City of Mist: un gdr leggendario fra urban fantasy e mitologia
Diamo una seconda occhiata al premiato gioco di ruolo edito da Isola Illyon

5 min


City of Mist è un gioco di ruolo creato da Amit Moshe, edito dalla Son of Oak Game Studio e pubblicato l’anno scorso in italiano da Isola Illyon Edizioni. Si tratta di un gioco che ha ricevuto diversi riconoscimenti importanti, fra cui due ENnies Awards, e l’anno scorso è stato finalista al premio di Miglior Gioco di Ruolo dell’Anno di Lucca Comics & Games. Questo, in particolare, è un risultato molto significativo. Come abbiamo avuto modo di raccontare nel nostro approfondimento, i premi ludici di Lucca vengono assegnati ai migliori prodotti “gateway”, ossia interessanti per i veterani ma soprattutto accessibili per chi inizia il proprio viaggio in questo hobby. City of Mist, quindi, ha tutte le caratteristiche di un gioco facile da imparare e da giocare: una cosa importante da tenere in mente, visto che stiamo parlando di un mastodontico manuale da più di 500 pagine.

City of Mist: persone ordinarie con poteri leggendari

city of mist

Andiamo con ordine e partiamo col descrivere la interessantissima premessa concettuale di City of Mist, su cui si basa tutta l’ambientazione, la creazione dei personaggi e il carisma tremendo di questo gioco. I protagonisti delle storie create in City of Mist sono i cosiddetti “prescelti”. I prescelti sono persone comuni, che vivono la propria vita, hanno una propria occupazione, delle relazioni, i soliti problemi quotidiani di tutti i giorni. Però in loro alberga qualcosa di leggendario, mitologico, che dona loro misteriosi poterei che sfidano la loro stessa comprensione. Ogni prescelto è diviso fra logos, ovvero la sua natura mondana, e mythos, ovvero il mito che è parte di loro. Qualunque tipo di mito: antico o moderno, fantastico o legato alla realtà. Uno scaricatore di porto, ad esempio, potrebbe avere in sé il mito di Poseidone. In un poliziotto potrebbe vivere Re Artù. Una ballerina di un night club potrebbe condividere la propria esistenza con Betty Boop. Questi mythoi garantiscono numerosi poteri straordinari agli individui che li possiedono. Il mythos di Zeus può permettere di scagliare fulmini, quello di Saruman concede la chiaroveggenza, e così via. La città è popolata da numerosi di questi prescelti, ma la popolazione comune, i cosiddetti “dormienti”, non ne ha la minima idea. Com’è possibile? Per spiegarlo entra in gioco il vero elemento centrale di City of Mist, ovvero, appunto, la Nebbia. Nessuno sa cosa sia, nessuno la vede concretamente, eppure la Nebbia è la più potente entità dell’universo, che regola e domina l’esistenza di tutti i dormienti. È grazie alla Nebbia, infatti, che essi non possono rendersi conto del sostrato leggendario che li circonda. Ogni volta che un evento straordinario sta per verificarsi, infatti, qualcosa li costringerà a distogliere lo sguardo, o a perdere la memoria, o ne modificherà la percezione quel tanto che basta a confondere le idee. Un improvviso scroscio di pioggia, forse, o il passaggio di un tram, o una telefonata al momento sbagliato. Oppure, la Nebbia fornirà ai dormienti delle convenienti razionalizzazioni per eventi inspiegabili: non si è trattato di veri fulmini provenienti dal tetto dell’edificio, ma scariche elettromagnetiche dovute ad una bizzarra anomalia atmosferica. Quello strano tizio non ha previsto il futuro, ha solo tirato ad indovinare. E così via. L’ambientazione che City of Mist propone non è affatto ben definita, anzi: il manuale offre una corposa guida alla creazione della propria città, ma si concentra ad istruire i giocatori su quale sia lo stile richiesto, quali siano le sensazioni che il gioco vuole incentivare. Si tratta, come le numerose e bellissime illustrazioni del libro mostrano alla perfezione, di un’atmosfera noir, urbana, molto cinematografica. Le fonti di ispirazione sono molto evidenti: Gaiman, con i suoi American Gods e Neverwhere, il ciclo dei Guardiani di Sergej Luk’janenko, Preacher e molte altre. In questo contesto il gruppo dei personaggi, unito da un comune ideale, da un contratto o semplicemente dalle circostanze, dovrà dipanare misteri, indagare eventi straordinari e forse scoprire qualche verità nascosta sulla vera natura del mondo.

