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Intrattenimento

Napoli Comicon: L’Oracolo del Nord

"Le mie mani si chiusero, strette e salde, su una pietra ricoperta di muschio. L'ultimo appiglio mi permise di issarmi oltre la vetta e lì, tra una nebbia eterea, lo vidi: il monastero dell'ultimo oracolo.
Ero ormai ad un passo dalla consapevolezza, ma questo non fermò la mia temperanza.
Tentacoli incisi in un legno antico adornavano l'enorme porta che, lentamente, si aprì da sola.
La stanza era ampia, disadorna a parte le colonne che sostenevano la volta nera.
In fondo ad essa, quasi al buio, Sam Neill era seduto su un pilastro troncato partorito da chissà quale antico retaggio, stava leggendo un libro.
Senza guardarmi alzò un dito come per dire: “Un momento”
Finì la pagina, lo chiuse e mi sorrise."
Non crediamo ci possa essere un attore, anzi un caratterista, che meglio incarni la cultura Nerd (nel senso classico) legata al cinema. Sam Neill è una presenza costante negli anni Novanta e in qualche modo è sempre legato a molte delle opere che hanno cresciuto e formato i Nerd di oggi.
La sua importanza in quegli anni spicca in opere che riprendono tematiche importanti per il Nerd anche prima degli Ottanta creando così un filo rosso di consapevolezza attraversa tutta la decade.
Sarebbe troppo facile puntare tutto su Jurassic Park e sul suo Alan Grant, secondo noi, anche se il lavoro con Spielberg è stato fondamentale ai nostri occhi ci sono altre perle, più ricercate, che indicano la sua taratura di Magister.
Tracce legate a doppio filo con la letteratura che ci ha cresciuti, come il suo ruolo di Pater Familias ne “L'uomo Bicentenario”, opera che si discosta dalla sua fonte letteraria, ma che comunque lo fa con rispetto ed esaltazione, senza snaturarla a differenza di “Io, Robot” ad esempio.
La dolcezza e la semplicità di quel ruolo ha aiutato a guidare una generazione già avviata verso una più ampia apertura mentale.
Ma ci sono altri due opere che, come detto prima, riescono a creare un ponte con chi ha vissuto l'infanzia negli anni Ottanta e che rafforzano quella passerella con saldi travi letterarie.
Lovecraft e i suoi incubi sono presenti nell'immaginario di ogni giocatore di ruolo, nerd e appassionato di letteratura, ma al cinema abbiamo visto ben poco all'altezza degli scritti originali.
Sam Neill è in due delle pellicole migliori che richiamano la letteratura gotica horror di Lovecraft, e tutto grazie ad un altro mostro degli anni 80 che non avrebbe avuto nessun  problema a sedere dove ora siede Neill: John Carpenter.  
Parliamo de “Il Seme della Follia” e “Event Horizon”, due Horror che travalicano la cellula per sfociare nella pagina, in particolare il lavoro di Carpenter ci guida attraverso il potere della follia su carta di fronte all'intelligenza, rappresentata dallo stesso Neill.
Event Horizon, di Anderson, anche se molto più vicino a noi in termini d'età, continua il filone sul quale Neill ha camminato per tutta la vita, ovvero portare davanti ai nostri occhi ciò che abbiamo vissuto negli anni Ottanta in altri formati.
Orrori che pochi hanno avuto il coraggio di portare sullo schermo.
È con questa immagine tentacolare che vi invitiamo a godervi, magari con un libro in mano, la filmografia del nostro ultimo Magister.
Magister che va ad aggiungersi a quello del Sud, Est e dell'Ovest.
E vi diamo appuntamento al Comicon di Napoli, che ospiterà il nuovo Magister Roberto Recchioni che, siamo sicuri anche lui visiterà di tanto in tanto questo eremo di tentacoli e follia.
"E mentre mi allontanavo dalla dimora dell'ultimo saggio mi voltai ancora una volta, per guardare da dove ero arrivato e prendere coraggio per intraprendere la strada per dove stavo andando.
E per quell'attimo il piccolo monastero divenne una chiesa, una chiesa bizantina nera con le guglie alta ottanta metri e sormontata da cupole dorate."

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