La Fortezza: dungeons, dragons e papere a fumetti

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Siamo finalmente riusciti a mettere le mani sul primo volume de La Fortezza, fumetto francese degli anni Novanta, recentemente pubblicato da Bao Publishing. La Fortezza è un ambizioso progetto di Joann Sfar e Lewis Trondheim, nato per raccontare le vicende di un maestoso e terribile dungeon, dagli albori, all’apice della sua grandezza fino al declino. Il tutto, secondo il piano iniziale, in più di 300 episodi. Com’è, come non è, di queste 300 storie gli autori ne hanno realizzate soltanto 36, peraltro mai raccolte, nemmeno in Francia. Già, perché La Fortezza ha una struttura talmente particolare che l’idea stessa di raccoglierne le storie in volumi aveva il sapore di una sfida. Fortunatamente per tutti in Bao hanno deciso di raccoglierla, e il risultato è che finalmente possiamo mettere le mani su un’edizione di gran pregio di tutte le storie di Sfar e Trondheim, secondo un ordine forse non ovvio, ma decisamente ben studiato.

La struttura narrativa de La Fortezza

la fortezza

L’impresa di raccogliere le storie de La Fortezza in volumi è meno ovvia di quel che si pensa perché la numerazione dei cartonati originali rifletteva il progetto a lungo termine degli autori: le storie numerate da 1 a 100 sono ambientate nella cosiddetta “epoca Zenit”, ovvero il momento in cui la Fortezza è all’apice del suo successo. Gli autori hanno però immediatamente incominciato a pubblicare una serie parallela, un prequel, ambientata nella precedente “epoca dell’Alba”, per raccontare la creazione della mitica torre, con storie numerate da -100 a 0. Inoltre, Sfar e Trondheim si sono cimentati in un’altra serie, questa volta un sequel, con storie ambientate secoli dopo, nella “epoca Crepuscolo”, e numerate da 101 in avanti. Non contenti, i due hanno anche messo insieme vari spin-off per raccontare le vicende, talvolta serie, talvolta umoristiche, di mostri o avvenimenti specifici. Raccogliere tutte le 36 storie (comunque numerate secondo il progetto originale) seguendo l’ordine di pubblicazione avrebbe creato strani balzi temporali fra le epoche, quindi in Bao hanno deciso, consultandosi anche con gli autori stessi, di optare per un ordine di lettura più coerente, partendo dall’epoca Zenit, nel volume 1, per poi passare alla prima parte dell’epoca Crepuscolo nel volume 2 (con alcuni degli episodi spin-off che sono immediatamente successivi), l’epoca dell’Alba (ed altri spin-off) nel volume 3 e concludere l’epoca Crepuscolo con il volume 5. I volumi 4 e 6 completeranno la collezione con i restanti spin-off. Vi linkiamo al piano di pubblicazione sul sito della casa editrice, per comodità di consultazione, e nel frattempo vediamo un po’ di addentrarci nell’opera: di che parla La Fortezza?

La Fortezza: cappa, spada e sfiga

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La Fortezza è un mitico dungeon composto da quattro mastodontiche torri nere che sorgono nel mezzo della Terra Amata, al di sopra di una intricatissima rete di cunicoli, sotterranei, grotte e labirinti. L’intera struttura brulica di pericoli letali, trappole micidiali ed intere colonie dei più pericolosi mostri immaginabili. E di tesori, naturalmente. Il tutto è gestito da una misteriosa figura che si fa chiamare il Guardiano: egli è il proprietario della Fortezza e il gestore di tutte le sue risorse. Egli si prende cura di ciascuno dei mostri presenti, li nutre, li accudisce. Il suo scopo è un vero e proprio business model: la Fortezza è piena zeppa di tesori inestimabili, armi leggendarie, mucchi d’oro, ed attira dunque frotte di avventurieri in cerca di ricchezza, gloria ed esperienza. Avventurieri che si addentrano nella Fortezza per sfidarne i pericoli…e senza eccezione ne vengono sopraffatti, così che i loro tesori e il loro equipaggiamento magico entrano a far parte del sempre crescente bottino della Fortezza, che attirerà quindi sempre più avventurieri. Questa è la premessa, lo scenario entro cui i personaggi che popolano le storie del fumetto si muovono. Si tratta, insomma, di una sorta di sguardo dietro le quinte verso quello che succede durante la gestione del tipico dungeon che gli eroi di qualsiasi gioco di ruolo immancabilmente incontrano. Un concetto estremamente simile allo storico videogioco Dungeon Keeper, che è uscito proprio negli stessi anni, e che risulta immediatamente familiare ed intrigante a chiunque abbia mai preso in mano la scheda di un personaggio di Dungeons & Dragons. Ne La Fortezza vengono affrontati e demoliti tutti i più classici cliché del genere, dalle spade magiche parlanti ai mostri invincibili mossi da motivazioni totalmente assurde, dalle locande dove “non serviamo quelli della tua razza, qui” alle abilità esagerate che i personaggi acquisiscono improvvisamente, dopo aver accumulato sufficiente “esperienza”.

La trama e i personaggi

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La Fortezza offre un acuto sguardo parodistico sul genere fantasy, specialmente il fantasy eroico e lo stile narrativo tipico dei giochi di ruolo, e tuttavia non è soltanto una parodia buona per farsi quattro risate. Non è Dork Tower, per capirci, ma molto di più: pur essendo sempre pervasa da un umorismo che si respira in ogni dove, sottolineato anche dallo stile grafico buffo e caricaturale, La Fortezza offre delle storie appassionanti vissute da personaggi che sono molto di più delle macchiette comiche che sembrano all’inizio. Nelle storie dell’epoca Zenit raccolte del primo volume il protagonista è Herbert, un pavido, fragile papero che lavora come umile inserviente nella Fortezza. Facciamo la sua conoscenza quando viene inviato a consegnare una convocazione da parte del Guardiano al temibile principe barbaro Ababakar Ottopulce, uno dei potenti avventurieri che stanno sfidando i pericoli della torre. Il barbaro viene ucciso proprio davanti agli occhi di Herbert, che per salvarsi il posto di lavoro si vede costretto ad impersonare l’avventuriero ed accettare la pericolosissima missione che il Guardiano ha pronta per lui. Compagno di disavventure di Herbert è il dragonide Marvin, il più potente ed esperto dei mostri della Fortezza, braccio destro del Guardiano, inviato a dare una mano al “principe barbaro”. Nel corso delle storie che compongono il primo volume impariamo a conoscere nel profondo questi personaggi, che si dimostrano essere molto di più che semplici gag deambulanti. Entrambi hanno delle backstory sorprendenti, e durante le varie vicende diventano protagonisti di complessi archi narrativi che li portano a crescere, cambiare e, nel più improbabile dei risvolti, a sviluppare un profondo rapporto di reciproco rispetto e sincera amicizia. Joann Sfar e Lewis Trondheim sono dei veri maestri nel bilanciare il lato più comico e parodistico della loro opera con quello più serioso e complesso, ottenendo un’incredibile miscela che soddisfa appieno sia chi vuole farsi quattro risate ripensando alle disavventure dei propri personaggi di D&D, sia chi è alla ricerca di una narrazione appagante e matura. Il primo volume è stato pubblicato questa estate, il secondo è in dirittura d’arrivo e gli altri verranno pubblicati nel corso dei prossimi anni. Da parte nostra, non vediamo l’ora di poter completare la collezione, e raccomandiamo la lettura a tutti, soprattutto se siete dei giocatori di ruolo di lungo corso!


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Gabriele Bianchi

Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.