aladdin film 2019 disney live action

Aladdin: abbiamo la formula, ora va perfezionata

4 min


Aladdin è il secondo film Disney del 2019 che riprende uno dei classici animati dello studio in una versione live action e non sarà l’ultimo. Qualche settimana fa è infatti arrivato nelle sale Dumbo, secondo noi non perfettamente riuscito come vi abbiamo raccontato, mentre il prossimo agosto toccherà a Il re leone di Jon Favreau. E sono ancora tante le pellicole di questo tipo che arriveranno in futuro, un trend in continua crescita. Parliamo quindi di questo Aladdin, tenendo però sempre un occhio ai film che arriveranno dal 2019 in poi.

Di cosa parla Aladdin, il film live action del 2019?

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Al contrario di Dumbo, in questo caso abbiamo un’aderenza quasi perfetta al Classico animato da un punto di vista di trama. Ci sono alcune modifiche qui e lì, ma si tratta principalmente di piccole aggiunte, che complessivamente non spostano il racconto. E questo è uno dei primi punti di quella formula da perfezionare a cui facciamo riferimento nel titolo.

I tanti live action Disney che abbiamo visto negli ultimi anni sembravano infatti spesso alla ricerca di una strada precisa. Era difficile infatti comprendere quale fosse lo scopo di queste pellicole: perché andarle a vedere se già abbiamo gli originali? E se la risposta era relativamente ovvia per film come Maleficent o Alice in Wonderland, rivisitazioni profonde, molto più di un ‘semplice’ remake live action, era molto più difficile per opere come La bella e la bestia o Il libro della giungla (che però sono anche quelle di maggior successo commerciale della ‘serie’).

Seguendo attentamente tutti questi progetti, si può notare la ricerca di una vera e propria formula. Una struttura su cui basarsi per riuscire a creare un adattamento di successo. Con Aladdin sembra che finalmente si sia trovata la strada giusta, anche se ci sono ancora un po’ di miglioramenti da fare.

Qual è questa formula magica?

Partiamo dalla trama. Come detto, non c’è una ricerca di un punto di vista nuovo, un cambiamento profondo, ma solo qualche ‘ritocchino‘. Piccole aggiunte che permettano di approfondire il mondo della pellicola o che diano spazio extra a personaggi un po’ in ombra in passato. Nell’Aladdin del 2019 tocca ad esempio al Sultano e soprattutto a sua figlia Jasmine, che in questo nuovo film ha una propria canzone. Così è possibile approfondire e rafforzare questi personaggi.

Si tratta di una strada facile, che sicuramente offre meno possibilità di creare qualcosa di davvero interessante. Avevamo infatti apprezzato come Dumbo, pur con diversi problemi, avesse cercato di darci una storia alternativa. Tuttavia gli spazi aggiuntivi dedicati ai personaggi che citavamo potrebbero essere la chiave del compromesso: mantenere comunque l’impalcatura originale ma usarla per raccontare qualcosa di nuovo, evitando che sia un puro ricalco della versione animata. Forse in futuro bisognerebbe spingere di più su questo aspetto.

Il punto successivo è riproporre la pellicola classica in una luce nuova dal punto di vista visivo. Reinventarsi il design, i costumi, gli ambienti e tutti gli elementi così tipicamente legati all’animazione (come il Genio in questo caso) in una versione live action. In particolare l’attenzione va su alcune delle scene più memorabili della versione animata, da mostrare in una versione ancora più esplosiva per il nuovo pubblico di piccoli appassionati ma anche per chi ci è cresciuto anni fa con quelle sequenze.

Gli amanti delle pellicole originali entrano in sala ansiosi di riprovare quelle emozioni, con un nuovo sguardo. Rituffarsi un po’ nella nostalgia ma in un modo diverso dal semplice rewatch del film DVD (a prescindere dalle differenze tra home video e sala, ovviamente). Gran parte dell’esperienza di visione è legata al concetto di “Fra poco arriva quella scena, sono curioso di vedere come l’hanno rifatta”.

E infine il coinvolgimento di un autore di peso e questo è forse il punto su cui c’è più difficoltà ancora. Abbiamo già sottolineato come in Dumbo la mano di Tim Burton fosse quasi invisibile. In questo Aladdin del 2019 invece, possiamo già sentire di più l’influenza di Guy Ritchie sul film. È ancora troppo poco, ma c’è ed è un passo avanti e vorremmo che in futuro il regista avesse sempre più libertà di azione.

Ma quindi, questo Aladdin?

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Finito il discorso sui massimi sistemi, torniamo con lo sguardo sul 2019 e concentriamoci su questo film di Aladdin. Ci sono fondamentalmente due aspetti su cui si basava il successo di quest’opera, punti chiave su cui non si doveva assolutamente sbagliare. E, fortunatamente, Disney ha centrato entrambi questi obiettivi.

Il primo era, come dicevamo sopra, la resa dei momenti topici del film. Sequenze iconiche come l’arrivo del ‘Principe Ali’ ad Agrabah, il viaggio sul Tappeto Volante sulle note de Il mondo è mio e il primo incontro tra Aladdin e il Genio dovevano essere rese al massimo. E infatti così è stato, soprattutto per quest’ultima. Sono scene emozionanti e spettacolari che sapranno conquistare il pubblico vecchio e nuovo.

Il secondo aspetto è ovviamente il Genio, interpretato da Will Smith. Contestatissimo ad ogni singola apparizione nei trailer e nelle immagini nei mesi scorsi, il personaggio non delude assolutamente. Nonostante i timori dei fan, la sua presenza a schermo è eccezionale, anche nelle scene ad alto tasso di CGI, e l’interpretazione di Will Smith è da applausi.

A proposito del Genio, vale la pena sottolineare l’ottima decisione di coinvolgere nell’adattamento italiano il suo doppiatore nella versione animata Gigi Proietti, qui chiamato a dare voce al Sultano. Oltre all’omaggio (doppio, ci è parso di sentire ma sarà da verificare più avanti) la sua eccezionale bravura contribuisce a rafforzare il ruolo del padre di Jasmine, molto più evoluto rispetto al burattino di Jafar che conoscevamo.

Pareri finali

In conclusione, l’Aladdin del 2019 non è un film perfetto, ma un tentativo interessante che comunque saprà regalare divertimento ed emozioni a chi è cresciuto con il Classico Disney del 1992. La rivisitazione di alcuni momenti iconici e soprattutto il Genio di Will Smith valgono senza dubbio il prezzo del biglietto.

Ora il pensiero va verso Il re leone, prossimo remake live action in arrivo, e Mulan. Con la speranza che riescano a perfezionare definitivamente la formula di questo trend.

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Mattia Chiappani

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Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.
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