Come credete si stimino i danni da radiazione? Come si tengono d’occhio i danni ai materiali delle centrali nucleari? Fino ad ora si utilizzava un metodo del tipo cook and look, inforna e controlla: si sottoponeva il materiale ad una certa dose di radiazione, dopodiché si faceva a pezzi e si vedeva cos’era cambiato. Scomodo, lungo e difficile, soprattutto perché, superata una certa dose di energia, i danni aumentano esponenzialmente. Insomma, la misura delle variazioni di tutte le caratteristiche del mezzo poteva durare anche anni. Al MIT, però, hanno trovato una soluzione.

Vista aerea dei Sandia National Laboratories. Credit: Sand Lab
Vista aerea dei Sandia National Laboratories. Credit: Sand Lab

Cosa si sono inventati?

Il dottorando Cody A. Dennett e il professore di nuclear science and engineering Michael P. Short, insieme a Daniel L. Buller e Khalid Hattar hanno pubblicato un articolo su Nuclear Instruments and Methods in Physics Research Section B e hanno appena finito i test sul loro strumento. Il gruppo di ricerca ha utilizzato una tecnica chiamata transient grating spectroscopy, riadattandola agli scopi dell’esperimento.

Lo strumento consiste in due laser, uno con il quale vengono stimolate vibrazioni nel materiale e un altro con il quale si creano figure di diffrazione. Lo studio di queste ultime permette di vedere se ci sono stati cambiamenti nella struttura dell’oggetto. Un altro pro è che questo metodo non necessita di contatto con l’oggetto studiato! Bastano delle sonde ottiche per rivelare la luce prodotta dai laser.

Il gruppo di ricerca ha appena finito i test nei Sandia National Laboratories e i risultati sono ottimi. Tutto funziona perfettamente e lo strumento sembra essere pronto per il monitoraggio diretto dei danni, soprattutto nelle centrali nucleari. Pensate che, grazie a questa invenzione, negli studi sui cambiamenti delle proprietà dei materiali causati da radiazione si potrà fare in un giorno ciò che prima veniva fatto in sei mesi.


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Matteo Magherini

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Matteo Magherini, noto ad alcuni come Asciugamano, è un gatto professionista. Una volta completato l’obiettivo « laurea triennale in fisica » ha deciso di scegliere la classe « fisico delle particelle » e si aggira tra un esame e l’altro intento a livellare. Appassionato di fantascienza, arrampicata e chitarre è campione nazionale di freddure.