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The Umbrella Academy: le origini a fumetti della famiglia Hargreeves
Il fumetto Dark Horse di Gerard Way e Gabriel Ba

4 min


Dopo averci entusiasmati con la prima stagione di The Umbrella Academy, la famiglia Hargreeves è tornata su Netflix con una nuova, esaltante, seconda serie delle proprie avventure. Mentre sulla piattaforma streaming potete vedere i dieci nuovi episodi della stagione, la nostra attenzione si rivolge verso la serie a fumetti da cui tutto è nato.

Un lavoro psichedelico e totalmente sopra le righe creato da Gerard Way e Gabriel Ba che fin dal suo primo annuncio generò curiosità e scetticismo. Oggi la serie conta all’attivo tre racconti completi, raccolti in altrettanti volumi, un enorme seguito di fan e l’attenzione mediatica degna delle più famose saghe letterarie.

La versione a fumetti di The Umbrella Academy si discosta dalla sua controparte televisiva, sebbene in quest’ultima vengano proposte tutte le peculiarità che hanno reso iconica e riconoscibile la serie: personaggi complessi e credibili, approfondimento psicologico e un’azione sopra le righe e decisamente fuori controllo.

Mentre su Netflix i nostri protagonisti sono, nuovamente, inseguiti dalla prossima Apocalisse, la controparte cartacea è pronta a stupirvi, o farlo nuovamente, con le proprie avventure.

the umbrella academyThe Umbrella Academy – Origini segrete di un successo a fumetti

L’idea di The Umbrella Academy nasce grazie a Gerard Way, leader dei My Chemical Romance, che grazie ai propri testi e videoclip fu capace di accrescere in maniera esponenziale la fama della sua band. Quando nel 2007 Dark Horse pubblicò il primo capitolo di La Suite dell’Apocalisse il volume venne accolto con sospetto per via dei nomi coinvolti nel progetto.

Quello che molti però non sapevano, e che potrebbero ignorare ancora oggi, è che Gerard Way era ben più di una rock star. Pubblicò il suo primo fumetto nel 1993, intitolato On Raven’s Wings, sebbene la serie venne cancellata dopo la seconda uscita. Non ne uscì demoralizzato, iscrivendosi infatti alla School of Visual Arts di New York e successivamente intraprendendo uno stage presso DC Comics.

Il grande amore verso il fumetto e le sue potenzialità di espressione convinse quindi Gerard Way a proporre un progetto potendone controllare sviluppo e produzione. In coppia con lui troviamo Gabriel Ba, disegnatore brasiliano all’epoca ancora sconosciuto al grande pubblico americano, che con la propria arte fu in grado di espandere l’immaginario dello sceneggiatore.

Nacque così The Umbrella Academy, una serie suddivisa in distinti archi narrativi racchiusi in ogni singolo volume, capace di trionfare agli Eisner Awards del 2008 come Miglior serie breve.

Il travagliato successo di The Umbrella Academy

Il successo del primo racconto portò artisti ed editore a proporre a stretto giro il secondo volume della serie: Dallas. Una storia fondamentale per approfondire il personaggio di Cinque ed i rapporti tra tutti i fratelli Hargreeves. Se il titolo vi risulta famigliare è proprio perché la nuova serie Netflix è ambientata nella città del Texas. Ma non aggiungiamo altro.

Il pubblico accolse nuovamente in modo molto caloroso la nuova avventura di The Umbrella Academy, siamo nel 2008. A differenza di quello che ci si potrebbe aspettare, Way e Ba non si misero al lavoro sul terzo volume della serie, Hotel Oblivion, ma si separarono temporaneamente. Gerard Way annunciò infatti di essere al lavoro su una nuova serie a fumetti, The true lives of the fabulous Killjoys.

Nonostante nel 2013 il team originale di The Umbrella Academy annunciò di essere pronta per riportarci nelle vite della famiglia Hargreeves, Gerard Way iniziò a collaborare con DC Comics e Marvel, creando con quest’ultima il personaggio di Peni Parker.

