’ rotto di aspettare (considerando anche la mediocrità degli ultimi due libri …)

  2. Fino a che ha continuato a sostenere che i libri vanno in direzione differente da quella della serie (per la parte non ancora pubblicata dei libri, ovviamente) secondo me la tesi del blocco dello scrittore poteva stare ancora in piedi. Ora però che ha dichiarato che le linee essenziali sono tracciate e le ha dette agli showrunner della serie, che le implementeranno, e che quindi a parte alcuni cambiamenti su personaggi minori il grosso è chiarito (e, per chi legge i libri, spolierato dalla serie) la cosa non sta più in piedi a mio parere. Sa la storia, sa dove vuole andare e come andarci, scrivere è capace di farlo perché nel mentre ha pubblicato montagne di altra carta, quindi cosa aspetta.
    Io non sono uno che vede cospirazioni ovunque, ma inizio seriamente a pensare che la HBO gli abbia dato un bel mucchio di soldi per tirarla in lunga in modo da arrivare prima con la serie e poi coi libri – se gli eventi delle ultime stagioni fossero stati anticipati dai libri (sic.) avrebbero avuto ben altro impatto mediatico. Quindi non è che siccome nuota nell’oro non scrive, ma nuota nell’oro proprio perché non scrive…
    Detto questo, sinceramente mi ha quasi rotto, tra un po’ lo mando a quel paese, mi rovino la fine dei libri guardandomi la serie e smetto di aspettare i libri… che peccato!

  3. Purtroppo le cose sono molto semplici, ed è che preso a godersi i milioni non ha bisogno di scrivere per vivere. Messo alla prova, ha dimostrato di non essere quel ‘grande’ scrittore che molti fan idolatrano, è stato solo fortunato, fra migliaia di scrittori di media caratura come lui, a venire portato in alto dai meccanismi semi-casuali del successo letterario (50 sfumature docet).

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