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Cultura e SocietàScienza e Tecnologia

Il progetto Bioscan canadese ha un cuore italiano

La tecnologia di Massimo Delledonne premetterà di identificare nuove specie animali

Il progetto Bioscan dell’università di Guelph in Canada ha un cuore italiano. Infatti italiana è la tecnologia utilizzata per identificare le nuove specie animali senza aver bisogno di prelevare l’animale dal suo ambiente naturale o di violarne l’habitat. Grazie a una tecnologia italiana inventata da Massimo Delledonne, professore ordinario di Genetica presso l’Università di Verona, è possibile riconoscere quello che è chiamato codice a barre del DNA anche direttamente sul campo.

Bioscan: cos’è il codice a barre del DNA?

Il codice a barre del DNA è una parte del patrimonio genetico di un essere vivente che è caratteristico solo della sua specie. Pertanto non è possibile, come accade con il metodo tradizionale di osservazione nelle specie, scambiare un esemplare di una specie già esistente per uno di una specie nuova. Grazie allo scanner DNA e quindi possibile conoscere la specie esatta di un animale anche avendone solo un artiglio, una piuma, o o anche altri suoi residui biologici di altra natura.Quello che la tecnologia veronese aggiunge a questa tecnica è la velocità e la portabilità del macchinario. I componenti dell’apparecchio inventato da Belladonna stanno tutti in una valigetta e permettono in un paio d’ore di sapere con certezza se si potrà dare il proprio nome ha una nuova specie. Vi ricorda qualcosa?

In effetti la nuova tecnologia ricorda vagamente –ci scusino gli specialisti per il paragone- un Pokédex. L’unica differenza è che il riconoscimento non avviene a vista (o digitando un nome) e richiede più di un secondo. Ma è comunque meno di quanto si è fatto finora, e darà maggiori certezze. Scopo della ricerca non è però catturare i nuovi animali scoperti, bensì scoprire 2 milioni di nuove specie. Un numero ampio ma comunque minore del totale di specie ignote all’uomo. Siamo piccoli, pochi e il mondo è molto più grande di noi: perciò il nostro dovere è conoscerlo, rispettarlo e proteggerlo.

Fonte
Ansa
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