La presenza di Joe Manganiello a Lucca Comics and Games è stata una delle notizie più intriganti relative agli ospiti della fiera. Il palestrato attore, famoso per film come Magic Mike e per la serie True Blood, gode di una meritatissima fama nella nicchia dei nerd appassionati di giochi di ruolo per il suo molto pubblico amore per Dungeons & Dragons, alla faccia degli stereotipi…ricordiamo il recente ownage operato su Twitter in risposta all’arrogante uscita di Maxwell Jacob Friedman, o alla esilarante intervista fatta da Stephen Colbert nel suo show (“This might alienate some people…but I don’t care”).

Eravamo, insomma molto curiosi quando è stata annunciata la presenza di Manganiello a Lucca, soprattutto perchè gli eventi che lo vedevano protagonista erano tutti dedicati a D&D, comprese diverse sessioni live in compagnia di molti altri giocatori famosi dello stardom del gioco.

Il rinascimento di D&D

Joe Manganiello ha partecipato a uno dei molti incontri organizzati da Lucca Games dedicati al gioco di ruolo più famoso del mondo, che questa edizione della fiera ha celebrato davvero alla grande (al punto da fare introdurre questo panel a Emanuele Vietina in persona, il direttore generale di Lucca Comics&Games). In questo incontro Manganiello ha raccontato di sè e del suo rapporto con Dungeons & Dragons, iniziato decenni fa, quando da bambino si è fatto regalare la mitica Scatola Rossa…pensando contenesse soltanto dei normali libri. Da allora ha continuato imperterrito a giocare, attraversando tutte le edizioni del gioco. Questo suo hobby si è sovrapposto alla sua vita professionale, dal momento in cui si è trasferito con la moglie, Sofia Vergara, nella loro nuova casa a Beverly Hills: Manganiello ha letteralmente requisito l’intero seminterrato della villa, trasformandolo nel suo “parco giochi” personale, il Gary Gygax Memorial Dungeon.

manganiello a lucca

“Anni fa, Johnny Carson gestiva un club di poker a Hollywood. Tutti volevano partecipare, ma gli inviti erano super esclusivi. Oggi sto riproponendo la stessa cosa, ma con Dungeons&Dragons”, racconta Manganiello al panel di Lucca, per poi procedere a snocciolare una serie infinita di nomi famosi che partecipano regolarmente alla sua campagna di D&D: Big Show di WWE, James Gunn, Deborah Ann Woll, Terry Killam del Saturday Night Live…e perfino Dave Weiss e David Benioff, gli showrunner di Game of Thrones. Naturalmente, questa lista è solo destinata ad allungarsi.

Insieme a Joe Manganiello, a Lucca hanno partecipato diversi altri ospiti internazionali, fra cui giocatori e dungeon master “professionisti”, che vivono grazie alle loro campagne in streaming. Fra questi, Mark Hulmes e Kim Richard, dello show High Rollers, che hanno offerto le loro riflessioni sullo straordinario momento di espansione e di successo che il gioco sta vivendo in questi ultimi anni. E’ stato citato il fenomeno Stranger Things, che ha contribuito grandemente a portare immagini di D&D ad un pubblico vastissimo, ma soprattutto il successo strepitoso delle sessioni live che si possono seguire in streaming, una possibilità davvero tutta nuova che ha permesso e permette di toccare con mano, vedere in diretta di cosa si tratta. Naturalmente è stato fatto il nome di Critical Role, il capostipite degli streaming di D&D e tuttora quello più celebre, a cui sia Hulmes che lo stesso Manganiello hanno partecipato in qualità di guest star.

E ancora Aoife Wilson, di Eurogamer, che ha portato la sua testimonianza di nuova giocatrice, arrivata a D&D proprio in seguito a questa nuova rinascita del gioco. Per lei, una delle caratteristiche più importanti è la quasi totale mancanza di gatekeeper, cioè di vecchi giocatori che hanno un atteggiamento per nulla accomodante verso i nuovi, che invece è molto presente in molte community videoludiche. Al contrario, Wilson dice di aver sperimentato solo un caloroso benvenuto e una genuina voglia di accoglierla al tavolo.

Live D&D con Joe Manganiello a Lucca Comics&Games

manganiello a lucca

A seguito di questo interessantissimo panel, abbiamo avuto l’immenso piacere di assistere ad una sessione live di Dungeons & Dragons, in compagnia di Manganiello, Kim Richard, il comico inglese Paul Foxcroft e altri ospiti, sessione masterizzata dallo stesso Hulmes. E’ stato davvero un bel momento, in cui abbiamo toccato con mano le reali capacità di tutti i giocatori coinvolti. Un sospetto che si fa sempre largo nelle nostre ciniche menti in casi come questi è che le celebrità con delle passioni “strane” vengano esagerate ben oltre la verità, ma siamo molto lieti di aver osservato che non c’è alcuna esagerazione, almeno nel caso di Manganiello e compagni.

Manganiello ha giocato a Lucca in tre diverse sessioni. Noi abbiamo assistito a quella del sabato pomeriggio, che era ambientata ad Eberron, uno dei setting più esotici di D&D, un mondo a cavallo fra il fantasy e lo steampunk, dove la tecnologia alimentata dalla magia fa da sfondo alle storie dei reduci di una grande guerra mondiale. Una scelta interessante, che ha permesso a Foxcroft di esibirsi in una straordinaria interpretazione di Index, un forgiato costretto a lavorare come archivista in una biblioteca pubblica, e a Manganiello di interpretare una versione metropolitana, con tanto di trenchcoat, del barbaro totemico. Di Eberron, tra l’altro, uscirà a giorni il manuale di ambientazione.

Parlando di manuali, poi, non possiamo dimenticarci di citare il bellissimo Descent Into Avernus, la più recente avventura della Quinta Edizione, a cui Manganiello ha contribuito direttamente, scrivendo i testi e inventando la trama…oltre che partecipando direttamente, con il suo storico PG Arkhan il Crudele, ora in possesso della Mano di Vecna, come chi sa chi ha guardato il gran finale della prima campagna di Critical Role!

Insomma, Manganiello a Lucca ha fatto davvero faville. Siamo usciti dalla sessione con un sorriso soddisfatto, un manuale autografato e soprattutto una spasmodica voglia di giocare a D&D!


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One Comment

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  1. Tutti questi niubbi come Aoife Wilson hanno rotto il *azzo a prendersela con i vecchi fan, se non fosse stato per noi la commercializzazione delle precendenti edizioni sarebbe stata un flop e adesso non ci sarebbe nessun D&D.

    Poi è facile salire sul carrozzone dei vincitori, facile cominciare a giocare adesso che grazie a celebrità ed influencer è diventato di moda, ma questa moda è stata costruita sulle spalle di noi vecchi giocatori, noi che eravamo considerati i disadattati che non riuscivano a vivere nel mondo reale, gli sfigati perdenti, i nerd quando il termine era un insulto e non un complimento e persino i satanisti che evocavano il demonio.
    Ma ora che è diventato scomodo noi vecchi fan siamo diventati scomodi e dobbiamo levarci dalle palle.

    Ma anche no!

Gabriele Bianchi

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Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.