La realtà vista da vicino è uno Scarabocchio. Intervista a Maicol & Mirco
BAO Publishing pubblica BHA, il terzo volume dell'Opera Omnia degli Scarabocchi

4 min


Diretti ed irriverenti, solidi e profondi. Potremmo riassumere così Gli Scarabocchi di Maicol & Mirco, una serie di vignette dalle molteplici letture. Un lavoro complesso ed organico che colpisce direttamente il lettore e che dal 2018 BAO Publishing sta proponendo in una curata Opera Omnia.

All’anagrafe Michael Rocchetti, Maicol & Mirco è uno tra gli autori più apprezzati e celebrati degli ultimi anni. Un’artista capace di proporre opere per un pubblico adulto e al contempo di raccontare ai bambini storie di amicizia ed accettazione.

Gli Scarabocchi sono sequenze di vita, momenti rapidi come la quotidianità, in cui poche battute compongono la vignetta. Sfondo rosso, tratto nero. Un fitto intreccio di vite che si incontrano, e scontrano, mostrando la cruda realtà della vita.

Un vero e proprio simbolo della contemporaneità, di cui potrete leggere le nuove storie grazie a BHA – Gli Scarabocchi di Maicol & Mirco, terzo volume dell’Opera Omnia. In occasione della sua pubblicazione, il 18 giugno, vi proponiamo la nostra intervista all’autore.

Un viaggio attraverso colori, forme e registri narrativi differenti, un flusso continuo e inarrestabile di umanità.

Gli Scarabocchi vengono inizialmente pubblicati in autoproduzione per poi approdare in BAO Publishig. Com’è avvenuto questo passaggio editoriale?

Gli Scarabocchi, essendo il futuro, nascono nel 2000, in occasione dell’H.I.U. al centro sociale “Leoncavallo” di Milano. Era un periodo in cui il fumetto autoriale non riusciva ancora a trovare i suoi spazi, ma c’era fermento. In edicola trovavi i fumetti della Sergio Bonelli Editore come Dylan Dog, Tex oppure le testate Marvel o i primi manga, mentre le riviste autoriali stavano tutte chiudendo o divenendo inespugnabili.

Visto che era difficile trovare veri e propri sbocchi lavorativi si realizzavano fumetti fine a se stessi, fumetti kamikaze, si sperimentava. L’autoproduzione era il modo per pubblicare i propri lavori nel modo e nella forma che si voleva, e soprattutto immediatamente. Tracce di questo modus operandi le trovate in tutti i nostri libri di oggi, in cui estetica e cartotecnica diventano una sol cosa assieme alla narrazione.

Anni dopo, assieme a Roberto Montani, curatore grafico di tutti gli Scarabocchi nati nella forma di autoproduzione, sono riuscito a stringere i bulloni di questo rosso mondo, fino a far arrivare a BAO Publishing  il mio lavoro. Attualmente vedo l’autoproduzione solo come un modo per pubblicare ciò che mi è impossibile pubblicare in maniera ortodossa. Purtroppo i miei editori sono pazzi e mi lasciano immaginare i libri che voglio come voglio.

scarabocchi-maicol mirco bah terzo volume

Da autore autoprodotto e successivamente appoggiato ad un editore. Come vedi questa duplice esperienza?

Sono dell’idea che ogni fumetto debba essere pubblicato da una casa editrice, sebbene l’autoproduzione serva a tappare dei “buchi” dell’editoria. Inoltre l’autoproduzione è una gavetta formativa che serve ad un autore per rendersi conto delle proprie lacune e colmarle, per crescere.

Per quanto mi riguarda, da quando sono approdato in BAO, grazie alla loro lungimiranza e professionalità, sono comunque libero di seguire integralmente la produzione dei miei volumi. È come se stessi realizzando un’autoproduzione su vasta scala: seguo la grafica, il formato e l’estetica del volume.

Sostanzialmente sto facendo il lavoro di prima senza però metterci il rischio d’impresa e la fatica. L’autoproduzione è davvero stimolante ma devi affrontare altrettante difficoltà.

Aprendo gli Scarabocchi notiamo subito la continua presenza del colore rosso e un disegno molto minimale, come di un fermo immagine. Cosa puoi dirci a riguardo?

Nella mia idea di fumetto il disegno non deve prevaricare sul testo. Devono essere in simbiosi. L’Opera Omnia degli Scarabocchi non è una serie di strip singole ma un fumetto enorme travestito da strisce solo apparentemente non collegate. Queste mini scenette sono come dei fotogrammi, non fatti di immagini ma di sequenze. Leggerlo tutto insieme darà vita ad un’opera unica. Ho scritto le vignette separatamente, solo dopo mi sono poi reso conto che tutte insieme stessero formando una storia corale molto più grande. Sono il primo lettore che vuole scoprire cosa succederà nella pagina successiva. Che storia ho scritto.

Con quale approccio realizzi una tavola degli Scarabocchi?

Lavoro sempre senza soggetto ne sceneggiatura, scrivo di pari passo con i personaggi. Lascio liberi i protagonisti di entrare ed uscire di scena, sono loro stessi ad indicarmi la forma e i tempi della storia. Più lavorano i personaggi, meno faccio io, meglio va il racconto. Ogni volta che ci metto lo zampino le cose vanno male quindi lascio raccontare i miei personaggi.

Oltre a Gli Scarabocchi hai pubblicato Palla Rossa e Palla Blu, un fumetto per bambini. Come ti sei approcciato a questo differente pubblico?

Sono due registri completamente diversi ma per me sono lo stesso modo di disegnare. Il mio stile si è molto velocizzato per riuscire a raccontare il più possibile con il meno possibile. Negli Scarabocchi disegno a mano con un tratto molto rapido, mentre in Palla Rossa e Palla Blu uso uno stile vettoriale. È come se giocassi con dei collage che mi permettono di realizzare rapidamente ogni tavola. Sono due modi diversi ma al contempo identici nello spirito, ovvero la velocità.

Raccontare invece ai bambini mi risulta semplice perché è una cosa che ho sempre fatto. Gli Scarabocchi è destinato ad un pubblico maturo, non adulto. Al di la delle parolacce sono perfettamente fruibili anche da un bambino. La mia forma di narrazione ideale è quella rivolta ai bambini, non ho un setting di lavoro differente, cambia semplicemente il registro.

Oltre alle classiche presentazioni delle tue opere abbiamo visto che hai realizzato molti laboratori con i più piccoli. Quali credi siano le principali differenze fra lettori adulti e bambini?

Come dicevo, mi rivolgo a due pubblici diversi ma con lo stesso spirito. Il problema è del lettore che da adulto si complica la vita perché ha bisogno di sovrastrutture artistiche e grafiche. Abbiamo la necessità che un prodotto sia contemporaneo ed elaborato. Sentiamo il peso del giudizio altrui e la necessità di essere continuamente al passo con la moda del momento.

Questo con i bambini non accade, loro sono lettori puri. Se gli piace una storia la continuano altrimenti interrompono la lettura. Ovviamente non si pongono problemi perché non pagano i libri e proprio per questo sono capaci di apprezzarli per quello che sono.

Offerta

Un sentito ringraziamento a Maicol & Mirco e BAO Publishing per l’opportunità e la disponibilità dimostrata. BHA – Gli Scarabocchi di Maicol & Mirco vi attende in libreria e fumetteria a partire dal 18 giugno, insieme agli altri volumi dell’Opera Omnia, ARGH e SOB, oltre  alle altre opere che compongono la bibliografia dell’autore.


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Mattia De Poi

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Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.
        






      





 
















 
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