Intrattenimento

Star Trek: Into Darkness, la prima mezz’ora in anteprima

L'atmosfera è carica di eccitazione e di curiosità, e l'attesa, nostra e di tutti i colleghi presenti in sala, è palpabile. Le scuse di Bryan Burk, vicepresidente di Bad Robot Productions e produttore del film, per aver parlato troppo sono in realtà del tutto ingiustificate, perchè la sua introduzione è stata piacevolmente asciutta, sintetica, dritta al punto: Burk ha raccontato di ciò che lui e J.J. Abrams vogliono ottenere con il loro lavoro, ossia catturare l'attenzione di tutti coloro che non conoscono affatto Star Trek ma soprattutto di chi Star Trek lo conosce, e non lo apprezza. Burk stesso dice di appartenere a questa categoria e, spiega, è proprio questo a renderlo il perfetto produttore di questo film: è la sua mancanza di affezione e di entusiasmo per lo Star Trek dei tempi che furono a renderlo in grado di andare ad intervenire sugli elementi -a suo dire- deboli della saga per rendere i nuovi film appetibili davvero per tutti.
Prosegue poi spiegando come questo sarà il primo film della Bad Robot girato anche in 3D, tecnica che né lui né Abrams apprezzano, ma che in questa occasione proveranno a spingere all'estremo, come non è mai stato fatto prima, per creare qualcosa di unico e di nuovo. Un facile slogan, che valuteremo sul campo a giugno.
In ultimo, Burk scherza dicendo che “forse non lo sapete, ma a noi di Bad Robot piace tenerci qualche segreto”, che è più o meno l'eufemismo del millennio, e che questa è la prima occasione in cui si sono decisi ad un tour promozionale che mostra una parte così estesa dei loro lavori.
Ma è Star Trek: Into Darkness che tutti in sala stiamo aspettando di vedere, e il momento dello spegnimento delle luci non arriva un secondo troppo presto. 
Il film inizia in sesta, con Kirk e McCoy che stanno fuggendo da un tempio, inseguiti da indigeni armati di lancia di un pianeta chiamato Nibiru. Il nome del pianeta ci fa subito sghignazzare: si tratta, ovviamente, del pianeta che avrebbe dovuto disintegrare la Terra lo scorso 23 dicembre. Un'ennesima conferma dell'amore di Abrams per le trollate. L'azione si spinge fino al parossismo: Sulu, Uhura e Spock stanno volando con una navetta dentro un enorme vulcano in procinto di eruttare catastroficamente, distruggendo l'intero pianeta, e l'unica speranza sembra essere l'attivazione di un congegno in grado di rendere il vulcano inerme. Spock viene quindi costretto a calarsi nel cratere, appeso precariamente alla navetta tramite un cavo…che ovviamente si spezza. Quando tutti gli altri si riuniscono sull'Enterprise (favolosamente “parcheggiata” nei fondali marini proprio accanto al vulcano), si rendono conto che l'unico modo per salvare il vulcaniano è volare sopra la montagna e da lì teletrasportarlo a bordo. Il problema è, però, che far questo sarebbe una violazione della Prima Direttiva (che, per i non avvezzi, stabilisce il divieto assoluto di interferire con il normale sviluppo delle civiltà pre-curvatura facendo uso disinvolto di tecnologie avanzate). Ma c'è di mezzo la vita di Spock, quindi, nonostante il parere contrario di Spock stesso (che viene espresso con una citazione da L'Ira di Khan, ed è superfluo specificare quale!), Kirk esegue il recupero, violando la Prima Direttiva per salvare la vita del suo amico.
Non c'è che dire, un inizio veramente esplosivo. Ci ricorda molto, stilisticamente, i film di Indiana Jones, ciascuno dei quali inizia con l'archeologo nel bel mezzo dell'azione di un'avventura di cui ci è dato di vedere solo la conclusione. La scelta funziona benissimo, e naturalmente stabilisce il tono dell'intero film: azione, azione e ancora azione.