Dovremo infine attendere il 2018 prima di poter leggere il nuovo capitolo della serie, un racconto capace di aprire una miriade di possibilità all’universo narrativo creato dal team, grazie anche ad un finale quanto mai aperto ed imprevedibile. Ed è infatti notizia di poche settimane fa come il quarto arco narrativo di The Umbrella Academy sarà intitolato Sparrow Academy.

Gerard Way e Gabriel Ba. Il team dietro gli Hargreeves

L’immaginario e le idee di Way trovarono in Gabriel Ba il perfetto disegnatore per essere trasposte su carta. Personaggi eclettici così come gli scenari in cui il racconto ha luogo sono diventati elementi riconoscibili e di sicuro successo per la serie. Un racconto che a differenza di quanto visto in tv, non si pone alcun freno a livello grafico.

La resa visiva di The Umbrella Academy colpisce il lettore dritto in faccia grazie ad uno stile deciso e marcato. I ragazzi hanno forti personalità così come i propri outfit, su cui la figura di Luther spicca rispetto ai fratelli. A differenza di quanto visto nella serie Netflix, a seguito di un incidente la testa di Numero 1 viene impiantata al corpo di un gorilla marziano, rendendolo capace di vivere nello spazio.

Spaceboy è solo l’esempio più eclatante di un intero gruppo di personaggi ai limiti dell’assurdo. Vi basti pensare come la prima missione del team non si svolge all’interno di una banca ma a Parigi, ai piedi della Tour Eiffel, mentre li vedremo impegnati a combattere contro la torre stessa. Così come successivamente i ragazzi si batteranno contro le statue di alcuni presidenti americani.

La coppia di artisti non si porrà quindi alcun limite nelle vignette che compongono i diversi volumi. Nessuno è al sicuro all’interno del racconto, così come la morale degli stessi protagonisti ci farà spesso dubitare di loro. Il prodotto finale risulta coraggioso ed irriverente, un racconto che segue l’idea d’intrattenimento e narrazione voluta dal proprio team creativo.

The Umbrella Academy: da fumetto a successo tv

Il desiderio di stupire, e quello di dare vita alle proprie idee per quanto folli possano sembrare, è diventato il marchio di fabbrica del team creativo. Nonostante le difficoltà iniziali di lavorare con una rock star, impegnato in tour in giro per il mondo, Gabriel Ba è stato capace di creare un mondo bizzarro popolato da personaggi stravaganti ed indimenticabili.

Un immaginario che la serie Netflix, in cui Gerard Way ricopre il ruolo di produttore esecutivo, è stata capace di ampliare: se da un lato infatti figure come Pogo o Hazel & Cha-Cha hanno ricoperto un ruolo fondamentale, altrettanto possiamo dire dei personaggi creati appositamente per lo show.
Due prodotti differenti che grazie all’abilità dello showrunner Steve Blackman riescono a completarsi a vicenda presentando temi e situazioni diverse ma sempre ben focalizzate sui nostri protagonisti.

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La versione televisiva di The Umbrella Academy riesce pienamente a portare su schermo l’animo della serie originale. Un ottimo adattamento capace di raggiungere un pubblico differente rispetto a quello del fumetto, sviluppando i personaggi e le loro vicende in maniera coerente così da poter piacere ed intrattenere una differente platea di pubblico.

I tre volumi di The Umbrella Academy sono pubblicati in Italia da BAO Publishing, mentre negli Stati Uniti è grande l’attesa per i prossimi capitoli della serie. Un racconto che farà ancora molto parlare di se, sia nella sua veste originale, che in quella televisiva disponibile su Netflix. Due racconti simili ma allo stesso tempo diversi, ognuno capace di trarre il meglio dal medium su cui è proposto.

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Mattia De Poi

Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.
        






      





 
















 
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