Powered by Apocalypse

city of mist

Il manuale compie un grande lavoro nel delineare l’atmosfera e lo stile dell’ambientazione, ed è pieno di suggerimenti per aiutare giocatori e master a narrare le proprie storie in modo cinematografico, integrando nelle meccaniche di gioco concetti come monologhi, intermezzi e flashback. Per quanto riguarda le meccaniche centrali, City of Mist è powered by Apocalypse, ovvero fa uso del sistema di gioco ideato da Vincent Baker per il suo Apocalypse World. In due parole, questo significa che ogni personaggio potrà compiere delle azioni, le cosiddette “mosse”, che sono grandi approssimazioni di tutto ciò che possono voler fare: si tratta di azioni come “resistere”, “rischiare”, “colpire più forte che puoi”, “indagare”. Il risultato sarà determinato dal lancio di 2d6, con dei bonus o dei malus determinati dai vari attributi del personaggio. Non parliamo di attributi numerici, ma descrittivi e narrativi. Un personaggio con una vista da dieci decimi potrà contare su un bonus quando cercherà un oggetto, uno con un giubbotto anti-proiettile potrà meglio difendersi dalle armi, e così via. In questo sistema è concentrata tutta la facilità d’uso del gioco. In effetti si tratta di poche meccaniche da spiegare e da padroneggiare, e una volta iniziata una sessione la sensazione di venire sovrastati dalle regole svanisce ben presto. Per City of Mist il sistema è stato adattato per incorporare mythos logos: ciascun giocatore dovrà scegliere quattro “temi”, ovvero macro-concetti per descrivere il proprio personaggio. Alcuni faranno riferimento al suo mythos, e ne rappresenteranno le caratteristiche leggendarie, altri descriveranno il logos, ovvero le competenze professionali, la personalità, l’equipaggiamento. Al termine di ogni sessione di gioco, il giocatore dovrà decidere se gli eventi vissuti gli hanno fatto perdere un tema. In questo caso dovrà sostituirlo con un altro del tipo opposto. Questo potrebbe condurre a scenari limite: quattro temi tutti dedicati al logos faranno del personaggio un dormiente; quattro temi mythos, invece, faranno di lui un “avatar”, ovvero un essere che ha completamente abbandonato la propria umanità. I temi mythos portano con sé dubbi e domande, e daranno la direzione alla ricerca interiore e alle indagini del personaggio, mentre i logos rappresentano le certezze concrete, ovvero il punto di partenza del suo percorso. Si tratta di un sistema interessante, molto versatile, e perfettamente integrato nello stile principalmente narrativo del gioco. Non vi troverete infatti ad esplorare dungeon o a combattere (troppi) mostri, ma principalmente ad indagare eventi, delitti e misteri e a mettervi sulle tracce di altri prescelti e forse anche qualche avatar.

L’eccellente manuale di City of Mist

Proprio su questo aspetto, poi, il mastodontico manuale di City of Mist offre una straordinaria sezione destinata ad essere inestimabile per preparare una campagna di questo gioco, ovvero una dettagliata e approfondita spiegazione passo passo per la creazione di misteri e delitti, e per l’inserimento in una sessione. La metafora usata, quella dell’iceberg, è ovvia, e quindi perfetta: ai giocatori viene presentato un indizio evidente (la parte emersa dell’iceberg) e da quell’indizio dovranno risalire ad altre informazioni, scendendo sempre più in profondità fino ad arrivare alla verità, ovvero la punta sommersa dell’iceberg. Questa struttura può essere applicata per la creazione di organizzazioni malavitose, reti di contatti, mille scenari. E il bello è che si tratta di uno strumento molto potente la cui utilità non è per nulla limitata al solo City of Mist: qualunque game master di qualunque sistema potrà, con un minimo rimaneggiamento, adattare ed utilizzare questa sezione per le proprie campagne. Davvero un’aggiunta notevole.

Notevole è, dobbiamo dirlo, l’intero manuale. Come dicevamo all’inizio si tratta di un libro di più di 500 pagine, e questo lo rende uno strumento a tratti un po’ ingombrante. Ci siamo trovati in difficoltà nel cercare le informazioni necessarie in questo librone, ma niente che la giusta dose di familiarità non possa risolvere. Nel manuale c’è tutto e anche di più: una descrizione delle premesse concettuali del gioco, la guida per la creazione dei personaggi e dei gruppi, corposi suggerimenti ed esempi per la creazione della città, in diverse epoche, e anche una sorta di “manuale dei mostri” con i riferimenti per molti antagonisti possibili. Insomma: City of Mist è un gioco di ruolo diverso, interessante, con una premessa davvero unica. Se siete giocatori veterani potrete trovare qualcosa di nuovo da proporre al vostro gruppo. Se siete novellini, una volta superata la barriera iniziale, scoprirete un sistema sorprendentemente agevole e “grokkabile”, che vi sarà di aiuto e non di intralcio.


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Gabriele Bianchi

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Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.
        






      





 
















 
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