Vediamo che la bravata a fin di bene di Kirk e compagni ha delle ripercussioni: la Prima Direttiva è la più importante regola della Flotta Stellare, e nessuna violazione rimane impunita. La conseguenza è che Kirk perde, di nuovo, il comando dell'Enterprise, che viene restituita a Pike. Kirk viene retrocesso al grado di Comandante e prende il posto di Spock come primo ufficiale, mentre quest'ultimo viene riassegnato alla U.S.S. Bradbury. Non possiamo fare a meno di chiederci se riproporre il tema di Kirk che deve guadagnarsi il comando della nave, preminente in tutto il primo film di Abrams, sia una mossa vincente. Ma abbiamo visto davvero troppo poco per giudicare.
Comunque, dopo questo bagno di azione la scena successiva introduce il misterioso antagonista, interpretato da Benedict Cumberbatch. Lo vediamo salvare la vita della figlia malata di un impiegato degli archivi della Flotta Stellare (interpretato da qualcuno che i fan del Dottor Who riconosceranno bene…altra trollata o qualcosa di più serio? Con Abrams non si può mai essere sicuri di niente!) in cambio della collaborazione di questi in un atto terroristico che causa la distruzione degli archivi, il primo atto di un piano che capiamo essere molto più intricato. Il personaggio di Cumberbatch viene identificato con un nome: John Harrison. Se neanche a voi dice niente, è normale: questo John Harrison non compare infatti in nessuna puntata della Serie Classica né di nessun'altra produzione legata a Star Trek. La nostra idea è che sia semplicemente un alias. Come sapete voci sempre più insistenti danno per quasi certa l'identità del cattivo, che sarebbe nient'altri che la nemesi di Kirk, Khan. Vero o no, in ciò che abbiamo visto noi oggi non c'è alcun indizio, né in un senso né nell'altro.
Sulla pericolosità della minaccia rappresentata da questo John Harrison fanno luce gli altri due spezzoni che ci è stato concesso di vedere in anteprima, che provengono dalla fase centrale del film, con la storia in uno stato ben più avanzato. Nel primo un'Enterprise quasi completamente distrutta non riesce a manovrare e finisce per essere attirata dalla gravità terrestre, precipitando verso il pianeta. Questa scena, oltre all'eroismo e alla coesione dell'equipaggio, che rifiuta di abbandonare la nave nonostante gli ordini diretti dell'ufficiale di comando, è importante per un paio di dettagli: il primo è proprio l'identità di chi è al comando dell'Enterprise, ovvero Spock, in qualità di acting captain. Il secondo è una breve apparizione di Chekov, che è vestito non d'oro ma di rosso. Dettagli su cui è inutile arrovellarsi, naturalmente, ma che abbiamo notato e che vi riportiamo.
Il secondo spezzone ha luogo poche scene dopo: vediamo l'Enterprise riuscire in un clamoroso atterraggio di fortuna in una baia di fronte ad una città, che potrebbe essere San Francisco come qualunque altra, e Spock lanciarsi all'inseguimento di John Harrison, raggiungerlo e farci a cazzotti sul tetto di un trasporto volante in movimento fra i palazzi.
Nel complesso, le scene che abbiamo potuto vedere sono spettacolari, esagerate, affascinanti, gli effetti speciali sono naturalmente all'altezza e il coinvolgimento che ci hanno suscitato è totale. Anche chiacchierando con gli altri giornalisti presenti l'impressione di tutti è stata la medesima. Non possiamo che ridacchiare pensando che Abrams sia riuscito a farci vedere un'intera mezz'ora del suo nuovo film…senza in realtà svelarci alcuna informazione sensibile sulla trama o nessun dettaglio veramente nuovo sui protagonisti. Ma dobbiamo rassegnarci: da un maestro del sotterfugio come lui non potevamo aspettarci altro. Non ci resta che aspettare ansiosamente giugno, quando il film uscirà al cinema, e dopo questa anteprima davvero non vediamo l'ora.
Ma, se ce lo permettete, ci permettiamo un ultimo commento: da quel che abbiamo visto di questo Star Trek: Into Darkness, l'Episodio VII non poteva essere in mani migliori!

Gabriele Bianchi

Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.

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